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Alessia De Michelis
Leggi i suoi articoliÈ arrivata l’estate, è arrivato il caldo e sono arrivati anche i blackout. In molte città le temperature sfiorano i 40 gradi e per correre ai ripari il miglior alleato è l’aria condizionata. Se non fosse che l’accensione in massa dei condizionatori provoca sovraccarichi energetici e di conseguenza dei periodi di tempo in cui il sistema elettrico non ce la fa a sostenere la richiesta e si blocca. Anche per ore.
Ma non sono gli unici rischi, perché in alcune situazioni non si può fare nulla contro il caldo. È il caso di Louvre e Tour Eiffel a Parigi, città colpita da un’eccezionale ondata di calore, i cui simboli sono costretti a chiudere anticipatamente (alle 16 invece che alle 18: il Louvre fino al 27 giugno; la Tour Eiffel fino al 26) sia per garantire una degna visita al pubblico, ma anche per preservare le condizioni di conservazione delle opere (oltre al lavoro dei dipendenti).
Nel nostro Paese, invece, ha fatto notizia l’aria condizionata delle Gallerie degli Uffizi, che ha deciso di rompersi ieri, mercoledì 24 giugno, giorno in cui si festeggia il patrono di Firenze, San Giovanni. Nelle ultime settimane i termometri in città segnavano più di 36 gradi, motivo per cui il lavoro richiesto agli split del museo è stato superiore alla media, tanto da arrivare a smettere di funzionare. Mentre sono in corso le azioni di ripristino del sistema di raffreddamento, la vendita dei biglietti è stata sospesa fino al 29 giugno, assicurando nel frattempo la visita a chi ne era già munito.
Essendo uno dei musei più visitati al mondo, questa decisione incide soprattutto sulla gestione dei flussi di turisti che, così limitata, previene situazioni di sovraffollamento nelle sale e possibili picchi di temperature all’interno degli spazi espositivi che nella giornata di ieri hanno raggiunto i 32 gradi.
Ma il peggio sembra passato, perché già ieri sera è stato installata una macchina di condizionamento extra e il sistema di condizionamento sta tornando gradualmente in funzione, con l’obiettivo di ripristinarlo completamente entro oggi pomeriggio. Come riportato da «Il Post», il museo ha spiegato che «era già previsto un progetto per rifare del tutto l’impianto».
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