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Karimah Ashadu, Machine Boys, 2024. Installation view at Canal Projects, 2025

Courtesy: the artist and Sadie Coles HQ

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Karimah Ashadu, Machine Boys, 2024. Installation view at Canal Projects, 2025

Courtesy: the artist and Sadie Coles HQ

Frieze London 2026: la Contemporary Art Society annuncia le acquisizioni per il Whitworth di Manchester e l’Abbot Hall di Kendal

Grazie a due fondi dedicati, le opere di Karimah Ashadu, Gala Porras-Kim, Claudia Alarcón & Silät e Okiki Akinfe vengono acquisite per la prima volta dai musei pubblici del Regno Unito

Alberto Camogli

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Nel meccanismo del collezionismo istituzionale britannico, la Contemporary Art Society (CAS) svolge un ruolo propulsore chiave, colmando il divario tra il mercato privato e il patrimonio pubblico. In occasione di Frieze London 2026, la società ha celebrato i dieci anni di collaborazione con la fiera londinese introducendo una novità sostanziale: accanto allo storico Collections Fund at Frieze, nato nel 2012 per affiancare curatori di musei e collezionisti privati nell'acquisto di opere d'arte contemporanea, ha debuttato il Dasha Shenkman Focus Fund. Promosso dalla filantropa Dasha Shenkman, il nuovo strumento nasce per sostenere le gallerie della sezione Focus di Frieze, intercettando la ricerca di giovani autori emergenti in un momento cruciale della loro carriera e garantendone l'ingresso immediato nelle collezioni pubbliche del Regno Unito. Per l'edizione 2026, le istituzioni beneficiare delle acquisizioni sono il Whitworth di Manchester e l'Abbot Hall di Kendal.

Il Whitworth di Manchester, diretto da Sook-Kyung Lee, ha riceveto tre opere attraverso il Collections Fund. I lavori scelti utilizzano linguaggi diversi - la videoarte, il disegno e la tessitura - per esplorare i temi del lavoro, della memoria culturale e dei sistemi museali.

La prima opera è il video «Machine Boys» (2024) dell'artista Karimah Ashadu (galleria Sadie Coles HQ), già premiato con il Leone d'Argento alla 60. Biennale di Venezia. Il lavoro documenta la vita dei guidatori di taxi-motocicletta a Lagos, in Nigeria, che continuano a lavorare illegalmente nonostante i divieti imposti dal governo. Attraverso i loro gesti quotidiani, Ashadu analizza le dinamiche professionali, la precarietà del lavoro e la cultura della motocicletta. Il video mette in luce il legame tra la vulnerabilità economica e l'ostentazione della maschilità in un contesto urbano complesso.

Gala Porras-Kim, 1 Drawer C.30.10 with 16 Ceremonial and Votive Cakes, Breads, Biscuits, and Moulds at Pitt Rivers Museum, 2026. Coloured pencil on paper, 53.3 × 71.1 cm. Photo: Robert Wedemeyer. Courtesy: © Gala Porras-Kim and Sprüth Magers

La seconda opera è il disegno a matite colorate «1 Drawer C.30.10 with 16 Ceremonial and Votive Cakes, Breads, Biscuits, and Moulds at Pitt Rivers Museum» (2026) di Gala Porras-Kim (galleria Sprüth Magers). Il lavoro nasce dalle ricerche dell'artista sui sistemi di conservazione e classificazione usati dalle istituzioni. Nel disegno, Porras-Kim riproduce fedelmente uno dei cassetti di deposito del Pitt Rivers Museum di Oxford, contenente pani, dolci votivi e stampi cerimoniali. Mostrando ciò che di solito resta nascosto nei depositi, l'artista invita a riflettere su come i musei organizzano gli oggetti e su come queste decisioni di catalogazione influenzino il modo in cui comprendiamo le culture altrui.

La terza acquisizione per il Whitworth è l'arazzo «La ruta nueva, N'äyij ta neky'e» (2026) di Claudia Alarcón & Silät (galleria Proyectos Ultravioleta). Silät è un collettivo di oltre cento tessitrici indigene Wichí della provincia di Salta, in Argentina, fondato dall'artista Claudia Alarcón insieme al curatore Andrei Fernández per preservare le tecniche di tessitura tradizionali. L'opera è stata realizzata a mano dall'artista Ana Lopez utilizzando il punto yica e la fibra estratta dal chaguar, una pianta locale legata alla cultura Wichí. Le tinture vegetali creano forme geometriche fluide sulla superficie del tessuto. L'acquisizione porta così all'interno del museo un sapere ancestrale, tramandato collettivamente di generazione in generazione tra le donne della comunità.

Claudia Alarcón & Silät, La ruta nueva, N'äyij ta neky'e (The New Route), 2026, hand-spun chaguar fibre (Bromelia hieronymi) looped with a ‘yica stitch’, vegetable dyes. Weaver: Ana López, 170 x 115 cm. Courtesy: the artist and Proyectos Ultravioleta, Guatemala City

L'Abbot Hall di Kendal beneficia invece del debutto del Dasha Shenkman Focus Fund, acquisendo un nucleo di tre lavori (un dipinto, un lightbox e un disegno preparatorio) della giovane artista Okiki Akinfe (galleria Ginny on Frederick).

Tra questi spicca la grande tela «Fame is a Gun» (2026). La pittura di Akinfe si distingue per la decisione di mostrare il processo di costruzione dell'immagine: l'artista lascia a vista ampie porzioni di tela grezza, insieme alle griglie a matita usate per le proporzioni, rifiutando di nascondere il lavoro pittorico dietro una superficie finita. «Fame is a Gun» è un autoritratto in cui l'artista si rappresenta seduta al contrario su una sedia. Il suo braccio teso proietta un'ombra sul volto, mentre la mano compone la forma di una pistola. Il gesto oscilla tra il gioco, la minaccia e la recitazione, riflettendo sui rischi legati alla visibilità pubblica. Il titolo evoca la fama come una forma di potere, ma anche come un'arma potenziale che può essere impugnata o rivolta contro se stessi. Nel suo lavoro, Akinfe intreccia la storia dell'arte, i codici della cultura pop e le proprie esperienze personali per esplorare l'identità Black e il concetto di appartenenza nella Gran Bretagna contemporanea.

Tutte le opere acquistate rappresentano, per ciascuno degli artisti coinvolti, il primo ingresso ufficiale in una collezione museale pubblica del Regno Unito.

Alberto Camogli, 15 ottobre 2026 | © Riproduzione riservata

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