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Visita delle «Classi di Cultura» al sito di restauro di «Funerale a Ornans» di Gustave Courbet , 1849-50, Parigi, Musée d’Orsay

© Musée d’Orsay / Laëtitia Striffling-Marcu

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Visita delle «Classi di Cultura» al sito di restauro di «Funerale a Ornans» di Gustave Courbet , 1849-50, Parigi, Musée d’Orsay

© Musée d’Orsay / Laëtitia Striffling-Marcu

Grazie al restauro la fossa del «Funerale a Ornans» di Courbet ha guadagnato qualche centimetro

Il cuore dell’intervento recentemente concluso, tuttavia, ha riguardato l’assottigliamento degli strati opachi e ingialliti di vernice, già oggetto di una rimozione nel 1943, con l’obiettivo di restituire leggibilità ai colori e valorizzare il virtuosismo tecnico di Courbet

La scorsa settimana il Musée d’Orsay di Parigi ha annunciato la conclusione del restauro del «Funerale a Ornans» (1849-50) di Gustave Courbet. Avviato nel maggio 2025 sotto gli occhi del pubblico, nella Sala 7, l’intervento è stato preceduto da una fase di imaging scientifico condotta tra il 2018 e il 2020 dal C2RMF-Centre de Recherche et de Restauration des Musées de France. A sovrintendere all’intero lavoro è stato nominato un comitato scientifico composto da specialisti internazionali dell’opera di Courbet, mentre l’intervento in sé è stato affidato alla ditta Arcanes.

Le vetrate che delimitavano il cantiere sono state rimosse e i visitatori possono ora ammirare da vicino il risultato dei lavori. «La cornice è distrutta, il telaio è stato usato, la tela è arrotolata e in pessime condizioni», sosteneva l’artista nel 1864. Il motivo era la sua volontà di mostrare il proprio manifesto-dipinto a quante più persone possibile e, di conseguenza, dovette smontare e rimontare la tela sul telaio non meno di venti volte in soli trent’anni.

Per prima cosa è stato necessario liberare la tela e distenderla su un nuovo telaio. Quello che la sosteneva fino allo scorso ottobre, in legno, era stato scelto nel 1884 dal Louvre (l’opera era entrata nelle collezioni pubbliche grazie alla sorella di Courbet nel 1881 e vi rimase fino al 1986, quando fu trasferita al Musée d’Orsay, Ndr). Una simile sostituzione ha permesso di restituirle la tensione adeguata e, al fine di preservarla anche in futuro, è stato installato un telaio autotensionante con struttura in alluminio e molle regolabili.

Le porzioni di superficie pittorica nascoste dalla cornice hanno rivelato ulteriori zone dipinte dall’artista: la fossa ha ora una nuova profondità, enfatizzata dal manico dell’attrezzo del becchino che prima era nascosto. Il comitato ha deciso di mantenere visibili questi dettagli sul bordo inferiore dell’opera, rendendo indispensabile modificare la cornice lignea dorata che la conteneva sin dalla fine dell’Ottocento. 

Il cuore dell’intervento, tuttavia, ha riguardato l’assottigliamento degli strati opachi e ingialliti di vernice, già oggetto di una rimozione nel 1943, con l’obiettivo di restituire leggibilità ai colori e valorizzare il virtuosismo tecnico di Courbet. In questa fase sono altresì riemersi volti che l’artista aveva successivamente coperto, testimoniando un cambiamento nella composizione della scena. Anche in questo caso, la commissione ha deciso di lasciarli come testimonianza delle diverse fasi di elaborazione dell’opera. Per quanto riguarda le lacune, invece, si è scelto di colmarle e procedere ai necessari ritocchi pittorici.

Il «Funerale a Ornans» (1849-50) di Gustave Courbet prima del restauro. © GrandPalaisRmn (musée d’Orsay)

Il «Funerale a Ornans» (1849-50) di Gustave Courbet dopo il restauro. © Musée d’Orsay / Laëtitia Striffling-Marcu

Cecilia Paccagnella, 14 settembre 2026 | © Riproduzione riservata

Cecilia Paccagnella

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