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Antonello Ferrarini
Leggi i suoi articoliDopo oltre un secolo trascorso nelle collezioni museali australiane, diciotto resti umani ancestrali del popolo di Rapa Nui, l'isola del Pacifico conosciuta anche come Isola di Pasqua, sono tornati nella loro terra d'origine. La restituzione, annunciata il 27 luglio dal Servicio Nacional del Patrimonio Cultural del Cile e riportata dalla stampa specializzata, rappresenta un importante traguardo nel lungo percorso di recupero del patrimonio culturale sottratto durante l'epoca coloniale.
I resti umani, chiamati localmente «Ivi Tupuna», comprendono diciassette crani e un campione di capelli. Erano conservati presso l'Australian Museum di Sydney dalla fine del XIX secolo, dopo essere stati prelevati nel 1882 da una spedizione navale tedesca e acquisiti dal museo australiano l'anno successivo.
La cerimonia di restituzione si è svolta all’aeroporto internazionale Arturo Merino Benítez di Santiago del Cile, alla presenza di rappresentanti del governo cileno, del Consiglio degli Anziani di Rapa Nui, della Commissione per lo Sviluppo dell'Isola di Pasqua, dell’Ambasciata australiana in Cile e dell’Australian Museum. Successivamente, i resti sono stati trasferiti sull’isola, dove la comunità li ha accolti con una tradizionale cerimonia di benvenuto. Saranno ora custoditi secondo i protocolli spirituali e culturali stabiliti dagli stessi abitanti di Rapa Nui.
«Il ritorno dei nostri Ivi Tupuna permette ai nostri antenati di tornare nel luogo al quale sono sempre appartenuti, rafforzando la nostra memoria, la nostra spiritualità e il legame con le future generazioni, ha dichiarato Carlos Edmuns Paoa, presidente del Consiglio degli Anziani di Rapa Nui. Siamo grati all’Australian Museum e a tutte le istituzioni coinvolte per aver reso possibile questo processo di restituzione, che rappresenta un nuovo passo nella riparazione di una storia segnata dall'espropriazione».
Questa restituzione si inserisce in un più ampio movimento internazionale volto al rimpatrio dei resti umani e dei beni culturali sottratti alle popolazioni indigene tra XIX e XX secolo. Nello specifico, la comunità di Rapa Nui continua a chiedere il ritorno di numerosi reperti ancora custoditi nei musei di tutto il mondo, tra cui i celebri moai, le monumentali statue in pietra raffiguranti gli antenati, due delle quali si trovano ancora oggi al British Museum di Londra dopo essere state rimosse dall’isola nel 1868 dall’equipaggio della nave britannica Hms Topaze.
Antonello Ferrarini
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