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Alcuni dei graffiti preistorici scoperti nel Sinai meridionale

Foto: Ministero Egizio del Turismo e delle Antichità

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Alcuni dei graffiti preistorici scoperti nel Sinai meridionale

Foto: Ministero Egizio del Turismo e delle Antichità

Arte rupestre in Egitto: scoperti graffiti preistorici di quasi 10mila anni fa

Il rinvenimento è stato effettuato nel Sinai meridionale, sull'altopiano di Umm Arak. I ricercatori ritengono che il sito sia stato utilizzato come punto di osservazione e luogo di riposo in epoche molto diverse; il tutto si traduce in un’impressionante sedimentazione e stratificazione storica

Gaspare Melchiorri

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In Egitto un’équipe di archeologi che scava nel Sinai meridionale ha individuato un grande riparo roccioso in arenaria sull’altopiano di Umm Arak che reca tracce di attività umana risalenti a quasi 10mila anni fa. Il sito si trova a circa 5 chilometri a nord-est del Tempio di Serabit el-Khadim, vicino ad antichi luoghi di estrazione di rame e turchese. Una missione del Consiglio Supremo delle Antichità ha individuato e documentato il riparo nel corso di una ricerca regionale.

Il riparo si estende per oltre 100 metri lungo il bordo orientale dell’altopiano. La sua profondità varia da 2 a 3 metri. L’altezza del soffitto si assottiglia progressivamente: da circa 1,5 metri vicino all’ingresso a circa mezzo metro più all’interno. Dalla sua posizione privilegiata, l’altopiano domina un’ampia pianura che si estende a nord verso l’altopiano di Tih. I ricercatori ritengono che il sito sia stato utilizzato come punto di osservazione e luogo di riposo in epoche diverse. Questo si traduce in un’impressionante sedimentazione e stratificazione storica.

I graffiti più antichi appaiono vicino all’ingresso e sono datati a un periodo compreso tra il 10.000 e il 5.500 a.C., in base allo stile e alla tecnica. Gli artisti hanno dipinto molte di queste scene sul soffitto con pigmento rosso, raffigurandovi animali comuni nella regione in epoca preistorica. Una di esse raffigura un cacciatore che tira con l’arco a uno stambecco, con alcuni cani da caccia al suo fianco. La composizione riflette la vita quotidiana e le pratiche di sussistenza delle prime comunità del Sinai.

Alcune immagini posteriori introducono nuovi temi. Vi sono ad esempio incisioni che raffigurano cammelli e cavalli cavalcati da figure armate. Numerose iscrizioni appartengono ai Nabatei (IV-II secolo a.C.), il popolo che aveva per capitale Petra, in Giordania. Altre iscrizioni e disegni risalgono dalla tarda antichità al periodo medievale, approssimativamente tra il VI e il XV secolo d.C. Segni geometrici, tra cui forme a X, quadrati, ovali e mezzelune, compaiono in tutto il rifugio, creati con strumenti e metodi diversi.

All’interno del rifugio sono stati anche rinvenuti spessi strati di sterco animale, che indicano un utilizzo del luogo come rifugio sia per le persone sia per il bestiame durante i periodi di pioggia e freddo in varie epoche. Gli archeologi hanno anche documentato la presenza di bassi comparti in pietra che costituivano piccole unità abitative. Al centro di questi spazi hanno trovato strati di cenere e materiale bruciato, cioè tracce di focolare. Alcuni reperti ceramici risalgono probabilmente al Medio Regno egizio, mentre altri appartengono al III secolo d.C., sotto il dominio romano.

Gli addetti ai lavori descrivono l’altopiano di Umm Arak come una delle più significative scoperte recenti di arte rupestre nel Sinai. La varietà di tecniche, pigmenti e soggetti costituisce una testimonianza continua che va dai cacciatori preistorici ai viaggiatori medievali. I lavori in corso mirano a sistematizzare la datazione di ciascun gruppo di immagini e a preparare un piano a lungo termine per la documentazione e la protezione del sito.

Gaspare Melchiorri, 17 febbraio 2026 | © Riproduzione riservata

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