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Margherita Panaciciu
Leggi i suoi articoliHong Kong torna a essere, ancora una volta, uno dei punti nevralgici del mercato internazionale dell’arte contemporanea. Phillips ha infatti annunciato i principali highlight della sua prossima asta di Modern & Contemporary Art, in programma il 2 giugno presso la sua sede asiatica nel West Kowloon Cultural District. La sessione live sarà accompagnata da un articolato programma di vendite online che si estende tra fine maggio e inizio giugno, costruendo un dispositivo commerciale ormai tipico del nuovo mercato ibrido, da un lato l’asta fisica come momento di concentrazione narrativa e simbolica, dall’altro una costellazione digitale di offerte che allarga la platea dei collezionisti e prolunga il tempo della competizione. In questo calendario si inseriscono due aste online parallele: una dedicata alle voci più significative del contemporaneo internazionale, con nomi come Katherine Bernhardt, Yoshitomo Nara, Eddie Martinez e Julian Opie; l’altra interamente focalizzata su stampe di Zao Wou-Ki provenienti da una importante collezione privata asiatica.
A guidare la vendita principale è «The Recluse» (2017) di Matthew Wong, opera stimata tra 5,5 e 8,5 milioni HK$, che rappresenta uno dei punti più alti della selezione. Il dipinto, costruito su un paesaggio rarefatto e intensamente emotivo, sintetizza la poetica dell’artista canadese-cinese scomparso prematuramente nel 2019, la cui parabola continua a esercitare un forte magnetismo sul mercato internazionale. La solitudine del soggetto, immerso in una natura al tempo stesso espansiva e claustrofobica, diventa qui un dispositivo pittorico che traduce la tensione tra introspezione e vastità, elemento ormai centrale nella ricezione critica del suo lavoro. Accanto a Wong, la selezione di Phillips costruisce una narrazione che attraversa geografie e generazioni, mettendo in dialogo alcune delle figure più riconoscibili dell’arte asiatica e internazionale del secondo Novecento e del contemporaneo. Tra queste, Chen Yifei con «Bridge Reflection (Suzhou)», proveniente dalla serie delle Water Villages, propone una visione sospesa tra realismo e nostalgia, dove la superficie pittorica — lavorata e parzialmente abrasata con tecniche non convenzionali — restituisce un’immagine quasi cinematografica della città di Suzhou, simbolo di una memoria culturale in trasformazione.
Matthew Wong, «The Recluse», 2017. Courtesy of Phillips
La presenza di Lee Ufan con «With Winds» rafforza il registro più meditativo della vendita: la sua pittura, basata su una tensione minimale tra gesto e vuoto, continua a rappresentare uno dei vertici della scuola Mono-ha e della riflessione estetica asiatica del secondo Novecento. L’opera si inserisce in quella grammatica di sottrazione che ha reso l’artista una figura centrale nel dialogo tra Oriente e Occidente. A interrompere questa linea di rarefazione intervengono invece le presenze più iconiche del mercato giapponese contemporaneo. Da un lato Yayoi Kusama, con una scultura soft del 1988, dall’altro Chiharu Shiota con «State of Being (Map)» (2020), installazione che intreccia fili e cartografie in una riflessione sulla memoria e sulla dispersione dell’identità. In entrambi i casi, la dimensione installativa e simbolica si traduce in oggetti altamente collezionabili, confermando la trasformazione di pratiche originariamente installative in asset del mercato globale. Tra i punti di maggiore interesse figura anche Ju Ming con un’opera della serie Taichi, in cui la filosofia del movimento e della concentrazione fisica viene tradotta in forme bronzee essenziali, quasi archetipiche.
Il catalogo include inoltre Atsuko Tanaka, figura chiave del movimento Gutai, con un’opera del 1986 che rielabora l’esperienza performativa della celebre «Electric Dress» in chiave pittorica, trasformando il linguaggio dell’azione in una grammatica visiva fatta di tensioni circolari e instabilità ritmica. In parallelo, la presenza di Diane Dal-Pra introduce una dimensione più recente, in cui la tradizione compositiva rinascimentale viene reinterpretata attraverso una lente contemporanea. Accanto alla vendita live, il programma online di Phillips amplia ulteriormente il perimetro della proposta. Da un lato una selezione di opere contemporanee che include, tra gli altri, Katherine Bernhardt con «Lies» (2020), dall’altro una vendita interamente dedicata alle stampe di Zao Wou-Ki, che attraversano quattro decenni di produzione e restituiscono la dimensione sperimentale della sua pratica incisoria, sviluppata tra Parigi e il dialogo costante con la tradizione pittorica europea e cinese.
Lee Ufan, «With Winds», 1991. Courtesy of Phillips
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