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Roberto Mercuzio
Leggi i suoi articoliIn Francia la Mission Patrimoine (o «Mission Bern», dal nome del conduttore televisivo e divulgatore Stéphane Bern che ne è l’ideatore) ha reso noti, ieri 14 aprile, i nomi dei 18 progetti selezionati nelle 18 regioni francesi (quindi uno per regione) per questa nona edizione. Come ogni anno, l’iscrizione al «Loto du Patrimoine» permette di ottenere fondi a sostegno del loro restauro.
Quest’anno questi 18 siti, considerati a rischio, sono stati selezionati tra un totale di 650 candidature. La Mission Patrimoine, presieduta da Stéphane Bern, ha effettuato la selezione in accordo con la Fondation du Patrimoine, la Fdj United (l’ex Lotteria Nazionale francese) e il Ministero francese della Cultura. A partire dal prossimo settembre, questi siti appariranno sui «gratta e vinci» messi in vendita in occasione delle Giornate del Patrimonio.
L’edizione 2026 del Loto du Patrimoine ha scelto: • il Fort Boyard (regione della Nuova Aquitania), un forte collocato tra l’Île d'Aix e l’Île d’Oléron nello stretto di Pertuis d’Antioche, sulla costa occidentale della Francia; • le Grands Thermes di Châtel-Guyon (regione Alvernia-Rodano-Alpi), impianto termale situato nel comune di Châtel-Guyon, nel dipartimento francese del Puy-de-Dôme; • la Fosse Dionne a Tonnerre (regione Borgogna-Franca Contea), una sorgente della regione di Vaucluse alimentata in permanenza dalle infiltrazioni degli altipiani calcarei sovrastanti e dal flusso di uno o più fiumi; • la cappella di Notre-Dame du Kreisker (regione della Bretagna), edificio tardo-gotico della cittadina di Saint-Pol-de-Léon, fatto costruire nel 1344 dal duca Giovanni IV di Bretagna; • l’ex Maison de la Culture di Bourges (regione Centre-Val de Loire), un edificio in stile Art Déco in piazza Séraucourt, costruito tra il 1936 e il 1938; • il convento di Saint-François d’Orezza a Piedicroce (regione della Corsica), fondato nel 1485 dai frati Minori Osservanti e in seguito passato nelle mani dei Francescani, che vi costruirono, probabilmente nel XVII secolo, una chiesa dotata di sei cappelle; • la Sinagoga di Phalsbourg (regione del Grande Est), costruita nel 1857 dall’architetto Boudot per sostituire una prima sinagoga eretta nel 1772 sullo stesso sito; • il Castello reale di Senlis (regione dell’Alta Francia), che risale all’epoca dei Merovingi e fu il luogo in cui venne eletto Ugo Capeto nel 987, ma che venne interamente ricostruito da Luigi VI intorno al 1130; • il Castello di Paley (regione dell’Île-de-France), fortezza quadrata del XII secolo con mura, costruita su resti gallo-romani e merovingi, parzialmente bruciata dagli inglesi nel 1382, ricostruita dopo la Guerra dei Cent’anni dalla famiglia Amer nel XV secolo e ritrasformata nel XVIII e XIX secolo.
Veduta del Castello di Paley. Foto: Château de Paley
La lista prosegue con questi altri nove siti: • il Castello di Médavy (regione della Normandia), attualmente chiuso al pubblico e in restauro per i danni procurati dall’incendio verificatosi nella notte tra il 24 e il 25 settembre 2025. Il castello riaprirà le sue porte dal 27 giugno al 30 agosto 2026; • la manifattura Reale di Montolieu (regione dell’Occitania), un’antica fabbrica di tessuti costruita per ordine di Luigi XV nel 1739; • il Castello di La Valette a Villiers-Charlemagne (regione dei Paesi della Loira), concepito nel XIX secolo come una fattoria modello; • il Forte Queyras a Château-Ville-Vieille (regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra), un castello medievale, situato su uno sperone roccioso, citato per la prima volta dalle fonti nel 1265; • la casa dello storico Auguste Lacour a Basse-Terre (regione d’oltremare della Guadalupa) che, costruita nella seconda metà del XIX secolo, è un esempio di dimora coloniale della città, ed è stata dichiarata monumento storico nel 2016; • la Chiesa di Notre-Dame-de-la-Visitation a Gros-Morne (regione d’oltremare della Martinica), edificio religioso storico, la cui parrocchia fu eretta a metà del XVIII secolo e la cui struttura attuale è frutto di varie ricostruzioni; • il mulino dell’«Habitation Loyola» a Rémire-Montjoly (regione d’oltremare della Guyana), un’antica piantagione coloniale situata a Remire-Montjoly, che occupa un posto centrale nella storia economica della Guyana della prima metà del XVII secolo; • la fabbrica di Beaufonds a Saint-Benoît (regione d’oltremare de La Réunion), un complesso industriale dell'ultimo quarto del XIX secolo, originariamente fondato come fabbrica di zucchero tra la fine del 1820 e i primi anni 1830; • la moschea di Antana Bé a Chirongui (regione d’oltremare della Mayotte); la moschea e il serbatoio sono databili a un periodo compreso tra la fine del XIX secolo e la prima metà del XX.
Veduta della moschea di Antana Bé. Foto: Naturalistes de Mayotte, via Facebook
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