Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Camilla Sordi
Leggi i suoi articoliIn una Art Basel Paris 2026 come sempre di qualità, ma priva di opere spettacolari e scenografiche, la quota teatralità l'assume un artista che della questione se ne intende: Jeff Koons. Sua l'opera monumentale che rende lo stand di Gagosian uno dei più fotografati e chiacchierati. Si tratta di «Corks (Couple)», una scultura in bronzo policromo concepita e realizzata tra il 2011 e il 2018, raramente presentata in pubblico e oggi proposta in fiera con una valutazione indicativa che si attesta attorno ai 4,5 milioni di dollari.
Sviluppata su un'altezza che supera i tre metri, la scultura appartiene concettualmente al ciclo di lavori legato al tema dell'antichità e del mito, in cui Koons affronta il dialogo tra la durata materiale dell'opera d'arte e la caducità degli oggetti di consumo contemporanei. Attraverso una complessa fusione in bronzo rifinita a mano con pittura policroma, l'artista americano mette in atto un cortocircuito ottico d'impronta trompe-l'œil. Con il metallo pesante e inalterabile simula in modo iperrealistico la consistenza porosa, organica e deperibile del sughero. Sulla superficie dell'agglomerato monumentale di tappi sono riprodotti con minuzia analitica i dettagli dell'usura, le venature del legno, le macchie assorbite dal vino rosso e i marchi impresso a fuoco che attestano le annate e le tenute di provenienza.
Il titolo stesso dell'opera, «Corks (Couple)», suggerisce un'interpretazione che va oltre il semplice oggetto inanimato: accostando e incastrando i grandi volumi di sughero, Koons trasforma due scarti quotidiani in una metafora del contatto, dell'unione e della relazione tra due corpi. Il tappo di bottiglia - elemento destinato a essere gettato un istante dopoessere stato rimosso - viene isolato, ingrandito fuoriscala e pietrificato nel bronzo, trasformando la reliquia di un momento festivo e dionisiaco in un monumento solido e permanente.
Al di là dell'impatto scenografico all'interno dello stand di Gagosian, la presenza di «Corks (Couple)» ad Art Basel Paris offre l'opportunità di verificare la tenuta del mercato delle sculture monumentali di Koons fuori dalle grandi sessioni d'asta serali. In un contesto fieristico dominato dalla pittura, la scelta di collocare un bronzo policromo di oltre tre metri al centro della presentazione parigina sottolinea la capacità della galleria di catalizzare l'attenzione del collezionismo internazionale su pezzi complessi per scala, esecuzione e valore economico.
Jeff Koons, «Corks (Couple)»
Camilla Sordi
Leggi i suoi articoliAltri articoli dell'autore
Dalle avanguardie marocchine della Scuola di Casablanca ai grandi fondi della Collezione Dalloul, una vendita speciale dedicata all’arte moderna e contemporanea dell’area MENA
A Londra, in piena Frieze Week, la casa d'aste di Berkeley Square registra un tutto venduto realizzato in controtendenza rispetto al mercato, continuando a puntare sugli artisti emergenti
Dalla quinta edizione di Art Basel Paris al Grand Palais alla ricerca indipendente di Paris Internationale e Offscreen: la mappa di tutte le rassegne da non perdere nella settimana dell'arte parigina
In collaborazione con Nomos Edizioni, il museo inaugura una serie di pubblicazioni bilingui per approfondire l'arte italiana dal dopoguerra a oggi



