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Elena Franzoia
Leggi i suoi articoliCompie dieci anni una delle realtà storiche e culturali più toccanti della vasta offerta culturale fiorentina: il Museo degli Innocenti in piazza della SS. Annunziata. Riaperto nel 2016 grazie a un progetto di riqualificazione firmato dallo studio locale Ipostudio, vincitore nel 2008 di un apposito concorso e poi di importanti riconoscimenti tra cui il Premio Architettura Toscana 2017 e il Premio IN/Architettura 2020, il museo è collocato nello Spedale degli Innocenti, progettato da Filippo Brunelleschi e costruito a partire dal 1419 per accogliere uno dei primi esempi europei di welfare laico, dedicato in particolare all’accoglienza, educazione e tutela dei bambini abbandonati.
Fondato grazie al lascito testamentario del celebre mercante pratese Francesco Datini (a lui è dedicato a Prato il Museo casa Francesco Datini), l’antico Spedale fu posto sotto il patronato dell’Arte della Seta di Por Santa Maria, che affidò il progetto a Filippo Brunelleschi. Accolse la prima bambina, Agata Smeralda, il 5 febbraio 1445, e anche grazie a protezioni e donazioni, tra cui fondamentali si rivelarono quelle medicee, non ha mai smesso di operare a favore dei diritti dell’infanzia. Di questa lunghissima storia parla la struttura stessa del magnifico complesso, che ruota intorno ai due grandi cortili detti «degli Uomini» e «delle Donne».
Finalizzato a una fruizione accogliente e inclusiva, il Museo propone tre percorsi tematici di visita (storia, architettura, arte) estesi su 4.900 metri quadrati e arricchiti da servizi come i laboratori della Bottega dei Ragazzi, il bookshop e la splendida caffetteria del Verone, dalle impagabili viste sulla Cupola brunelleschiana, il Tempio Israelitico e i tetti del centro storico. Di grande interesse e coinvolgimento emotivo è, al piano interrato, la parte che narra le storie dei bambini e soprattutto delle bambine ospitati dallo Spedale. Nata come mostra temporanea nel 2022 e poi inglobata nel percorso permanente, la sezione rende infatti merito ai ricchissimi archivi dell'Istituto esponendo una selezione di 70 tra i 4mila oggetti spezzati usati come segnali di riconoscimento dei bambini al momento del loro ingresso, in genere attraverso la «ruota» posta sotto il loggiato di piazza della SS. Annunziata, all'antico Spedale.
Ultima acquisizione museale è stata la Galleria degli Affreschi, riaperta lo scorso anno, che dal 1971 conserva 28 tra sinopie e affreschi, appartenenti alle Gallerie degli Uffizi, qui collocati dopo l'alluvione del 1966. Alle mostre temporanee, attualmente organizzate in collaborazione con Arthemisia, è destinato il piano interrato. E proprio «Artemisia Gentileschi a Firenze» è il titolo della prossima mostra, curata da Costantino d’Orazio, Cristina Acidini e Sandro Bellesi, che sarà visitabile dal 21 ottobre al 4 aprile 2027.
La Galleria degli Affreschi
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Elena Franzoia
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