Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Image

«Red», 1968, di Mark Rothko (particolare) su cui sono in arrivo volumi da Einaudi e Marsilio Arte

© The Solomon R. Gugghenaim Foundation, New York

Image

«Red», 1968, di Mark Rothko (particolare) su cui sono in arrivo volumi da Einaudi e Marsilio Arte

© The Solomon R. Gugghenaim Foundation, New York

Libri, cataloghi e pubblicazioni d’arte in arrivo. Le migliori proposte del 2026

Da Pompei al Medioevo, da Masaccio a Caravaggio e Correggio, da Rothko a Kiefer, dai giardini all’architettura fascista in Africa, e poi Piero Manzoni, la porcellana, Shirin Neshat... 

Arabella Cifani

Leggi i suoi articoli

Se, come affermano alcuni filosofi, il tempo è una linea retta che si inoltra nel futuro, l’inizio di un nuovo anno, che di per sé non vorrebbe dire nulla nell’economia dell’eternità e dell’universo, può diventare nelle nostre umane aspettative la vorticante apertura verso il nuovo e l’ignoto e si carica di propositi per nuovi saperi e per svolte culturali ed esistenziali. Poi a mano a mano che i giorni scorrono si finisce con il naufragare nella quotidianità più ordinaria che ben presto inghiotte ogni motivazione. Gli editori però non possono permettersi di naufragare e devono programmare, se non per tutto l’anno, almeno per un po’ di mesi. Ne abbiamo intervistati un bel numero e ci hanno raccontato di progetti importanti. Gli editori d’arte sono parte di una grande tradizione italiana, quella di fare da sempre libri importanti e belli. Sono una falange lanciata all’attacco che trema e oscilla nelle crisi ma procede nonostante tutto. E hanno ideali comuni: il rispetto e l’attenzione all’arte, l’amore per la libertà, il desiderio di innovazione.

Scorriamo le loro proposte e i loro propositi partendo dai testi consacrati a tematiche storicamente più antiche e troviamo subito dalla storica casa editrice di Firenze Leo S. Olschki il De Architectura di Vitruvio, a cura di Francesco Paolo Di Teodoro. Sarà un’edizione critica monumentale, realizzata con grande cura redazionale e una veste editoriale raffinata e di pregio, rilegata. Semplicemente un classico che è indispensabile conoscere. Sempre per la stessa casa editrice un testo singolare: La Necropoli della Banditaccia raccontata dalla vegetazione, a cura della Direzione del Parco di Cerveteri e Tarquinia, con introduzione del direttore Vincenzo Bellelli. I fiori e la vegetazione ci sussurreranno forse le storie dei morti luoghi che coprono ormai da millenni?

È difficile sottrarsi al fascino di Pompei e la casa Giunti non lo fa, anzi mette sul tavolo ben due libri dedicati: Pompei. Arte sotto la cenere, con presentazione di Gabriel Zuchtriegel, a cura di Andrea Carandini e Maria Teresa D’Alessio (240 pp., circa, 200 foto, testi in italiano e inglese). Un libro che ci porta dentro la città sepolta, ce ne racconta la struttura, ce ne mostra le stupefacenti decorazioni pittoriche, ricostruisce la vita che si svolgeva ogni giorno in quelle strade. E lo fa grazie a un testo aggiornatissimo, chiaro e coinvolgente, e a uno spettacolare apparato di immagini. E poi c’è l’altra Pompei, quella di Stefano Causa: la Pompei pop. Storie pompeiane dai Borboni ai Pink Floyd (240 pp., 140 ill.) che ci raccontano di una città che è stata anche protagonista di vicende e casi curiosi, singolari, a volte incredibili, fin dalla sua scoperta e dall’inizio degli scavi, abbandonati e ripresi più volte a partire dalla metà del Settecento. Pompei come luogo di visite di ospiti illustri della Corte borbonica nell’Ottocento; privata a lungo di molte pitture e altri oggetti a tema erotico per alimentare il gabinetto segreto del Museo Archeologico di Napoli; ispirazione per «Il flauto magico» di Mozart e per molti artisti delle avanguardie novecentesche; ambientazione ideale di film peplum, di romanzi d’avventura e d’amore, di serie televisive anche recenti e perfino, nel suo anfiteatro, di un memorabile concerto dei Pink Floyd nel 1971. Un approccio trasversale, originale, narrativo all’archeologia e alla storia dell’arte.

Entrando poi nel Medioevo non abbiamo che da sbizzarrirci, fra Alto, Medio e Basso. La colta casa editrice di Roma Viella, che di Medioevo si occupa spesso, editerà due tomi dedicati a Roma X secolo, a cura di Xavier Barral i Altet e Manuela Gianandrea nella serie dei «Quaderni napoletani di storia dell’arte medievale» e poi ancora il primo di tre volumi dedicati al tema: Le immagini a Roma nell’alto medioevo 1. Dall’atrio alla navata, a cura di Chiara Croci, Manuela Gianandrea, Irene Quadri e Serena Romano (nella collana «Études lausannoises d’histoire de l’art», 34, 202 pp., 528 ill. col., € 90); Magister David e Acceptus. Due scultori nella Puglia bizantina di XI secolo, di Gioia Bertelli; il molto atteso The Cardinal and his Painters Giacomo Stefaneschi, Giotto and Simone Martini between Rome and Avignon, di Julian Gardner (340 pp., ill. col., € 44); e La sculpture bourguignonne du XVe siècle. Œuvres, artistes, questions, a cura di M. Tomasi, T. Flum, J.-M. Guillouët e S. Jugie, nella collana degli «Études lausannoises d’histoire de l’art».

La storica casa editrice di Bologna il Mulino sempre attenta a tematiche medioevali, ha in uscita Tutto in una notte di Beatrice del Bo, dedicato alla notte nel Medioevo, tutt’altro che vuota o silenziosa, anzi popolata di vivi, di morti e di fantasmi. E poi ancora Estetica e modernità sulle radici medioevali dell’arte, di Daniele Guastini (386 pp., € 35) che indaga sulla separazione tra arte e religione, che è stata un processo complesso e spesso conflittuale che ha dato il via alla modernità stessa. Il libro si propone di dimostrare che la nascita dell’arte moderna è un riflesso diretto della secolarizzazione del sacro.

Il primo Rinascimento si accende di un libro che sarà certamente di grande interesse: L’opera perfetta. Vita e morte di Masaccio di Alessandro Masi, pubblicato dalla vicentina Neri Pozza. Il libro non è solo la storia di un artista, ma anche un viaggio nel cuore del Rinascimento, un’opera che invita a riflettere sull’importanza dell’arte nella nostra vita e sul potere della creatività umana.

Venendo avanti nel tempo Mario Di Giampaolo ci presenterà la monografia di Pietro Faccini (Bologna, 1562-1602) ed è in arrivo anche una nuova monografia, l’ennesima, su Caravaggio: Catalogo ragionato delle opere autografe, attribuite e controverse, ad opera di Fabio Scaletti (entrambi i volumi per Paparo editore di Napoli).

Nel corso del 2026 Ugo Bozzi, storico editore d’arte di Roma darà alla luce due volumi su Correggio e Pietro da Cortona che si preannunciano fondamentali: Nel nome un destino: Antonio Allegri da Correggio (1489?-1534). Il catalogo completo di Elisabetta Fadda (325 pp. circa e 300 ill. ca), e Pietro Berrettini da Cortona (1597-1669). Catalogue raisonné of his drawing di Jörg Martin Mertz, due volumi in cofanetto in inglese per circa 1.000 pp. e 900 illustrazioni: li aspettiamo con desiderio.

Dal raffinato editore maceratese Quodlibert arriverà Mirabilia Una guida delle guide di Roma e dintorni, a cura di Fabrizio Toppetti (960 pp. ca, € 26), una sorta di antologia per immagini di come è stata raccontata Roma, che dà per la prima volta un panorama sintetico dell’Urbe attraverso le rappresentazioni cartografiche, iconografiche, letterarie, offerte dalle origini ai nostri giorni, da artisti, scrittori e viaggiatori.

Sempre piacevoli le sorprese della romana Officina Libraria, con un pregevole volume sulla Collezione G&R Etro. Marmi e bronzi, a cura di Andrea Bacchi, che cataloga 102 sculture, raccolte da Gerolamo e Roberta Etro a partire dagli anni Settanta del Novecento con capolavori che vanno dal Rinascimento al Novecento. Le schede di catalogo sono state affidate a oltre venti studiosi di fama internazionale. Dello stesso editore la Galleria Borghese: Catalogo generale. II. Dipinti del Quattro e Cinquecento a cura di Francesca Cappelletti. È il secondo volume dedicato a una delle più straordinarie collezioni di pittura del mondo, con i capolavori dei più importanti pittori europei. Il catalogo della pittura si configura come un’impresa epocale, che costituirà un tassello basilare per gli studi di storia dell’arte. Terzo volume di Officina Libraria, La collezione Pallavicini. Catalogo dei dipinti. I. 1400-1680, a cura di Maria Cristina Terzaghi. La collezione Pallavicini fu oggetto di studio di Federico Zeri, che ne realizzò un catalogo nel 1959 e da allora nessuno ne ha più scritto uno nuovo. Il volume in uscita è il primo di una serie e raccoglie le schede di oltre 400 dipinti realizzati dal XV secolo al 1680. L’impresa, può vantare un comitato scientifico d’eccellenza.

La storia delle figlie del grande pittore Thomas Gainsborough rivive in un libro in uscita con Neri Pozza: Le figlie del pittore, di Emily Howes (traduzione di Alessandro Zabini, 352 pp.). Amore, follia, devozione e sorellanza: le giovani Peggy e Molly Gainsborough restano intrappolate nell’immagine ideale che il mondo ammirava nei loro ritratti. Inseparabili, le due sorelle, catapultate nello spietato sistema dell’alta società, vivranno vite difficili, sull’orlo della follia. 

Sempre tanti gli studi sui giardini, che danno l’idea di un rinnovato interesse per i temi naturalistici e l’ecologia. Olschki ha ormai una specializzazione nel settore e da Firenze vedremo arrivare La forma dell’acqua. Estetica e tecnica idraulica nei giardini (XV-XVIII secolo), a cura di Paolo Cornaglia, Marco Ferrari e Chiara Santini; La cura dei giardini monumentali. Fondamenti della conservazione dei giardini storici e degli spazi verdi, a cura di Dieter Hennebo (edizione italiana a cura di Maria Letizia Accorsi, Massimo de Vico Fallani e Giada Lepri); I giardini nel cinema. L’invenzione della natura nell’immagine-movimento, di Anna Falqui e Raffaele Milani. Lo stesso editore fiorentino, in collaborazione con Venice Gardens Foundation, ci presenterà due volumi dedicati al restauro dei Giardini Reali di Venezia: un volume di saggi critici, ampiamente illustrato, e un volume con fotografie d’autore che illustra i lavori compiuti grazie alla Fondazione veneziana, presieduta da Adele Re Rebaudengo che ne cura anche i progetti editoriali. Della stessa serie anche la nuova edizione aggiornata del libro dedicato all’Orto Giardino del Redentore, restaurato grazie a Venice Gardens Foundation, con fotografie d’autore. Sempre a tema giardini ed ecologia la milanese Johan & Levi propone Filipa Ramos. L’artista come ecologista. Con un’analisi delle modalità con cui gli artisti del XXI secolo si misurano con l’ecologia e il cambiamento climatico.

Che strano nome per un pittore! Natalino Bentivoglio Scarpa si diede come pseudonimo Cagnaccio di San Pietro, e l’intelligente casa editrice Johan & Levi gli dedica un volume: Una bellezza che non sfiorisce, la vita di Cagnaccio di San Pietro raccontata da Dario Biagi, uno dei maggiori esperti di questo pittore italiano del Realismo Magico. Una biografia inedita, largamente basata su lettere e altri suoi scritti privati e riccamente illustrata per un pittore di grandissimo talento sul quale da poco si sono riaccesi i riflettori dopo anni di oblio.

L’architettura del ventennio fascista comincia a essere ristudiata anche in settori desueti: Una modernità apparente. L’architettura coloniale italiana dal Mediterraneo all’Africa orientale di Mia Fuller (Viella, 348 pp. € 30) indaga una parte di storia dell’architettura che probabilmente ha ancora molte cose da dirci.

La veneziana Marsilio Arte si concentra sull’arte contemporanea con il catalogo della Sonnabend Collection Mantova edito a poche settimane dall’apertura della Sonnabend Collection all’interno di Palazzo della Ragione. Il volume ricostruisce la storia della Collezione Sonnabend, una testimonianza fondamentale della seconda metà del ’900, che ha promosso l’arte americana in Europa e viceversa. 

Molto spazio per Anselm Kiefer a cui Massimo Recalcati dedica Il seme santo in concomitanza con la mostra «Kiefer. Le Alchimiste» (sempre con catalogo Marsilio), allestita a Palazzo Reale a Milano dal 7 febbraio al 27 settembre 2026. Il saggio di Recalcati indaga l’opera di Anselm Kiefer indagando il mistero che consente al pittore di mutare il trauma e le rovine storiche in poesia e in un nuovo inizio, senza nostalgia. Anche per la mostra di Rothko a Firenze Marsilio Arte allestisce il catalogo, curato da Christopher Rothko ed Elena Geuna, che documenta Rothko a Firenze, esplorando l’influenza del Rinascimento italiano sulla visione del maestro dell’Espressionismo Astratto. Il volume mette in luce il dialogo spirituale dell’artista con spazi simbolici come Palazzo Strozzi e il Museo di San Marco.

E a Rothko Einaudi dedicherà a marzo uno dei suoi testi di punta: Annie Cohen-Solal, Rothko. Una vita. Il libro rileggerà le sue opere, potenti e misteriose che trasmettono quell’inquietudine e quel senso tragico dell’esistenza che fino all’ultimo momento accompagnò la vita di Mark Rothko (morì suicida). I suoi colori saturi e violenti e i quadri che rasentano il misticismo lasciano intravedere questo travaglio esistenziale che Cohen-Solal fa rivivere con il piglio vivace di un grande e avvincente romanzo.

A Piero Manzoni, un artista italiano ancor oggi controverso, la casa editrice Electa dedica un libro che si preannuncia ricco di novità: Piero Manzoni una linea è soltanto una linea, a cura di Luca Bochicchio. Il titolo si collega a una lettera che il 17 agosto 1960 Manzoni scrive all’amico critico Eduardo Cirlot nella quale affermava che «quel che più mi interessa sono le “linee”: credo sia lì il punto di tutta la mia pittura, il punto che fa anche comprendere i miei quadri bianchi». Il volume, è dedicato proprio a questa serie di opere bianche. Il titolo si inserisce nella serie speciale della collana «Pesci rossi», realizzata in collaborazione con la Fondazione Piero
Manzoni, volta a dare voce a studi e ricerche su aspetti della produzione dell’artista ancora inediti.

E ancora Giunti ci propone due libri eccentrici e molto allettanti. In Immagini del potere. Arte e propaganda da Augusto a Trump (240 pp. 140 ill, € 25) Federico Giannini indaga il rapporto tra arte e propaganda lungo un arco temporale che va dall’antichità romana (Augusto) fino all’era digitale e alla contemporaneità (Trump) per dimostrare come le immagini siano sempre state strumenti di potere, controllo e seduzione. Curioso anche Gli
insospettabili. Da Goethe a David Bowie, la pittura come seconda vita, di Mimmo Di Marzio (208 pp. € 25). Non tutti sanno degli acquerelli nostalgici di Hermann Hesse, dei ritratti rock di Paul McCartney e David Bowie, dei disegni erotici di Federico Fellini, dei paesaggi della campagna inglese di Winston Churchill o delle litografie pop di Johnny Depp. Tanti personaggi celebri, un’unica (quasi) segreta grande passione: la pittura.

Da non dimenticare le arti decorative, sempre troppo trascurate dagli studi moderni. L’editore Paparo di Napoli ci offre un volume sulla Decorazione d’interno a Ferrara fra Trecento e Cinquecento a cura di Marcello Toffanello, e la Polistampa di Firenze Hausmaler, di Alessandro Biancalana (400 pp., 700 ill. ca, testi in italiano e in inglese, € 90) dedicato all’attività dei pittori a domicilio su maiolica e porcellana, gli «hausmaler». Nel libro si muovono un gran numero di pittori girovaghi e operano botteghe consolidate: personaggi spesso poco considerati si devono ritenere fondamentali per lo sviluppo e la diffusione della porcellana. Un volume destinato a divenire un nuovo punto fermo nello studio della porcellana europea.

E per finire due libri importanti di fotografia da Silvana Editoriale. Pubblicato sulla scia dell’ampia personale in Italia dell’artista iraniana Shirin Neshat (Qazvin, 1957), ospitata al Pac di Milano nella primavera 2025, Shirin Neshat, Body of Evidence a cura di Diego Sileo e Beatrice Benedetti (328 pp., 220 ill., edizione italiano/inglese, € 38) ripercorre oltre trent’anni di carriera, attraverso quasi 200 opere fotografiche e una decina di videoinstallazioni, entrate a far parte delle maggiori collezioni museali al mondo, come quelle del Whitney Museum, del MoMA, del Guggenheim di New York e della Tate Modern di Londra. Artista multidisciplinare, Neshat si è confrontata con la fotografia, il video, il cinema e il teatro. Le sue foto inquietanti, in grado di creare tensioni e angosce non comuni, offrono narrazioni liriche e visioni politicamente pesanti. Neshat interpreta la storia e la contemporaneità attraverso lo sguardo delle donne e si tratta di sguardi muti e terribili, che non perdonano nulla. Claudia Salaris ci introduce invece alle Fotografie futuriste/Futurist Photographs (472 pp., 650 ill. ed. italiano/inglese, € 90). Questa raccolta presenta immagini che appartengono alla sperimentazione futurista in ambito fotografico e una selezione di ritratti realizzati dai fotografi che aderirono al movimento, o da professionisti, che con i loro scatti hanno fermato le reazioni dei futuristi di fronte all’obiettivo. La panoramica delle fotografie, in gran parte inedite, è integrata da numerose riproduzioni tratte da pubblicazioni futuriste originali e rare, cataloghi, manifesti, locandine, libri e riviste.

Quella presentata è una piccola selezione dei libri in arrivo con l’anno nuovo: abbastanza per incuriosire lettori e amanti dell’arte a tutti i livelli. La buona notizia è che il 2026 continuerà a produrre libri d’arte e che di arte si parlerà comunque. Custodiamo pertanto con attenzione la spinta evolutiva e vitale dell’editoria d’arte e dell’«arte di fare libri» che ci fa crescere e ci rende (confidiamo) migliori.

Lunette con vasi nella Camera di San Paolo, dipinta da Correggio nell’ex Monastero di San Paolo a Parma: il catalogo completo del pittore esce per i tipi di Ugo Bozzi

Arabella Cifani, 03 gennaio 2026 | © Riproduzione riservata

Altri articoli dell'autore

Il capolavoro del Museo di Capodimonte altro non è che il racconto semplice della nascita di Cristo

Un’inchiesta fra scrittori, esperti, studiosi e conservatori di musei nazionali e internazionali rivela che la storia dell’arte è un gioco troppo bello per essere lasciato solo agli storici d’arte  

Un grande mostra esplora il legame tra i felini, la femminilità e il potere attraverso le culture e i secoli, un legame attuale ancora oggi

Nel 325 l’omonimo Concilio dettò le linee di quella che sarebbe diventata la dottrina cattolica come ancora la conosciamo (con tutte le sue ricadute sull’arte), ma non fu un evento pacifico: fra i padri conciliari volarono anche schiaffoni e san Nicola da Bari prese a sberle il prete Ario

Libri, cataloghi e pubblicazioni d’arte in arrivo. Le migliori proposte del 2026 | Arabella Cifani

Libri, cataloghi e pubblicazioni d’arte in arrivo. Le migliori proposte del 2026 | Arabella Cifani