Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Gaspare Melchiorri
Leggi i suoi articoliLa polizia del Queensland, in Australia, ha arrestato un uomo con l’accusa di aver rubato una serie di manufatti egizi dall’Abbey Museum of Art and Archaeology di Caboolture, un museo alla periferia di Brisbane. Secondo quanto riportato dai media locali, l’uomo, un senza fissa dimora di 52 anni, è stato arrestato il 14 febbraio a Russell Island, nella baia di Moreton, dopo che la polizia ha scoperto parte del bottino rubato in un camper parcheggiato presso un terminal di traghetti.
Gli inquirenti hanno dichiarato che inizialmente si pensava che il furto fosse opera della criminalità organizzata, ma si è giunti rapidamente alla conclusione che si trattasse di un’azione «piuttosto dilettantesca».
La polizia ha restituito la maggior parte dei reperti all’Abbey Museum of Art and Archaeology di Caboolture. Le autorità hanno affermato che il 13 febbraio l’uomo è entrato attraverso una finestra rotta che dava sulle sale dedicate all’antico Egitto, in quello che gli investigatori hanno descritto come un’audace effrazione.
Tra gli oggetti rubati figuravano una statuetta egizia in legno dipinto raffigurante un gatto della XXVI dinastia, una collana risalente a 3.300 anni fa e una maschera funeraria autenticata dal British Museum. Altri oggetti, tra cui un anello e un ushabti (statuetta funeraria), sono stati danneggiati durante l’effrazione.
La direttrice del museo Nina Pye ha ringraziato le forze dell’ordine. «Siamo davvero grati alla polizia del Queensland per la rapidità con cui ha agito e per la diligenza dimostrata», ha detto. La maschera funeraria è stata ritrovata successivamente all’interno del camper, avvolta in una bandiera venezuelana. La collana e la maschera sembrano aver subito solo danni lievi.
Altri articoli dell'autore
Un «metal detectorist» ha rinvenuto due anni fa presso un villaggio del Kent un piccolo stampo in lega di rame del VI-VII secolo che rivela la presenza in zona in quell’epoca di manifatture specializzate. La produzione del coevo celebre manufatto scoperto nel 1939 potrebbe quindi essere inglese, non necessariamente scandinava
L’intervento, durato circa un anno e mezzo e finanziato con fondi del Pnrr, ha richiesto un investimento di circa 2 milioni di euro. Sono stati stanziati ulteriori 8 milioni di euro per il recupero del campanile e per la valorizzazione dell’area archeologica occidentale
Già lo scorso novembre, grazie alla rapidità di esecuzione dei lavori, l’antico monumento aveva offerto per qualche giorno ai turisti una veduta del pieno recupero, ormai permanente, di uno dei suoi lati più celebri
Il progetto concepito per il centro di Aarschot prende avvio da una serie di workshop collettivi ad Hasselt. Vi ha partecipato anche uno studio di architetti con sedi a Treviso e a Londra (C+S Architects), che nel caso specifico ha lavorato per sottrazione, allo scopo di ricavare più spazio pubblico



