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Banditura del top lot «Nell’atelier dell’artista». In primo piano Rossella Novarini

Courtesy Il Ponte Casa d’Aste

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Banditura del top lot «Nell’atelier dell’artista». In primo piano Rossella Novarini

Courtesy Il Ponte Casa d’Aste

L’asta Etro supera i 950mila euro: successo per il gusto eclettico di «Gimmo»

Ritratti d'epoca, arredi d'autore e un rialzo medio dei lotti del 117%: il mercato incorona la collezione privata del re del Paisley

Lavinia Trivulzio

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Gerolamo Etro non accumulava oggetti ma «li faceva dialogare». Il mercato, di fronte a quel suo sguardo libero e felicemente eccentrico, ha risposto rilanciando a colpi di martello. L’asta A Love Affair: la creatività attraverso la memoria degli oggetti, battuta da Il Ponte a Milano dal 22 al 24 settembre, si è chiusa infatti con un incasso che ha superato i 950mila euro e un balzo medio dei lotti del 117%. Un segnale chiaro per la piazza milanese che non si tira indietro quando la provenienza trasuda stile e personalità (e le stime di partenza diventano solo un ricordo). A tirare la volata alle tre giornate d'incanto è stata la passione di «Gimmo» per la ritrattistica e la pittura figurativa, vera e propria spina dorsale della collezione. Il picco d'asta lo ha conquistato la tela «Nell’atelier dell’artista» di Janis Rozentals, artista vissuto a cavallo del XIX e XX secolo, uno dei più celebri e versatili pittori lettoni, battuta a 44.800 euro. Ma è stata l'intera galleria di «sguardi d'oltremare» a scatenare la gara tra i telefoni. Il maestoso «Ritratto di Edulji Dinshaw» firmato da John Wells nel 1938, figura di spicco della rinomata Scuola di St Ives e maestro dell'astrazione geometrica del secondo dopoguerra, è salito fino a 38.400 euro. A questi lotti è seguito il «Ritratto di James Stuart con uniforme rossa» di scuola inglese (28.160 euro) e l’elegante figura di «Dennis Cohen con guanti bianchi e bastone» dipinta da Glyn Warren Philpot nel 1910 (23.040 euro), celebre artista britannico, noto soprattutto per i suoi raffinati ritratti dell'alta società edoardiana e per le opere pionieristiche che sfidavano le convenzioni sociali e di genere del suo tempo. Ottime conferme anche per la pittura italiana e d'area britannica, dal celebre «Beethoven» del pittore siciliano Lionello Balestrieri (25.600 euro) fino al «Picnic» del rinomato pittore e illustratore britannico William Henry Margetson (19.840 euro) e alla «Giocatrice di golf» dell’americano John Dwight Bridge (19.200 euro).

 

Janis Rozentals, «Nell'atelier dell’artista», 1885. Courtesy Il Ponte Casa d’Aste

John Wells, «Ritratto di Edulji Dinshaw», 1938. Courtesy Il Ponte Casa d’Aste

Ma Etro non sarebbe stato Etro senza quell'amore per il dettaglio d'arredo spiazzante, capace di mescolare le epoche con naturalezza. Lo dimostra il trionfo delle arti decorative, dove il pezzo più conteso è stato l'estrosa poltrona biposto «a borsa» degli anni Cinquanta, con la sua chiusura a scatto in metallo e il manico in pelle, volata fino a 21.760 euro. Poco sotto, a quota 20.480 euro, si è fermato un paravento Art Déco francese laccato e dorato con la firma di Jean Dunand, mentre una scenografica coppa in argento londinese del 1838 sbalzata con motivi maori ha raggiunto i 19.200 euro. Fino alle curiosità della sezione «Historica», che ha visto spuntare la stessa cifra di 7.680 euro sia per il «Ritratto di Alfred Fedorovich Grot» di Ivan Tiurin, sia per un elmo da corazziere sabaudo in tenuta di gala. Il lavoro corale dei sette dipartimenti de Il Ponte ha restituito l'immagine esatta di quello che è stato il gusto Etro: un'estetica senza paratie stagne dove l'antico, il moderno e il bizzarro finiscono per appartenere, inscindibilmente, alla stessa bellissima storia.

Poltrona biposto «a borsa» con struttura sagomata a doppia seduta. Courtesy Il Ponte Casa d’Aste

Lavinia Trivulzio, 25 settembre 2026 | © Riproduzione riservata

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