Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Alessia De Michelis
Leggi i suoi articoliLa lunga storia dei contenziosi sul copyright che accompagna la pratica appropriazionista di Jeff Koons si arricchisce di un nuovo capitolo. La Corte d’Appello federale del Secondo Circuito di New York ha infatti confermato il rigetto della causa intentata da Michael A. Hayden, stabilendo che la richiesta di risarcimento è stata presentata oltre i termini previsti dalla legge, come già dichiarato dal giudice Timothy M. Reif il 25 febbraio 2025.
Il procedimento riguardava una scultura in polistirolo raffigurante un serpente arrotolato, realizzata da Hayden per Ilona Staller, in arte Cicciolina, allora collaboratrice e successivamente moglie di Koons. L’opera compare in una fotografia della celebre serie «Made in Heaven» (1989), progetto che comprendeva anche dipinti a olio e un billboard, divenuto uno dei cicli più discussi e iconici della produzione dell’artista.
Hayden ha registrato il copyright della scultura soltanto nel 2019, sostenendo di aver scoperto solo allora l’utilizzo dell’opera, e ha avviato l’azione legale nel 2021. I giudici hanno però ritenuto che avrebbe potuto accorgersi della presunta violazione molto prima, considerando l’ampia copertura mediatica che «Made in Heaven» ricevette all’epoca, in particolare sulla stampa italiana, e il fatto che Hayden vivesse da tempo in Italia.
Nelle motivazioni della sentenza depositata il 21 luglio, il giudice Denny Chin ha precisato che la decisione non equivale a stabilire l’assenza di una violazione del copyright, ma riguarda esclusivamente la decadenza dei termini. «La regola della scoperta non consente ai ricorrenti di ignorare un’estesa copertura mediatica internazionale e citare in giudizio trent’anni dopo», ha scritto.
Respinte anche le argomentazioni fondate sul «Digital Millennium Copyright Act», secondo cui le immagini della serie pubblicate più recentemente sul sito di Koons avrebbero dato origine a una nuova violazione.
Alessia De Michelis
Leggi i suoi articoliAltri articoli dell'autore
Grazie a una donazione del milionario e imprenditore Jensen Huang e della moglie, dal 2027 l’università californiana gestirà il nuovo istituto «per coltivare la prossima generazione di creatori e contribuire a far sì che San Francisco rimanga uno dei principali centri mondiali di creatività, innovazione e cultura»
Convocata dalla Commissione di vigilanza della Camera, la seduta ha sottoposto a un serrato interrogatorio Anthea Hartig, direttrice del National Museum of American History, accusato dall’amministrazione Trump di promuovere una narrazione «antiamericana»
«L’acrobata con il violino» è stato donato dal servizio doganale della Franca Contea, che nel 2006 l’aveva confiscato perché destinato all’esportazione senza la documentazione necessaria ad autorizzarne l’uscita dal territorio francese
Il progetto di riallestimento, firmato dall’architetta Teresa Nunes da Ponte e concluso in un anno e mezzo con un investimento di circa 8 milioni di euro, punta a recuperare lo spirito originario del museo, riaperto al pubblico dal 18 luglio



