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Art Basel Paris 2026

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Art Basel Paris 2026

Le gallerie italiane ad Art Basel Paris 2026: ecco i loro stand

Un itinerario tra grandi maestri del Novecento, capolavori dell'Arte Povera, dialoghi internazionali e le sperimentazioni più coraggiose della ricerca contemporanea

Camilla Sordi

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Art Basel Paris torna dal 23 al 25 ottobre 2026 per la sua quinta edizione, la terza al Grand Palais e la prima sotto la nuova direzione di Karim Crippa. La manifestazione unisce 211 gallerie internazionali a un fitto programma diffuso nei luoghi simbolo della città, come il Petit Palais e il Palais d’Iéna, affiancando ai settori consolidati come Galeries e alla sezione monografica Emergence le novità del rinnovato Salon Seine per Premise e dei talk ospitati nell'Auditorium del Grand Palais. In tal senso, la presenza di 15 gallerie italiane rispecchia la solidità e la varietà della nostra scena artistica. Ecco cos'hanno portato in fiera.

Tornabuoni Art

Tornabuoni Art si concentra su una sintesi d'eccellenza dell'arte italiana del Novecento, proponendo un dialogo di profilo museale tra tre pilastri della nostra storia artistica: le intuizioni futuriste di Giacomo Balla, le spazialismo di Lucio Fontana, la concettualità poetica di Alighiero Boetti, gli incastri formali di Accardi e Dorazio.

 

P420 (Bologna)

P420 presenta una selezione incentrata sul contemporaneo nelle sue declinazioni più concettuali e poetiche, con qualche deviazione moderna. Il rigore di figure ormai storicizzate come Irma Blank, Laura Grisi e Ana Lupas incontra la sensibilità poetica del Novecento di Filippo de Pisis, trovando continuità nelle ricerche materiche di Paolo Icaro, Adelaide Cioni, June Crespo, Davide Rivalta, Francis Offman e Rodrigo Hernández.

 

Massimodecarlo (Milano e sedi internazionali)

Massimodecarlo firma una presentazione intergenerazionale che mette in relazione i linguaggi della pittura contemporanea con opere di maestri della seconda metà del Novecento. Il percorso accosta la pittura storica di Carla Accardi alle ricerche figurative ed espressive di Yan Pei-Ming, France-Lise McGurn e Diane Dal-Pra, completando il quadro con le installazioni e le provocazioni concettuali di Elmgreen & Dragset, Jim Hodges e Rob Pruitt.

 

Un dettaglio dell'opera di Adelita Husni-Bey da Laveronica arte contemporanea (Modica)

Laveronica arte contemporanea (Modica)

La galleria fa il suo debutto con una mostra collettiva incentrata sui temi della cancellazione e della resistenza. L’installazione di Adelita Husni-Bey documenta i giornalisti censurati in Egitto, mentre i modelli in miniatura di Jonas Staal propongono parlamenti alternativi per comunità apolidi. La serie di dipinti di Daniela Ortiz rende omaggio alla resistenza antifascista, con alcune opere rivolte verso il muro per rappresentare le lotte recenti. Le stampe di Uriel Orlow, il cui lavoro è esposto anche alla Biennale di Venezia, ripercorrono il colonialismo attraverso un archivio botanico.

kaufmann repetto (Milano, New York)

kaufmann repetto propone uno stand a forte vocazione pittorica e poetica, guidato da uno sguardo intersezionale e multimediale. Tra i punti cardinali della presentazione spicca la riscoperta dell'astrazione storica di Bice Lazzari, affiancata dai paesaggi simbolici e narrativi di Nicolas Party, Katherine Bradford, Kim Bohie e Simone Fattal. Il progetto si completa con le ricerche concettuali e materiche di Adrian Paci, Pae White, Anthea Hamilton, Clarissa Tossin, Hala Schoukair e Diambe.

 

Galleria Franco Noero (Torino)

La galleria torinese partecipa alla fiera con un progetto condiviso curato insieme a Meyer Riegger, strutturato come un dialogo aperto tra le rispettive scuderie d'artisti. Il percorso intreccia l'Arte Povera di Pier Paolo Calzolari, la fotografia di Robert Mapplethorpe e la critica concettuale di Francesco Vezzoli, Lara Favaretto e Henrik Olesen, espandendosi verso le ricerche spaziali e performative di Hassan Sharif, Jason Dodge, Gabriel Sierra, Yutaka Sone, Eric N. Mack, Rami Farook e Lucy Otter.

 

Christo, Progetto per 28 Barrels Structure

Gió Marconi (Milano)

Gió Marconi presenta un rigoroso affresco dedicato alle avanguardie del secondo Novecento e alla Pop Art di matrice europea ed extraeuropea. Il progetto espone opere di Man Ray e Christo, affiancate dai linguaggi figurativi e segnici di maestri italiani come Valerio Adami, Enrico Baj, Lucio Del Pezzo ed Emilio Tadini, evidenziando la matrice intellettuale e saggistica della pittura dell'epoca.

 

 

Galleria Raffaella Cortese (Milano)

Il progetto espositivo di Raffaella Cortese mette al centro le pratiche femministe, la memoria corporea, il linguaggio e la critica politica. La presentazione intreccia i lavori di grandi figure della ricerca internazionale come Roni Horn, Zoe Leonard, Monica Bonvicini, Miroslaw Balka, Anna Maria Maiolino e Jessica Stockholder, ponendole in costante confronto con le narrazioni sociali ed esistenziali di Francesco Arena, Silvia Bächli, Marcello Maloberti, Alejandro Cesarco e Gabrielle Goliath.

 

Galleria Continua (San Gimignano e sedi internazionali)

Galleria Continua si presenta con un progetto ad alto impatto monumentale e partecipe del dibattito globale, combinando scultura, installazione e interventi site-specific. La proposta unisce grandi protagonisti dell'arte internazionale come Ai Weiwei, Anish Kapoor, Michelangelo Pistoletto, Berlinde De Bruyckere, Carlos Cruz-Diez e JR, insieme alle indagini materiche e concettuali di Arcangelo Sassolino, Adel Abdessemed, Leandro Erlich, Pascale Marthine Tayou, Hans Op de Beeck, Hank Willis Thomas, Shilpa Gupta, Mohamed Bourouissa, Giovanni Ozzola e Juan Araujo.

 

Tomaso Bingsa, Lettera M

Emanuela Campoli (Milano, Parigi)

La proposta della galleria assume una forte impronta curatoriale attorno al tema del linguaggio, del corpo e della critica di genere. Il perimetro concettuale parte dalla figura di Tomaso Binga (pseudonimo di Bianca Pucciarelli Menna) e dai suoi storici rilievi in polistirolo degli anni Settanta, in cui l'imballaggio industriale si trasforma in scrittura semiotica. Attorno a questo nucleo storico si sviluppa un dialogo generazionale e mediale con le opere di Benni Bosetto, Paulina Peavy, Rebecca Watson Horn, Cheyney Thompson e Laëtitia Badaut Haussmann.

 

Hardy Hill, Figure with duvet, 2026

Fanta-MLN (Milano)

In una presentazione congiunta firmata insieme alla galleria danese Christian Andersen, Fanta-MLN porta ad Art Basel Paris una proposta focalizzata su espressioni emergenti e sulla critica delle strutture sociali e istituzionali contemporanee. Il progetto espone i lavori di Hardy Hill, David L. Johnson, Sidsel Meineche Hansen e John Sandroni, tracciando un percorso rigoroso tra scultura, installazione e analisi dei media.

 

Foto Sebastiano Pellion Di Persano

Alfonso Artiaco (Napoli)

Nello stand della galleria napoletana dialogano le grandi matrici del concettuale e del minimalismo storico con gli sviluppi del linguaggio contemporaneo. La presenza di maestri come Sol LeWitt, Giulio Paolini, Antoni Tàpies e Niele Toroni definisce la struttura teorica e formale della proposta, affiancata dalle esplorazioni cromatiche e spaziali di Callum Innes, Ann Veronica Janssens, Robert Barry e Paolo Bini. A completare la selezione figurano le ricerche visive e plastiche di Ugo Rondinone, Johan Creten, Thomas Hirschhorn, Liam Gillick, Michel François, Juan Uslé, Jana Schröder, Andreas Breunig, Veronica Bisesti, Darren Almond e il duo Tursic & Mille.

 

Cardi Gallery (Milano)

Cardi allestisce una proposta di rigoroso stampo museale, incentrata sul Novecento storico e sulle figure chiave dell'Arte Povera. Il nucleo centrale gravita attorno a capolavori di Giorgio de Chirico, Lucio Fontana, Jean Dubuffet, Louise Bourgeois e John Chamberlain, integrati dalle indagini sulla materia e sulla superficie di Enrico Castellani, Agostino Bonalumi, Pier Paolo Calzolari, Jannis Kounellis, Domenico Bianchi e Giulio Paolini. Il percorso comprende anche le sperimentazioni progettuali e tridimensionali di Marco Bagnoli, Vincenzo De Cotiis, Davide Balliano e Bosco Sodi.

 

Beatrice Bonino, August diary, 2026

ermes ermes (Roma)

La galleria romana partecipa al settore Emergence presentando un progetto monografico interamente dedicato al lavoro dell'artista italiana Beatrice Bonino. La raffinata indagine scultorea e installativa di Bonino . incentrata sul frammento, sulla materia e sulla sospensione degli oggetti quotidiani - è accompagnata per l'occasione da un testo critico firmato da Chiara Siravo e dai versi di una poesia di Amelia Rosselli.

Consonni Radziszewski

La galleria guidata da Matteo Consonni e Dawid Radziszewski presenta una proposta internazionale poliedrica che mette in dialogo maestri storici e autori emergenti. Il percorso allinea i dipinti figurativi e le visioni oniriche di Aleksandra Waliszewska, Edward Dwurnik, Tomasz Kowalski e Șerban Savu con le ricerche formali, scultoree e poetiche di Rodrigo Hernández, Agnieszka Polska e Belén Uriel. Completano la selezione la pittura ironica di Pablo Echaurren, le sculture lignee legate alle Actiones performative di Jerzy Bereś, insieme alle sperimentazioni visive di Sarah Benslimane, Steffani Jemison, Aurélie Salavert e Jaime Welsh.

 

Camilla Sordi, 22 ottobre 2026 | © Riproduzione riservata

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