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Redazione
Leggi i suoi articoliL’emergenza climatica non mette a rischio soltanto le persone: anche il patrimonio culturale è sempre più esposto agli effetti delle temperature estreme. A Firenze, l’ondata di caldo che ha superato i 35 gradi ha provocato un guasto all’impianto di climatizzazione del Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze-La Specola, costringendo il museo a intervenire con urgenza per salvaguardare una delle più importanti collezioni di modelli anatomici in cera al mondo.
Le conseguenze del malfunzionamento hanno interessato una delle sale del percorso storico delle cere anatomiche, non coinvolta nel recente intervento di riqualificazione del museo. L’Ateneo ha disposto l’immediato trasferimento delle opere in ambienti climatizzati, come riportato dai media locali l’11 luglio, sospendendo temporaneamente le visite al percorso storico, normalmente accessibile su prenotazione e con ingressi contingentati. Restano invece aperti al pubblico gli spazi dedicati a Zoologia, Mineralogia e alla sezione Arte e Scienza.
La collezione della Specola rappresenta un unicum internazionale: circa 1.400 modelli in cera, custoditi in 562 urne e allestiti secondo un impianto museografico sostanzialmente invariato dal XVIII secolo. Realizzate a partire dal 1771 dall’Officina di Ceroplastica del museo, le opere costituiscono uno dei vertici della ceroplastica scientifica europea. Tra i principali artefici figurano Clemente Susini, Francesco Calenzuoli, Luigi Calamai ed Egisto Tortori, autori di manufatti che uniscono rigore anatomico e straordinaria qualità artistica.
Il trasferimento delle cere, alcune risalenti a due secoli e mezzo fa, ha richiesto particolare attenzione per la loro estrema fragilità. L’episodio evidenzia quanto la conservazione delle opere sia oggi strettamente legata all’efficienza degli impianti di climatizzazione, sempre più messi sotto pressione dall'aumento delle temperature.
Non è il primo caso registrato a Firenze nell’estate in corso. A fine giugno anche le Gallerie degli Uffizi avevano subìto un guasto al sistema di climatizzazione, con disagi per visitatori e personale. In quell’occasione, tuttavia, le opere non hanno riportato problemi grazie alla tenuta dei microclimi all’interno delle teche espositive.
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