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Laurent Le Bon

© Centre Pompidou/H. Véronèse

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Laurent Le Bon

© Centre Pompidou/H. Véronèse

A Parigi due riconferme: Laurent Le Bon al Centre Pompidou e Alexander Neef all’Opéra

La decisione è stata comunicata dalla ministra della Cultura Catherine Pégard nel corso della riunione del Consiglio dei Ministri il 22 luglio

Non solo nuovi incarichi e dimissioni: a Parigi sono state annunciate due riconferme. Nel corso della riunione del Consiglio dei Ministri del 22 luglio, la ministra della Cultura, Catherine Pégard, ha annunciato che, «il Presidente della Repubblica ha deciso di riconfermare il signor Alexander Neef direttore generale dell’Opéra di Parigi per un secondo mandato che durerà fino al 2032», come riportato dal quotidiano «Le Figaro». Il lavoro svolto da Neef, in carica dal 2020, è stato apprezzato per la su «rigorosa gestione dei costi», lo «sviluppo dinamico delle risorse interne» e le sue riforme «nei settori della diversità, dell’inclusione e delle pari opportunità». 

Simile il caso di Laurent Le Bon, presidente del Centre Pompidou dal 2021. Lo storico dell’arte francese guiderà l’istituzione, chiusa per i prossimi cinque anni a causa di lavori di ristrutturazione (per 463 milioni di euro, di cui 283 stanziati dal Governo), fino al 2031.

Entrambi i direttori stanno affrontando un periodo di riqualificazione delle proprie strutture e la sfida principale sarà reinventarsi mentre i cantieri sono attivi. Dal canto suo, Laurent Le Bon, vuole dimostrare che il museo continuerà a esistere e a far parlare di sé, anche grazie a un vasto programma di mostre e festival, dal nome «Constellation», che permetterà alla collezione di continuare a essere esposta. Nella prima parte del 2026, infatti, sono state annunciate una partnership pluriennale con l’M+ di Hong Kong e una collaborazione quinquennale con Chanel. A novembre, invece, inaugurerà a Bruxelles il Kanal-Centre Pompidou, una succursale alla stregua del Centre Pompidou-Metz.

Alexander Neef, dall’altro lato, ha pianificato la chiusura graduale dell’Opéra Garnier e dell’Opéra Bastille, così da mantenere attiva la programmazione. Tuttavia, la scoperta di una quantità di piombo superiore al previsto prolungherà i lavori del Garnier fino a cinque anni, con possibili ritardi anche per la Bastille. Il costo stimato è di 450,8 milioni di euro, finanziato in parte dallo Stato e per il resto dalla compagnia e da donazioni private.

Redazione, 23 luglio 2026 | © Riproduzione riservata

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