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Lavinia Trivulzio
Leggi i suoi articoliMilano mette sul tavolo con largo anticipo una parte consistente del proprio futuro espositivo. Dall’autunno 2026 alla fine del 2027, con alcuni progetti che arriveranno fino ai primi mesi del 2028, il sistema culturale civico ha già programmato oltre quaranta appuntamenti. Palazzo Reale, PAC, Museo del Novecento, GAM, MUDEC, Castello Sforzesco, Palazzo Morando, Fabbrica del Vapore e CASVA costruiscono un calendario che attraversa arte antica, moderna e contemporanea, fotografia, moda, design, grafica e storia culturale. Più che una semplice successione di mostre, emerge il tentativo di programmare la città su un arco temporale lungo, facendo convivere grandi operazioni internazionali e ricerca sulle collezioni pubbliche.
L’autunno 2026 parte forte. A Palazzo Reale Salvador Dalí incontra la moda in una mostra di oltre duecento opere e documenti, dal 24 settembre al 31 gennaio 2027, mentre il centenario della nascita di Carla Cerati viene celebrato con una grande antologica dedicata alla sua doppia attività di fotografa e scrittrice. Dal 29 settembre arrivano gli oltre ottanta lavori de I Brueghel. Le origini dei generi pittorici in Europa, mentre dal 9 ottobre Palazzo Reale ospita la più ampia mostra finora realizzata in Italia su Francis Picabia, con oltre 170 tra dipinti, disegni, fotografie e documenti.
Il contemporaneo attraversa parallelamente altre istituzioni. Alla GAM, dal 15 settembre, Shilpa Gupta realizza nuovi interventi site-specific per One Palm Closer to the Sky. Al PAC, dal 17 novembre, arriva Sheila Hicks, figura decisiva nella trasformazione del tessile in materia scultorea e installativa. Il Museo del Novecento dedica invece a Tommaso Trini il secondo capitolo di Voci del Novecento e affianca alla mostra nuovi focus su Vincenzo Agnetti, Enrico Castellani, Valerio Adami, Alik Cavaliere, Lucio Del Pezzo, Bobo Piccoli ed Emilio Tadini. Il CASVA torna su Francesco Somaini e sulla sua idea di paesaggio, mentre il MUDEC affronta con Matisse. Il mondo in una stanza il rapporto dell’artista francese con l’arte africana, islamica, russa, del Pacifico e cinese.
Poi arriva il 2027, e la scala cambia ulteriormente. A febbraio la Fabbrica del Vapore presenta Inge Morath, mentre il Castello Sforzesco avvia le celebrazioni per il centenario della Raccolta delle Stampe Achille Bertarelli. Il 25 febbraio Palazzo Reale apre Alberto Giacometti e l’Italia: oltre cento opere provenienti dalla Fondation Giacometti per ricostruire un rapporto biografico e culturale meno laterale di quanto possa apparire, dalla lingua materna ai viaggi e alle relazioni sviluppate nella Penisola.
La primavera concentra alcuni degli appuntamenti più attesi. Durante Milano ArtWeek, dal 5 al 12 aprile, il PAC inaugura la prima ampia personale italiana di Doris Salcedo, artista che ha costruito una delle ricerche più rigorose degli ultimi decenni intorno a memoria, lutto, violenza politica e assenza. Palazzo Reale dedica invece tra marzo e giugno una mostra a Bruno Munari, costruita intorno ai processi creativi e alla sperimentazione tra arte, grafica, design e pedagogia. Tra aprile e luglio torna alle origini del design italiano con Giuseppe Maggiolini, mentre l’estate porta nelle sale Giovanni Anselmo, nella prima mostra realizzata dopo la morte dell'artista nel 2023.
L’autunno 2027 alza nuovamente l’asticella. A settembre Palazzo Reale apre una grande retrospettiva su Chaïm Soutine, seguita dalla personale di Luca Pignatelli e, da ottobre, da Leonardo e il Nord, progetto che ricostruirà attraverso dipinti, disegni, incisioni e manoscritti la diffusione del pensiero leonardesco nell’Europa settentrionale tra Cinquecento e Seicento, fino a Rubens e Rembrandt. A novembre il PAC presenterà invece Flatform, collettivo attivo tra Milano e Berlino.
Lavinia Trivulzio
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