Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Cecilia Paccagnella
Leggi i suoi articoliPasseggiando in via Altinate, a Padova, si è facilmente attratti dall’insegna «Altino» che campeggia su un edificio chiuso da ormai troppo tempo. In verticale si legge «Cinema Mignon», un luogo di incontro che fino al 2006 accoglieva cinefili o chi semplicemente voleva godersi un bel film.
Vent’anni dopo, quell’angolo della città riaprirà le porte al pubblico, sempre in nome della cultura ma con un altro scopo: ospitare la collezione della Fondazione Chiara e Francesco Carraro.
Istituita nel 2016 per valorizzare la raccolta di arte e design italiano del Novecento messa insieme dai due coniugi, la Fondazione avrà a disposizione un vero e proprio centro culturale dinamico in cui dialogheranno arti visive, cinema, arti performative e in cui sarà incoraggiato il confronto critico. Da Antonio Donghi, Giorgio Morandi, Giorgio de Chirico, Arturo Martini, Adolfo Wildt, Gino Severini, Carlo Bugatti, passando per alcuni vetri di Murano firmati da Ercole Barovier, Paolo Venini e Carlo Scarpa, si arriva fino a Gino De Dominicis, Mario Schifano, Nicola De Maria e William Kentridge.
Il recupero dell’edificio, progettato dall’architetto modernista Quirino De Giorgio nel 1951, sarà affidato a Giuseppe Cangialosi dello studio mzc+ di Treviso, che avrà il compito di mettere in sicurezza e ristrutturare l’intero complesso. La sala principale sarà convertita in spazio espositivo, mentre quella ipogea da 230 posti diventerà spazio polifunzionale mantenendo un’impronta cinematografica.
Prima dell’avvio del cantiere nel mese di luglio, il 6 e il 7 giugno l’Altino riaprirà con «Afterglow», un’installazione immersiva dell’artista Atej Tutta (Nova Gorica, Slovenia, 1981): come suggerisce il titolo, che si traduce in «riverbero», lo spazio dell’ex cinema sarà «rianimato» per diventare l’opera stessa attraverso un proiettore. «L’apertura straordinaria dell’Altino prima dei lavori di recupero diventa dunque un atto dovuto di riconnessione con la città e con l’affetto che il pubblico, che per decenni ha frequentato le sue sale, ancora gli riconosce», si legge nel comunicato stampa.
Cecilia Paccagnella
Leggi i suoi articoliAltri articoli dell'autore
Una selezione di opere dell’artista romana, che «arrivano a rivelare l’umanità, e dunque la poesia, che si cela nella durezza dei fatti e delle cose», saranno allestite nel Robert Olnick Pavilion
Nell’ambito della mostra «Strange Rules», giovedì 23 luglio le danzatrici Giulia Padovan e Valentina Peruch seguiranno le istruzioni dell’algoritmo «Human Unreadable», capace di generare istruzioni di movimento che possono essere prescritte ma non eseguite autonomamente
La villa che ascoltava i generali tedeschi: a Londra apre al pubblico la Trent Park House of Secrets
Dopo un decennio di raccolta fondi e lavori di restauro, la Trent Park House è ufficialmente un museo. Qui, durante la Seconda guerra mondiale, «Ascoltatori segreti» origliavano le conversazioni dei prigionieri, perlopiù ufficiali tedeschi che vivevano nel lusso ed erano ignari delle apparecchiature di intercettazione nascoste attorno a loro
Curato da Giuseppe Amedeo Arnesano, il progetto assume il ciclo vegetale come metafora di un processo di osservazione e apprendimento, rileggendo il paesaggio rurale salentino come un «giardino diffuso»: un ecosistema culturale in cui convivono memoria, lavoro umano, ecologie spontanee e architetture vernacolari.



