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Arabella Cifani
Leggi i suoi articoliLa nuova e monumentale monografia su Nicolas Poussin (1594-1665) scritta da Pierre Rosenberg, che uscirà a breve a Parigi e di cui abbiamo il privilegio di parlare in anteprima, trascina con sé una quantità di domande e di considerazioni. Si tratta, indubbiamente, di uno dei libri più significativi usciti negli ultimi anni in Europa e, più in generale, per tutta la storia dell’arte occidentale, un lavoro spettacolare per potenza di studio, capacità di ricerca e sintesi. Curatore ne è uno dei più grandi storici dell’arte europea: Pierre Rosenberg, membro dell’Académie française e presidente-direttore onorario del Musée du Louvre, i cui lavori sono stati nel tempo essenzialmente dedicati alla pittura e al disegno francesi e italiani dei secoli XVII e XVIII, nonché ai rapporti artistici tra Italia e Francia. In questo caso Rosenberg si è valso della collaborazione di Christel Dupuy, diretta discendente del torinese Cassiano dal Pozzo che fu amico, confidente e collezionista appassionato delle opere di Poussin.
Questa monografia è un’operazione culturale controcorrente, poiché, come afferma lo stesso Rosenberg nelle pagine introduttive del suo lavoro: «I cataloghi ragionati non sono più di moda, non se ne comprende più l’utilità. La nuova storia dell’arte li considera obsoleti, filologia laboriosa e capillare, priva di grande interesse. Conterebbe solo l’interpretazione delle opere, ciò che il pittore ha voluto fare o ciò che si suppone abbia voluto fare, ciò che fa inconsciamente, senza volerlo, senza saperlo, ciò che bisogna scoprire, decifrare, penetrare a fondo». E invece i cataloghi ragionati sono e restano indispensabili, tanto è vero che se dobbiamo studiare un qualsiasi pittore di un certo peso andiamo a ricercare anche quelli vecchi, in mancanza d’altro. Non esiste una buona biografia senza catalogo ragionato. «Studiare, notizia dopo notizia, un’opera, la sua provenienza, la sua data, le circostanze in cui è nata, chi ne fu il committente, i suoi proprietari successivi, chi, tra committente o artista, scelse il soggetto, studiare il soggetto stesso ci pare indispensabile. L’insieme delle notizie del catalogo ragionato di un artista permette di comprendere l’evoluzione del suo modo di dipingere, l’evoluzione del suo pensiero, di cogliere le sue intenzioni, le sue ambizioni, di mettersi al suo posto e non di prenderlo. L’autore di un catalogo ragionato deve essere modesto, e deve sapersi cancellare davanti all’opera d’arte. Deve essere oggettivo. Si mette al servizio del suo eroe, tende a servirlo con umiltà, con abnegazione».
Poussin è un pittore che ha interessato e interessa i francesi, gli italiani, gli inglesi, gli americani e, in generale, gli studiosi di storia dell’arte di tutto il mondo: occuparsene è sempre stato considerato un privilegio per grandi autori. Fin dal XIX secolo l’opera pittorica di Poussin è stata oggetto di cataloghi ragionati e, prima di quest’ultimo se ne ricordano ben 13. I francesi ritengono, giustamente, Poussin una delle loro glorie e a testimoniarlo basta il ricordo della folla strabocchevole che assisteva ai «Colloqui Poussin» organizzati al teatro del Louvre dal 19 al 21 ottobre 1994: una folla che mi sgomentò quando fu ora di andare a parlare davanti a un pubblico attentissimo e preparatissimo, pronto a infilzarmi al minimo errore.
Tornando ai preziosi volumi, possiamo constatare che si dividono in quattro parti ben distinte: le opere autografe, i quadri commissionati all’artista ma non eseguiti, quelli di cui viene respinta l’attribuzione e, infine, il ricordo di quadri attribuiti a Poussin dalle fonti antiche. La prima parte, il corpus delle opere di Poussin, segue un ordinamento cronologico; quella dedicata ai quadri respinti è classificata per ordine tematico, mentre le menzioni antiche sono ordinate per soggetto e poi per data. I volumi si concludono con un elenco delle opere classificate per ordine tematico, un elenco dei luoghi di conservazione che raggruppa le opere catalogate (accettate e respinte), una bibliografia, un elenco delle esposizioni, un elenco dei manoscritti, un indice dei nomi propri e, infine, tavole di concordanza tra il presente studio, il catalogo di Anthony Blunt e quello di Jacques Thuillier che, prima di questo, costituiscono certamente i testi più significativi sull’artista. I quadri sono stati fotografati, quando possibile, senza cornici e molti sono stati fotografati ex novo con riproduzioni che permettono di cogliere dettagli abitualmente poco visibili.
Abbiamo posto all’amico Pierre Rosenberg alcune domande su questo grande lavoro e gentilmente ha acconsentito a risponderci.
Da quanti anni lavora alla preparazione di questa monografia?
Ho sempre desiderato scrivere il catalogo ragionato dei dipinti di Poussin, ma mi sono veramente impegnato in questo immenso lavoro solo una quindicina di anni fa e soprattutto a partire dal 2012, nel momento in cui Christel Dupuy è venuta a lavorare al mio fianco. Mi interesso a Poussin da moltissimo tempo. La mia prima mostra, «Poussin et son temps», con una doppia prefazione di Thuillier e di Blunt, ha avuto luogo a Rouen nel 1961. Da quella data, il mio impegno al suo fianco non è mai cessato. L’uomo è affascinante. La ricchezza e l’ambizione della sua opera sono senza pari. La Pittura, con la P maiuscola, in ciò che ha di più nobile, ha trovato in Poussin uno dei suoi più ardenti difensori. Pochi pittori hanno affermato con maggiore fermezza e autorità il suo statuto di arte a sé stante. Se la strada percorsa da Poussin è ardua e ha fatto desistere alcuni, coloro che l’hanno seguita fino alla vetta ne sono stati ricompensati. Mi conto tra loro e ringrazio ogni giorno Poussin.
Quali sono i risultati scientifici più significativi che ritiene di aver raggiunto?
Gli ultimi due cataloghi ragionati sull’opera pittorica di Poussin, quello di Blunt uscito nel 1966 e quello di Thuillier pubblicato nel 1994, sono molto diversi. Il nostro pesa 8 kg con 11 milioni di battute. I volumi precedenti sono molto più leggeri. Il catalogo di Blunt è tematico, questo è cronologico, le schede di Thuillier occupano poche righe.
Che cosa rappresenta Poussin per la Francia e per l’Italia?
A lungo l’erudizione si è divisa tra coloro per i quali Poussin è romano, gli inglesi, e coloro per i quali Poussin è francese, i francesi. Poussin è francese, allo stesso modo in cui Picasso è spagnolo.
Ma chi era veramente Poussin? Quale la sua personalità? Quali i suoi segreti?
Non pretendo di aver risolto tutti i problemi che l’opera di Poussin pone. Ho intrapreso una nuova edizione della corrispondenza di Poussin. Un’edizione riccamente annotata che ci insegnerà molte cose su di lui, sull’uomo e le sue ambizioni. Una parola ancora: per Poussin ciò che conta è il pensiero, forse più dell’esecuzione. Quando ha trovato il pensiero di un quadro, cioè l’idea, è come se il dipinto fosse stato già realizzato.
Quale immagine di Poussin è emersa dagli studi?
L’opera di Poussin, che ai miei occhi è quella del più grande pittore francese di tutti i secoli, la cui avventura intellettuale è senza pari, non si rivela al primo sguardo. Sarebbe inopportuno pretendere che questo catalogo ragionato risponda a tutte le domande rimaste sino ad oggi senza risposta. Ho cercato di risolverne alcune e di porre il più chiaramente possibile quelle che ogni nuovo studioso di Poussin dovrà affrontare. Ogni anno, un documento d’archivio, una menzione di vendita vengono a completare ciò che sapevamo sulla provenienza di un’opera. Talvolta, l’originale di una composizione che conoscevo solo per copia o incisione riaffiora. L’arrivo, ahimè troppo raro, di un nuovo quadro è fonte di gioia. Allo stesso modo, è sempre con meraviglia che ho potuto seguire il restauro delle opere di Poussin che vernici e interventi antichi, talvolta maldestri, avevano snaturato. Penso al restauro recente di due dipinti del Louvre, «Marte e Venere» e «L’Ispirazione del poeta epico», a quello appassionante del «Trionfo di Sileno» della National Gallery a Londra. Ho rimpianto, durante la redazione del catalogo, di non poter rivedere sul momento il quadro di cui mi occupavo. Ho ringraziato ogni giorno i miei predecessori senza i quali quest’opera non avrebbe potuto vedere la luce. Il catalogo dell’opera pittorica non è definitivo. Mi aspetto molto dalle giovani generazioni di studiosi di Poussin.
Nicolas Poussin, Catalogue raisonné de l’oeuvre peint
a cura di Pierre Rosenberg, con la collaborazione di Christel Dupuy, 4 volumi in cofanetto, 1.656 pp., 1.765 ill., Flammarion, Parigi 2026 (uscita prevista a marzo), € 450
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