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Alessia De Michelis
Leggi i suoi articoliMa quanti sono ancora i Bronzi del Benin da restituire alla Nigeria? Non esiste un numero definitivo, ma quello che sappiamo è che durante la spedizione punitiva del 1897, organizzata dall’Impero britannico nella Nigeria meridionale con lo scopo di espandere i territori coloniali, il palazzo reale del Regno del Benin fu colpito duramente. Migliaia di placche e sculture metalliche che lo decoravano, realizzate a partire dal XIV secolo e raffiguranti scene politiche e religiose, vennero saccheggiate e portate nel Vecchio Continente: circa 200 esemplari entrarono nelle collezioni del British Museum, mentre gli altri furono dispersi tra musei e raccolte private europee e statunitensi.
Tra questi figurano anche le istituzioni svizzere, otto delle quali nel 2021 hanno deciso di collaborare con partner nigeriani per identificare tali oggetti e restituirli alla nazione africana. Se a marzo le ricerche della «Benin Initiative Switzerland» avevano condotto al rimpatrio di undici Bronzi, una cerimonia svoltasi il 29 giugno nel Museo nazionale di Lagos ha dato il bentornato a 18 beni culturali in metallo o avorio, 14 dei quali erano custoditi al Museo etnologico dell’Università di Zurigo, due al Museo Rietberg di Zurigo e altri due al Museo di etnografia di Ginevra. A questi si sono aggiunti un bracciale in bronzo e quattro monoliti archeologici della regione del delta del Niger.
In questa occasione è stato altresì firmato un accordo internazionale sull’importazione, l’esportazione e il rimpatrio dei beni culturali tra Svizzera e Nigeria, che definisce il quadro legale della cooperazione.
Una parte delle opere rientrate in patria sarà esposta al Museo nazionale di Lagos, mentre il nucleo principale viaggerà verso casa: lo Stato nigeriano di Edo. Inizialmente saranno messi al sicuro nel deposito Oba Ovonramwen del Museo nazionale di Benin City, ma la National Commission for Museums and Monuments vede per loro un futuro all’interno di una galleria di livello internazionale in cui saranno esposti insieme tutti i manufatti sottratti al Regno del Benin, anche quelli provenienti dai Paesi Bassi e quelli che giungeranno dal museo di archeologia e antropologia dell’Università di Cambridge.
Uhunmwun ‘Elao (testa commemorativa) raffigurante Ọba Osẹmwẹndẹ (1816-48 ca). Foto Kathrin Leuenberger
La placca in rilievo raffigura due figure gemelle di Ọba, che indossano l’ede’ivie (corona di perline) e tengono nella mano destra l’Ebẹn (spada cerimoniale), mentre portano con sé l’asa (scudi di pelle di elefante) e delle lance. Foto Kathrin Leuenberger
Alessia De Michelis
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