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Il frammento recuperato nell’operazione «Achei» del Comando TPc dei Carabinieri che potrebbe appartenere a un vaso opera di un ceramografo importante, forse lo stesso Euphronios

Foto Ansa

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Il frammento recuperato nell’operazione «Achei» del Comando TPc dei Carabinieri che potrebbe appartenere a un vaso opera di un ceramografo importante, forse lo stesso Euphronios

Foto Ansa

Tra i 46 reperti archeologici restituiti dai Carabinieri alla Calabria, forse anche un frammento di Euphronios

In una cerimonia sono stati riconsegnati a Filippo Demma, direttore dei Parchi Archeologici di Crotone e Sibari, dopo una serie di sequestri realizzati in varie fasi (alcuni, in Francia, sono stati recuperati soltanto lo scorso ottobre)

Roberto Mercuzio

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Ieri 15 aprile, presso la Sala Leone di Palazzo Arnone a Cosenza, il Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale ha ufficialmente restituito a Filippo Demma, direttore dei Parchi Archeologici di Crotone e Sibari, un gruppo di 46 reperti archeologici di origine etrusca, magno-greca e romana. L’evento, svoltosi alla presenza del Prefetto e del Comandante Provinciale dei Carabinieri di Cosenza, segna l’atto finale di un’importante operazione di contrasto al traffico illecito di beni culturali.

I reperti sono stati recuperati in varie fasi nell’ambito dell’indagine denominata «Achei», coordinata dalla Procura della Repubblica di Crotone e condotta dal Nucleo Tpc di Cosenza tra il 2017 e il 2018, indagine che nel 2019 aveva portato all’arresto di 23 persone. L’inchiesta aveva scoperchiato un sistema collaudato di saccheggi operati da squadre di «tombaroli» che, attraverso una precisa divisione di ruoli, alimentavano un flusso continuo di beni verso mercati clandestini nazionali e internazionali, con ramificazioni in Gran Bretagna, Francia, Germania e Serbia.

Un gruppo di reperti sono stati sequestrati in Francia e sono stati rimpatriati soltanto lo scorso 16 ottobre. Tra i pezzi restituiti figura un rhyton a foggia di testa di cerva, già esposto nel 2022 presso il Quartier Generale di Europol a L’Aia, come simbolo dell’eccellenza italiana nel recupero di opere d’arte.

«Sono reperti molto belli, molto importanti, di varia provenienza, ha specificato il direttore dei Parchi archeologici di Crotone e Sibari, Filippo Demma, ma tutti quanti ascrivibili all’ambito magnogreco. Il pezzo più importante e più interessante è un frammento, il più piccolo. Perché da una primissima analisi, che poi dovremo riconsiderare, sembrerebbe un vaso attribuibile a uno dei pionieri tra i pittori ceramografi attici attivi ad Atene alla fine del VI secolo a.C., forse lo stesso Euphronios, che iniziano questa produzione di vasi che poi viene sostanzialmente commercializzata in tutto il Mediterraneo. Sono vasi molto rari, molto importanti».

Il rhyton a foggia di testa di cerva, già esposto nel 2022 presso il Quartier Generale di Europol a L’Aia, come simbolo dell’eccellenza italiana nel recupero di opere d’arte

Roberto Mercuzio, 16 aprile 2026 | © Riproduzione riservata

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Tra i 46 reperti archeologici restituiti dai Carabinieri alla Calabria, forse anche un frammento di Euphronios | Roberto Mercuzio

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