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L-R: Laurie Smith, Rosie Hastings e Armando D. Cosmos a Frieze London 2026

Photographer: Belinda Lawley

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L-R: Laurie Smith, Rosie Hastings e Armando D. Cosmos a Frieze London 2026

Photographer: Belinda Lawley

L’Arts Council Collection si rinnova a Frieze London: quattro nuove opere per la collezione pubblica inglese

In occasione dell'ottantesimo anniversario dell'istituzione britannica, il fondo acquisti seleziona i lavori di Quinlan & Hastings, Laurie Smith, Oliver Osborne e Armando D. Cosmos, testimoniando così le trasformazioni dell'arte contemporanea nel Regno Unito

Alberto Camogli

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Fondata nel 1946, l'Arts Council Collection rappresenta una delle più importanti e capillari collezioni pubbliche d'arte moderna e contemporanea del Regno Unito. A differenza dei musei tradizionali, nasce con una vocazione apertamente dinamica e itinerante: custodisce oltre 8.000 opere - tra cui capolavori di Francis Bacon, Barbara Hepworth, Henry Moore, Lucian Freud, Antony Gormley e Grayson Perry - pensate non per restare chiuse in un deposito, ma per circolare continuamente in musei, gallerie, ospedali, biblioteche e università di tutto il Paese. A Frieze London 2026, in occasione dell'ottantesimo anniversario dell'istituzione, il fondo dedicato alle acquisizioni si è arricchito di 100 mila sterline grazie al sostegno di mecenati privati, permettendo al comitato guidato da Sally Shaw MBE di acquistare quattro nuove opere di artisti emergenti o mid-career da destinare alla collezione.

Tra gli acquisti spicca l'affresco «Night» (2026) del duo formato da Hannah Quinlan2 & Rosie Hastings (galleria Arcadia Missa). La coppia utilizza la pittura a fresco, tecnica d'eco rinascimentale, applicandola alla composizione di collage derivati da immagini d'archivio, così da creare mondi immaginari che interrogano il rapporto tra architettura, spazio pubblico, infrastrutture statali e identità queer. L'opera in questione raffigura quattro figure all'interno di un drammatico notturno urbano ambientato nel dopoguerra inglese. Sullo sfondo si stagliano la sagoma spettrale di un gazometro, case in ombra e il filo spinato che sormonta un muro di cemento, in forte contrasto con aiuole fiorite dai colori vivaci ai piedi dei personaggi. Attraverso questo gioco di tensioni, la tela ripensa lo spazio pubblico come un luogo in cui mettere in discussione le gerarchie e i sistemi di potere esistenti.

La memoria collettiva e la fragilità della comunità queer ritornano anche in «The Vigil» (2026) di Laurie Smith (galleria Galeria Wschód). L'opera parte da una fotografia d'archivio del Bishopsgate Institute che documenta la veglia tenutasi a Soho Square per le vittime dell'attentato omofobo al pub Admiral Duncan nel 1999. Attraverso una pittura elegiaca che lavora sulla stratificazione e sulla trasparenza dei dettagli, l'artista riflette sul dolore condiviso, sulla protesta e sulla forza di reagire al trauma, mettendo in evidenza la risposta delle comunità di fronte alla violenza e all'ostilità.

L'opera «The Things Around You» (2026) di Oliver Osborne (galleria Union Pacific) intreccia invece la citazione colta con l'intimo racconto familiare. L'artista affianca il ritratto di un fanciullo ripreso da un dipinto di Diego Velázquez alle sembianze dei propri figli. I volti affiorano da una composizione serrata e sovrapposta, dove gli sguardi e le espressioni creano un'atmosfera di silenziosa introspezione. La palette cromatica, giocata su toni caldi e terrosi di ambra, ocra e verde, è stesa su una tela a spina di pesce la cui trama dona vibrazione alla superficie, mostrando come le immagini della storia dell'arte possano riattivarsi a contatto con la memoria affettiva.

Chiude il gruppo di acquisizioni l'arazzo Jacquard «An Iris for Hildegarde» (2026) di Arman D. Cosmos (galleria Phillida Reid). Frutto di un collage digitale trasformato in tessuto, il lavoro nasce dalle ricerche dell'artista su una poesia attribuita alla mistica medievale Ildegarda di Bingen. Nel tessuto convivono senza gerarchia diagrammi scientifici di pioggia e vento, segni cosmologici, figure mitologiche, simboli esoterici e frammenti di testo. Racchiusa in una cornice personalizzata in noce che si apre come un libro, un polittico d'altare o una teca museale, l'opera introduce una dimensione tattile e cinetica che abbatte i confini tra razionalismo scientifico e pensiero mistico, proponendo una visione interconnessa del mondo naturale.

Alberto Camogli, 15 ottobre 2026 | © Riproduzione riservata

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