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Leggi i suoi articoliUn laboratorio diffuso di arte contemporanea, capace di connettere comunità, paesaggio e nuove generazioni, è al centro di «Arte che viene, arte che va», il progetto vincitore con cui Civita di Bagnoregio e Bolsena saranno insieme Capitale italiana dell’Arte contemporanea 2028. L’iniziativa, premiata oggi, 12 ottobre, dal Ministero della Cultura, punta a trasformare la Tuscia in un polo di produzione artistica, formazione e partecipazione, mettendo a sistema le esperienze culturali già attive sul territorio.
Presentato alla giuria nell’ambito della selezione ministeriale, il progetto coinvolge cinque artisti di rilievo internazionale: Carsten Höller, Eva Jospin, Chiara Camoni, Nico Vascellari e Tobias Rehberger. Tra gli interventi previsti figurano venti opere dedicate al gioco, un giardino all’italiana da attraversare, installazioni lungo il percorso ciclopedonale «Tuscia Route 01» e «Baleno», laboratorio artistico itinerante su mezzo elettrico. Nel 2027 si aggiungeranno altri giovani artisti.
L’ambizione è lasciare un’eredità concreta e duratura: almeno 35 opere permanenti, quattro spazi rigenerati e un laboratorio mobile, oltre a percorsi educativi rivolti a 10 mila ragazzi. Scuole, famiglie e visitatori saranno coinvolti attraverso laboratori, incontri e iniziative che intendono avvicinare il pubblico all’arte contemporanea, promuovendo nuove occasioni di crescita senza costringere i giovani a lasciare il territorio.
A sostenere la candidatura è una rete che comprende istituzioni culturali, università, associazioni e realtà del terzo settore, tra cui Fai e Università della Tuscia. Il progetto mira inoltre a mettere in relazione luoghi, festival e itinerari di turismo lento, favorendo una collaborazione stabile tra soggetti finora attivi in modo autonomo.
Per i sindaci Luca Profili e Andrea Di Sorte, la candidatura rappresenta una scelta culturale e politica: valorizzare il patrimonio storico e paesaggistico attraverso linguaggi capaci di interrogare il presente e immaginare il futuro. La Regione Lazio ha espresso il proprio sostegno all’iniziativa.
Civita di Bagnoregio e Bolsena si sono confrontate con Capri, Padova e Pozzuoli, proponendo un modello in cui l’arte non sia soltanto attrazione, ma strumento di rigenerazione e costruzione di nuove identità collettive.
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