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Lee Krasner, Comet, 1966–70, Oil on canvas, 70 x 86 inches (177.8 x 218.4 cm)

Photo: Owen Conway. Courtesy Olney Gleason, New York

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Lee Krasner, Comet, 1966–70, Oil on canvas, 70 x 86 inches (177.8 x 218.4 cm)

Photo: Owen Conway. Courtesy Olney Gleason, New York

L’espressionismo astratto di Lee Krasner: la prima grande personale a Parigi

Negli spazi di Gagosian a rue de Ponthieu, la mostra ripercorre l'evoluzione della pittrice americana, affrancandola dall'ombra del mito di Pollock

Alberto Camogli

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Figura di primo piano della Scuola di New York e interprete tra le più incisive dell'Espressionismo Astratto americano, Lee Krasner ha sviluppato per oltre sei decenni una ricerca viscerale, indipendente e in continuo divenire, capace di dialogare alla pari con le avanguardie del Novecento. Nonostante l'assegnazione nel 1982 del titolo di Chevalier de l’Ordre des Arts et des Lettres e il profondo legame stilistico con il modernismo d'oltralpe, l'artista non aveva mai ricevuto fino ad oggi consacrazione con una mostra personale in Francia. A colmare questa lacuna storica ci pensa Gagosian nella sede di Rue de Ponthieu, a Parigi, con l'esposizione «Lee Krasner: Works from the 1960s» (dal 19 ottobre, in concomitanza con Art Basel Paris), organizzata in collaborazione con Olney Gleason e la Fondazione Pollock-Krasner. La rassegna si concentra su un decennio cruciale di metamorfosi e sperimentazione per la pittrice, gli anni Sessanta appunto, e si aggiunge criticamente alla grande mostra «Krasner and Pollock: Past Continuous», fino al 31 gennaio 2027 al Metropolitan Museum of Art di New York.

La relazione di Lee Krasner con la Francia, in particolare, racchiude però un intreccio denso di implicazioni artistiche e umane. Durante il suo primo soggiorno europeo nell'estate del 1956, l'artista si trovava proprio a Parigi, probabilmente in una delle numerose visite al Musée du Louvre, quando fu raggiunta dalla notizia della tragica scomparsa di Pollock, sposato nel 1945 e con cui aveva condiviso anni di feroce dialettica creativa e sostegno reciproco. Negli anni Sessanta, muovendosi tra il rifugio di Springs a East Hampton e l'atelier di Manhattan, Krasner elaborò lentamente il lutto canalizzando il dolore nell'arte: iniziò ad aggredire la tela con getti monumentali, ad applicare la pittura a olio direttamente dal tubetto e a calibrare la palette con inedita essenzialità.

L'esposizione parigina ricostruisce questa transizione stilistica partendo dai celebri Umber Paintings (1959-1962), nati durante fasi di acuta insonnia in cui l'artista dipingeva di notte sotto la sola luce artificiale, definendo la serie come un'immersione «in profondità dentro qualcosa che non era né facile né piacevole». Tra questi spicca la maestosa tela «Seeded» (1960), grande quasi 3 metri, che domina il campo visivo dello spettatore attraverso pennellate multidirezionali, dove campiture ampie e pulviscolari si alternano a tratti tesi e cromaticamente terrosi. A partire dalla metà del decennio, Krasner spalancò la sua pittura alla luminosità della Primary Series e alle sperimentazioni calligrafiche a gouache, arrivando a soluzioni accese come «Icarus» (1964), che evoca il calore del mito classico scontrando il giallo e il viola, fino alla stesura imponente di «Portrait in Green» (1969), unico dipinto su tela realizzato nell'intero anno e dominato da gesti ampi e ritmici in verde smeraldo.

Il percorso della mostra si chiude con la monumentalità di «Comet» (1966-1970), un'opera in cui forme poderose in magenta e verde si sovrappongono a campiture panna e bianche, creando un gioco di rilievi tra figura e fondo che restituisce la forza cosmica evocata dal titolo. Formatasi nello studio di Hans Hofmann e nutrita dalle lezioni di Henri Matisse, Piet Mondrian e Pablo Picasso, Lee Krasner dimostra in questa selezione parigina di aver saputo trasformare l'eredità dell'Espressionismo Astratto in una grammatica personale e inesausta. L'appuntamento di Rue de Ponthieu, primo progetto dedicato all'artista da Gagosian, si offre così come un passaggio chiave per rileggere il contributo decisivo di una protagonista assoluta dell'arte del dopoguerra all'interno della storia dell'astrazione globale.

Lee Krasner Icarus, 1964 Oil on canvas 46 x 69 inches (116.8 x 175.3 cm) © 2026 Pollock-Krasner Foundation/Artists Rights Society (ARS), New York Photo: Owen Conway Courtesy Olney Gleason, New York

Lee Krasner Portrait in Green, 1969 Oil on canvas 55 1/4 x 94 3/8 inches (140.3 x 239.7 cm) © 2026 Pollock-Krasner Foundation/Artists Rights Society (ARS), New York Photo: Owen Conway Courtesy Olney Gleason, New York

Alberto Camogli, 17 ottobre 2026 | © Riproduzione riservata

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