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Leggi i suoi articoli«L’arte racconta tutte le nostre storie, il passato e il presente, ma non è sempre accessibile a tutti». È l’opinione che ha spinto Beyoncé, una delle più grandi icone della cultura pop del XXI secolo, a donare 2 milioni di dollari (oltre 1,7 milioni di euro) allo Studio Museum di Harlem. E lo ha fatto nel giorno del suo 45mo compleanno, il 4 settembre.
«Sono sempre stata colpita dallo Studio Museum di Harlem per la sua intenzione di rendere il museo parte integrante della comunità». Un’intenzione che ha accompagnato la comunità creativa del quartiere a nord di Central Park, a New York, sin dal 1968. Il «regalo» arriva in un momento cruciale per il museo, che dal 15 novembre 2025 è tornato operativo, dopo sette anni, in una nuova struttura fatta su misura e progettata dallo studio di architettura Adjaye Associates.
«Grazie alle mostre del museo ho scoperto molti dei miei giovani artisti neri preferiti, racconta la cantante americana. È un luogo di ispirazione dove tutti possono scoprire nuove storie attraverso le tele di diversi narratori che riflettono la nostra umanità». Dal 2023 è entrato nelle collezioni dello Studio Museum un dipinto di Jean-Michel Basquiat grazie al finanziere Joseph Perella e alla moglie Amy (solo una ventina di musei e istituzioni possono vantare di possedere un’opera dell’artista che produsse oltre 2mila lavori in soli 28 anni di vita) e, al suo fianco, popolano le pareti espositive anche opere di Barkley K. Hendricks, Kerry James Marshall, Howardena Pindell, Faith Ringgold e Carrie Mae Weems.
«Sono profondamente grata a Beyoncé, sia per la generosità di questa donazione, soprattutto in occasione del suo compleanno, sia per aver riconosciuto il ruolo fondamentale che lo Studio Museum svolge nella vita delle persone, ha dichiarato la direttrice e curatrice capo del museo, Thelma Golden. La nostra istituzione è stata fondata per trasformare il panorama artistico e ripensare a chi esso si rivolge. Questa donazione ci permetterà di continuare a rafforzare il nostro lavoro per gli abitanti di Harlem, i newyorkesi e il pubblico di tutto il mondo».
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