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Redazione
Leggi i suoi articoliI risultati pirotecnici che le opere d'arte raggiungono in asta sono spesso sconvolgenti, milioni di dollari mobilitati per un singolo dipinto, che per qualche ora sale alla ribalta pubblica ricordando ad appassionati e non quale valore può assumere un prodotto creativo. Sono la copertina di un mondo che si nutre di un elitarismo ostentato col contagocce, distribuito in pochi momenti solitamente diradati nel tempo, che colpiscono a suon di zeri l'immaginario collettivo. Ancora più misteriose, nelle trattative e nelle dinamiche, sono le vendite private, che portano il discorso a un ulteriore grado di ricercatezza. Ancora più alte, ancora più rade, molto meno declamate, questo tipo di passaggio di proprietà si divide tra l'impegno culturale e compensativo (per esempio, una trattativa può sanare un vecchio esproprio di guerra, ricompensando economicamente un erede e garantendo l'opera alla fruizione pubblica) e la tracotante volontà di un collezionista di conquistarsi un capolavoro per il proprio personale godimento. Attorno, ovviamente, tutte le altre fattispecie. Ad accomunarle, valutazione economiche quasi impensabili. Ecco le dieci più elevate.
Willem de Kooning, «Interchange» (1955), 300 milioni di dollari, Trattativa privata (David Geffen a Ken Griffin), 2015
L'opera rappresenta una pietra miliare dell'Espressionismo Astratto americano, segnando la transizione stilistica di de Kooning dalle figure femminili ai paesaggi urbani di New York. La tela è un infuriare geometrico di pennellate veloci e viscerali sui toni del rosa, dell'arancione e del blu che incarna l'energia caotica del secondo dopoguerra. Il magnate Ken Griffin ha sottratto l'opera al mercato privato prestandola a lungo termine all'Art Institute of Chicago, dove è a disposizione del pubblico.
Paul Cézanne, «I giocatori di carte» (1892-93), 250 milioni di dollari, Trattativa privata (Eredi Embiricos alla Famiglia Reale del Qatar), 2011
Quando l'ultima delle versione del dipinto rimaste sul mercato è stata messa in vendita dagli eredi dell'armatore greco George Embiricos, lo Stato del Qatar ha sbaragliato i concorrenti aggiudicandosela per una una cifra da capogiro. Del resto, l'opera è iconica, con Cézanne che immortala due contadini provenzali immersi nel silenzio di un'osteria, strutturando la scena con una stabilità geometrica e una solennità sacrale che avrebbero anticipato la rivoluzione del Cubismo.
Paul Gauguin, «Nafea Faa Ipoipo? (Quando ti sposi?)» (1892), 210 milioni di dollari, Trattativa privata (Rudolf Staechelin allo Stato del Qatar), 2014
La transizione di questo capolavoro post-impressionista è rimasta a lungo avvolta nel mistero mediatico fino a quando una causa legale presso l'Alta Corte di Londra non ha formalizzato il prezzo reale a 210 milioni, smentendo le voci iniziali di 300 milioni. Realizzato da Gauguin durante il suo primo soggiorno a Tahiti, il dipinto raffigura due giovani donne native immerse in un paesaggio polinesiano dai colori acidi e saturi. L'opera simboleggia la fuga idealizzata dell'artista dalla civiltà industriale alla ricerca di un paradiso primitivo e incontaminato.
Jackson Pollock, «Number 17A» (1948), 200 milioni di dollari, Trattativa privata (David Geffen a Ken Griffin), 2015
Trattato nella medesima e colossale operazione finanziaria da 500 milioni di dollari complessivi che ha coinvolto il de Kooning al primo posto di questa classifica, il dipinto è una delle massime espressioni dell'Action Painting. Pollock stende la tela a terra e la tempesta di colore attraverso la tecnica del dripping (lo sgocciolamento dell'acrilico), eliminando ogni gerarchia spaziale tradizionale. La superficie è un groviglio caotico ma ritmico di filamenti neri, bianchi, gialli e blu che registra sulla tela l'atto fisico e performativo dell'artista.
Rembrandt van Rijn, «The Standard-Bearer (L'Alfiere)» (1636), 198 milioni di dollari, Trattativa privata (Famiglia Rothschild al Rijksmuseum), 2022
La vendita privata rappresenta un caso da manuale di tutela culturale ed orgoglio istituzionale. Quando la famiglia Rothschild ha deciso di liquidare lo storico quadro, lo Stato Olandese è intervenuto direttamente stanziando fondi pubblici per riportare in patria l'opera destinata al Rijksmuseum di Amsterdam. In questo monumentale autoritratto, un giovane Rembrandt si raffigura nelle vesti di un alfiere della Guerra degli Ottant'anni, dando prova di una maestria insuperabile nella gestione del chiaroscuro e nella resa psicologica del volto.
Mark Rothko, «No. 6 (Violet, Green and Red)» (1951), 186 milioni di dollari, Trattativa privata (Cherise Moueix a Dmitry Rybolovlev), 2014
Al centro del famigerato scandalo giudiziario noto come "Caso Bouvier", la vendita ha visto il miliardario russo Rybolovlev pagare una cifra astronomica al mediatore svizzero Yves Bouvier, che a sua volta aveva acquistato l'opera dall'ereditiera Cherise Moueix per 80 milioni di euro. Al di là dei risvolti legali, la tela è un capolavoro della Color Field Painting. Rothko stende tre fasce orizzontali e sfumate di colore puro che sembrano fluttuare nello spazio, nel tentativo di tradurre in pittura le tensioni e le emozioni più mistiche dell'animo umano.
Gustav Klimt, «Wasserschlangen II (Bisce d'acqua II)» (1907), 183,8 milioni di dollari, Trattativa privata (Tramite Yves Bouvier a Dmitry Rybolovlev), 2013
Il dipinto vanta una storia drammatica: confiscato dai nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale alla collezionista ebrea Jenny Steiner, è riemerso sul mercato decenni dopo, consentendo la risoluzione delle complesse pratiche di restituzione agli eredi prima della vendita. L'opera appartiene al celeberrimo "periodo aureo" di Klimt e mette in scena sinuose ninfe acquatiche i cui corpi si fondono in un fitto motivo ornamentale. Le trame geometriche e l'uso massiccio della foglia d'oro creano un'atmosfera fortemente sensuale e bizantina.
Rembrandt van Rijn, «Ritratti pendenti di Maerten Soolmans e Oopjen Coppit» (1634), 180 milioni di dollari, Trattativa privata (Famiglia Rothschild co-acquistato da Louvre e Rijksmuseum), 2015
Per evitare che questa storica coppia di ritratti venisse divisa o acquistata da una collezione privata d'oltreoceano, Francia e Paesi Bassi hanno unito le forze in un consorzio intergovernativo unico, investendo 90 milioni a testa. I due dipinti celebrano a figura intera il matrimonio tra due giovani esponenti della ricca borghesia commerciale di Amsterdam. La cura maniacale di Rembrandt nella resa del pizzo bianco ottico e dei velluti neri è un manifesto dello status sociale dell'epoca, e le tele vengono oggi esposte a rotazione alternata tra il Louvre e il Rijksmuseum.
Pablo Picasso, «Le Rêve (Il Sogno)» (1932), 155 milioni di dollari, Trattativa privata (Steve Wynn a Steven A. Cohen), 2013
La transizione di questa tela è passata alla storia per un bizzarro incidente: nel 2006, il magnate Steve Wynn danneggiò accidentalmente il quadro con una gomitata proprio mentre mostrava l'accordo di vendita a Steven A. Cohen. Interrotto l'affare e dopo un restauro millimetrico costato milioni, il dipinto ha paradossalmente aumentato il suo fascino commerciale, venendo ceduto a Cohen sette anni più tardi per una cifra ancora superiore. Il quadro è un ritratto carico di erotismo e lirismo che raffigura la giovane amante di Picasso, Marie-Thérèse Walter, scomposta secondo i canoni della sintesi cubista.
Gustav Klimt, «Ritratto di Adele Bloch-Bauer I» (1907), 135 milioni di dollari, Trattativa privata (Maria Altmann a Ronald Lauder), 2006
Noto globalmente come la "Monna Lisa d'Austria", questo capolavoro sottratto dai nazisti alla famiglia Bloch-Bauer è rimasto per decenni alla Galleria del Belvedere di Vienna prima che l'erede Maria Altmann vincesse una storica battaglia legale contro il governo austriaco. Ottenuta la proprietà, l'anziana erede ha venduto l'opera al magnate dei cosmetici Ronald Lauder alla condizione che venisse esposto permanentemente al pubblico. Il dipinto è la massima espressione del decorativismo klimtiano, dove il volto aristocratico della modella emerge da un ipnotico mosaico di motivi geometrici dorati.
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