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Antonello Ferrarini
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Il prossimo 25 settembre riapre ufficialmente le porte al pubblico il Museo Archeologico Nazionale di Civitavecchia (Manc). Lo fa dopo un imponente e profondo intervento di riqualificazione che ne ha rinnovato l’architettura, gli allestimenti e la narrazione.
Ospitato nella storica palazzina settecentesca dell’ex Presidio del Corpo di Guardia Pontificia, a due passi dal mare e dal suggestivo Forte Michelangelo, il nuovo Manc si presenta oggi con una veste completamente nuova. Gli spazi dedicati all’esposizione permanente sono raddoppiati, consentendo di esporre preziosi reperti finora custoditi nei depositi e di creare un dialogo serrato tra l’istituzione e il suo ricco territorio.
Il nuovo percorso espositivo è concepito come un racconto corale che mette in relazione le collezioni con i luoghi simbolo della zona: l'antico porto romano di Centumcellae, le maestose Terme Taurine, il santuario etrusco di Punta della Vipera e l’insediamento medievale di Leopoli-Cencelle.
Il viaggio del visitatore si snoda su quattro livelli:
• Piano Terra: Accoglienza scenografica e d'impatto con le monumentali statue dell’Atena Parthenos e dell’Apollo-Helios, valorizzate da un allestimento immersivo fatto di luci, suoni e videoproiezioni.
• Primo Piano: Dalla preistoria all’epoca romana, con una profonda immersione nell'affascinante mondo etrusco.
• Secondo Piano: Riflettori puntati sulla nascita di Centumcellae, lo scalo voluto dall’imperatore Traiano, sulle splendide ville marittime e sulla successiva fase medievale.
• Terzo Piano: Spazio alle collezioni storiche e all’innovazione, dove spicca un’urna cineraria etrusca di ambito ceretano, legata alla stessa tradizione del celebre Sarcofago degli Sposi, raccontata attraverso modelli 3D e videoproiezioni digitali.
L’operazione ha visto un investimento complessivo superiore ai 2 milioni di euro (tra interventi strutturali, servizi e 200mila euro dal Pnrr per l'abbattimento delle barriere). Come ha sottolineato Elisabetta Scungio, direttrice della Direzione regionale Musei nazionali Lazio, l’obiettivo è quello di offrire un museo aperto, capace di coniugare il rigore della ricerca scientifica con linguaggi contemporanei e partecipativi.
Il Manc fa della democrazia culturale il suo punto di forza: grazie alla collaborazione con associazioni del settore, l'itinerario è dotato di testi in Braille, guide in Lis, mappe e ricostruzioni tattili, oltre a supporti digitali adatti a ogni tipo di pubblico.
Per celebrare il ritorno del museo, il 25 e 26 settembre alle ore 17 si terranno speciali visite guidate condotte dalla direzione e dal personale di cura (incluse nel biglietto d'ingresso, con prenotazione consigliata via email).
Antonello Ferrarini
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