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Alberto Camogli
Leggi i suoi articoliSe Art Basel Paris sta crescendo a vista d'occhio nelle gerarchie fieristiche mondiali lo deve anche, e non potrebbe essere altrimenti, alla città che la ospita. Ecco quindi che la sua quinta edizione, in programma al Grand Palais dal 23 al 25 ottobre 2026 (con giornate di anteprima il 21 e 22 ottobre), segna una svolta nell'identità della manifestazione, che mette Parigi al centro dell'evento. Sotto la nuova direzione di Karim Crippa, la fiera sceglie di porre la capitale francese non soltanto come semplice cornice ospitante, ma come fulcro e parte integrante della propria visione culturale.
Ecco le mostre museali da non perdere.
Andy Warhol: Line and Image
Musée du Luxembourg
Fino al 10 gennaio 2027
Un'indagine sulle origini del processo creativo di Andy Warhol è la proposta autunnale del Musée du Luxembourg. Il percorso focalizza l'attenzione sulla produzione grafica dell'artista, articolandosi in cinque sezioni tematiche: dalle prime illustrazioni commerciali alle sperimentaizoni con la scrittura, passando per lo studio del volto e delle sue maschere, fino all'iconografia queer a lungo tenuta in ombra e alle riflessioni più intime sul tema della fine.
Stan Douglas: Parallax
Jeu de Paume
20 ottobre 2026 – 10 gennaio 2027
Il fenomeno della parallasse - ovvero il cambio di prospettiva di un oggetto in base al punto di vista dell'osservatore - costituisce la chiave di lettura della ricerca firmata da Stan Douglas. Da oltre quattro decenni, il fotografo canadese scompone e riassembla i fatti storici attraverso accurate ricostruzioni di scena. Caratterizzati da un taglio di derivazione teatrale e da una profonda sensibilità pittorica, i suoi scatti mettono in discussione l'esistenza di una verità storica univoca o definitiva.
Cezanne and Us
Grand Palais / Centre Pompidou
Fino al 17 gennaio 2027
Se la storiografia continua a interrogarne la figura, la portata dell'eredità di Paul Cezanne sulla pittura del Novecento resta fuori discussione. Promossa dal Centre Pompidou in collaborazione con il Grand Palais, la grande mostra riunisce circa 180 opere per mettere direttamente a confronto i capolavori del maestro con le ricerche di chi ne ha raccolto la lezione, da Henri Matisse e Piet Mondrian fino a Joan Mitchell e Bridget Riley.
Eva Gonzalès: A Free-Spirited Artist
Petit Palais
Fino al 24 gennaio 2027
Prune Nourry: Visionaries
Petit Palais
20 ottobre 2026 – 24 gennaio 2027
La stagione autunnale del Petit Palais riaccende i riflettori sulle protagoniste oscurate dalla storiografia d'arte. Una retrospettiva restituisce il giusto spazio a Eva Gonzalès (1849–1883), superando l'etichetta riduttiva di allieva e modella di Édouard Manet. La mostra ne ripercorre la pittura misurata e intima, radicata nell'osservazione della quotidianità femminile del suo tempo. A fare da ponte con il presente è l'intervento di Prune Nourry: nell'ambito della carte blanche annuale, l'artista inserisce tra le sale del museo le sculture di 18 autrici dimenticate, tra cui la scrittrice Consuelo de Saint-Exupéry, l'attrice Sarah Bernhardt e le scultrici Hélène Bertaux e Jane Poupelet.
Andy Warhol, Automat (Male Seated at Automat Table), 1950s © The Andy Warhol Foundation for the Visual Arts, Inc. Licensed by ADAGP, Paris 2026
Kerry James Marshall: The Histories
Musée d’Art Moderne de Paris
Fino al 24 gennaio 2027
Simone Fattal: Cities at the Bottom of a Lake
Musée d’Art Moderne de Paris
Fino al 24 gennaio 2027
Prix Marcel Duchamp 2026
Musée d’Art Moderne de Paris
Fino al 7 febbraio 2027
Il Musée d’Art Moderne de Paris propone un autunno ricco di esordi e premi istituzionali. L'artista afroamericano Kerry James Marshall presenta la sua prima monografica in Francia, esponendo una ricerca che spazia dalla pittura alla grafica per rileggere l'identità e la cultura Black tra narrazione quotidiana, politica ed estetiche afrofuturiste. Prima personale parigina anche per l'artista di origine libanese Simone Fattal, la cui pratica scultorea e concettuale viene finalmente mostrata nella sua ampiezza. Negli stessi spazi, il museo ospita a ingresso gratuito i progetti dei quattro finalisti del Prix Marcel Duchamp 2026 - Joël Andrianomearisoa, il duo Brognon Rollin, Laura Henno e Josèfa Ntjam - in attesa dell'assegnazione del riconoscimento prevista per il 22 ottobre.
Monet: Painting Time
Musée de l’Orangerie
Fino 25 gennaio 2027
Vija Celmins
Musée de l’Orangerie
Fino al 15 febbraio 2027
A cento anni dalla scomparsa di Claude Monet, il Musée de l’Orangerie ne celebra la memoria con un percorso espositivo focalizzato sul tempo e la variazione della luce. A dialogare con i capolavori impressionisti è la ricerca contemporanea di Vija Celmins: le sue stesure minuziose di distese marine, cieli stellati e panorami desertici azzerano ogni riferimento spaziale, creando un corto circuito meditativo del tutto affine al respiro delle ninfee monetiane.
Mary Cassatt, Jeune fille à la fenêtre, 1883-1884. Washington, The National Gallery of Art, Corcoran Collection (Museum Purchase, Gallery Fund) Courtesy of the National Gallery of Art, Washington
Zurbarán: 1598–1664
Musée du Louvre
Fino al 25 gennaio 2027
Sculpting Colour: Masterpieces from the Museo Nacional de Escultura, Valladolid
Musée du Louvre
Fino al 25 gennaio 2027
Focus sul Seicento spagnolo nelle sale del Musée du Louvre, con un doppiaggio espositivo che affianca le tele di Francisco de Zurbarán alla grande scultura lignea del Siglo de Oro. Oramai storicamente affiancato ai colleghi Diego Velázquez e Bartolomé Esteban Murillo, Zurbarán si impone per il rigore formale, il contrasto cromatico e la potenza plastica delle sue composizioni. In parallelo, una selezione di opere sacre a grandezza naturale mai uscite prima dalla Spagna, tra cui spiccano i gruppi processionali di Gregorio Fernández prestati dal Museo Nacional de Escultura di Valladolid, restituisce l'impatto e la carica devozionale della statuaria barocca.
Mary Cassatt: Being Independent
Musée d’Orsay
Fino al 31 gennaio 2027
Jenny Holzer: J’ai vu
Musée d’Orsay
20 ottobre 2026 – 21 febbraio 2027
Il Musée d’Orsay omaggia la figura di Mary Cassatt, tra le poche presenze femminili ad affermarsi con forza all'interno del movimento impressionista. La mostra ne evidenzia lo spirito autonomo e la determinazione nel ritagliarsi un ruolo di primo piano in un sistema artistico quasi esclusivamente maschile. Contemporaneamente, l'artista concettuale Jenny Holzer interviene sull'architettura dell'ex stazione ferroviaria: la facciata dell'edificio si farà supporto per la proiezione di frammenti testuali tratti dalle collezioni del museo, mentre altre sue installazioni troveranno posto lungo il percorso di visita.
Kurt Schwitters: Le chaos-monde, 1918–1948
Musée Picasso-Paris
Fino al 7 febbraio 2027
A tre decenni dall'ultima grande esposizione francese, il Musée Picasso-Paris dedica una retrospettiva a Kurt Schwitters. Attraverso un nucleo di oltre trecento opere e documenti storici, la mostra ripercorre la traiettoria dell'autore tedesco tra dadaismo, costruttivismo e assemblaggio, evidenziando le tangenze e i punti di contatto con la sperimentazione formale di Pablo Picasso.
Ibrahim Mahama, Season of Migration to the North, 2025-2026 © Ibrahim Mahama © Ernest Sackitey, courtesy of Red Clay
A Wardrobe of One’s Own: Dissident Femininities in the 19th Century
Palais Galliera
Fino al 14 febbraio 2027
Oltre alla produzione letteraria e alla statura di icona femminista, la figura di George Sand rappresenta uno dei primi esempi pubblici di appropriazione dell'abito maschile. Partendo dal suo esempio, il Palais Galliera analizza la storia del cross-dressing nell'Ottocento, leggendolo come un gesto politico ed estetico attraverso cui molte donne hanno messo in discussione le convenzioni sociali e i vincoli d'epoca imposti al corpo femminile.
Ibrahim Mahama: The Harvest Season
Fondation Cartier pour l’art contemporain
22 ottobre 2026 – 28 febbraio 2027
L'artista ghanese Ibrahim Mahama giunge alla Fondation Cartier con una grande personale realizzata insieme a nove tra artisti e collettivi invitati. Il progetto si ricollega direttamente alle strutture culturali e didattiche fondate da Mahama a Tamale, recuperando l'eredità utopica delle avanguardie africane nate con i moti indipendendentisti degli anni Cinquanta e Sessanta per riattivarne la spinta comunitaria nel contesto delle crisi contemporanee.
Gustave Fayet, Collector – Designer: Icons of Modern Art
Fondation Louis Vuitton
Fino all'8 marzo 2027
La Fondation Louis Vuitton arricchisce il ciclo dedicato alle grandi collezioni storiche ponendo al centro la figura di Gustave Fayet. Attraverso 250 opere, il percorso intreccia l'attività di Fayet come pittore e designer con il suo fiuto da mecenate, esponendo capolavori firmati da Vincent van Gogh, Paul Gauguin, Odilon Redon, Berthe Morisot, Pierre Bonnard e Henri Matisse.
Remember Me
Collection Pinault – Bourse de Commerce
Fino al 18 gennaio 2027
Con oltre 700 scatti esposti, la Pinault Collection celebra i duecento anni della fotografia con un allestimento non cronologico negli spazi della Bourse de Commerce. L'allestimento crea cortocircuiti visivi tra epoche e linguaggi differenti, mettendo in dialogo autori come Zanele Muholi, Julia Margaret Cameron, Alfred Stieglitz e Wolfgang Tillmans. Al centro della rotonda svetta l'intervento di Barbara Kruger, che ripropone la celebre opera «Remember Me» (1988/2020) come riflessione sul senso stesso dell'atto fotografico.
Alberto Camogli
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In occasione dell'ottantesimo anniversario dell'istituzione britannica, il fondo acquisti seleziona i lavori di Quinlan & Hastings, Laurie Smith, Oliver Osborne e Armando D. Cosmos, testimoniando così le trasformazioni dell'arte contemporanea nel Regno Unito
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