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I dipinti rubati alla Fondazione Magnani Rocca: da sinistra, «Natura morta con ciliegie», 1890 (particolare), di Paul Cezanne; «I pesci» (1917) di Pierre-Auguste Renoir; e «Odalisca sulla terrazza», 1922, di Henri Matisse

Fondazione Magnani Rocca

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I dipinti rubati alla Fondazione Magnani Rocca: da sinistra, «Natura morta con ciliegie», 1890 (particolare), di Paul Cezanne; «I pesci» (1917) di Pierre-Auguste Renoir; e «Odalisca sulla terrazza», 1922, di Henri Matisse

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L'Art Loss Register sul furto alla Magnani Rocca: «I ladri difficilmente potranno trarre beneficio dai dipinti rubati»

James Ratcliffe, consulente legale e direttore del Reparto recuperi presso il database, sottolinea come, a differenza dei gioielli sottratti a Parigi, che conservano il loro valore in oro e pietre preziose, i quadri rubati hanno valore solo se conservati intatti come opere d’arte. E venderli sul mercato legale è ormai quasi impossibile

Fondato nel 1990, l'Art Loss Register (Alr) gestisce il più grande database al mondo di opere d'arte, oggetti d'antiquariato e da collezione perduti, rubati e saccheggiati.  È un archivio e un «faro», un punto di riferimento per il mercato internazionale dell'arte volto a scoraggiare i furti e ad aiutare nel recupero delle opere scomparse.

All‘indomani della notizia del furto milionario delle opere di Renoir, Matisse e Cezanne avvenuto nella Fondazione Magnani Rocca a Mamiano di Traversetolo (Parma) e dell‘avvio delle indagini dei Carabinieri Tpc, James Ratcliffe, consulente legale e direttore del Reparto recuperi presso The Art Loss Register ha così commentato la vicenda, accennando alle implicazioni per il mercato dell’arte globale e alle difficoltà che i ladri che tentano di trarre profitto dalle opere d’arte rubate devono affrontare: «Nonostante vi sia chi ha tracciato un parallelismo con il recente furto al Louvre, sostiene Radcliffe, il furto alla Fondazione Magnani Rocca dovrebbe essere visto sotto una luce molto diversa. I quadri rubati hanno valore solo se conservati intatti come opere d’arte. Non hanno alcun valore finanziario se distrutti, a differenza dei gioielli rubati a Parigi, che conservano il loro valore in oro e pietre preziose. Ciò significa che se i ladri desiderano trarre un  qualche beneficio finanziario da questo furto, dovranno vendere i dipinti come opere d'arte, o forse cercare di ricattare la compagnia assicurativa,  se i dipinti erano assicurati, per riaverli. 

Vendere opere d'arte rubate del valore di milioni sul mercato legale è ormai quasi impossibile grazie al lavoro dell'Art Loss Register (Alr) e alla scrupolosa due diligence svolta dai nostri 160 clienti delle case d'asta, nonché dai numerosi mercanti d'arte e dalle fiere d'arte con cui collaboriamo. Abbiamo già registrato le opere d’arte rubate durante la rapina nel nostro database globale. Ciò significa che i ladri probabilmente scopriranno che, sebbene abbiano messo le mani su quadri del valore di milioni, difficilmente trarranno alcun beneficio dal furto».


 

Redazione, 30 marzo 2026 | © Riproduzione riservata

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