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Gaspare Melchiorri
Leggi i suoi articoliIl 24 febbraio, a Gela (Cl), apre le porte ai visitatori il Museo dei Relitti Greci. La struttura, iniziata cinque anni fa e ora completata, sorge nell’area di Bosco Littorio. «Il museo era atteso almeno da venticinque anni e sarà un volano per il turismo e per la valorizzazione di Gela», ha dichiarato l’assessore regionale ai Beni culturali Francesco Scarpinato.
Il museo fa parte di una «rete» che comprende il Parco archeologico di Lipari, il Parco e Museo Archeologico Lilibeo di Marsala e il Museo della Navigazione che sarà aperto a Palermo.
Il reperto centrale del museo sarà la Nave arcaica, datata tra il VI e il V secolo a.C. La scoperta di questa imbarcazione venne effettuata nel 1988 da due subacquei su un fondale argilloso e sabbioso a circa 4 m di profondità, a circa 800 m dalla costa (località Bulala) e a circa 2 km ad est della foce del fiume Gela, anticamente il porto-canale della città. Grazie alle caratteristiche del fondale la nave era molto ben conservata nella sua struttura lignea e conservava un carico vario, coperto da uno strato di pietre utilizzate come zavorra.
Si trattava di una nave da carico di grandi dimensioni (21x6,50 m), esempio unico di nave antica costruita con una tecnica particolare, già citata da Omero nel Secondo libro dell’Iliade: il fasciame della carena era infatti «cucito» con fibre vegetali. La nave è stata recuperata con due campagne di scavo nel 2003 e nel 2008, per ripescare rispettivamente i madieri di prua e la poppa. Dopo il recupero venne restaurata nei laboratori specializzati di Portsmouth in Gran Bretagna e venne riconsegnata nel 2014.
Il Comune di Gela conta molto sul nuovo museo per il rilancio turistico della città, nella prospettiva della costruzione di un tessuto economico non più dipendente dalla sola industria. «È il nostro gioiello, dicono il sindaco Terenziano Di Stefano e l’assessore al turismo Romina Morselli. Con il Museo dei Relitti Greci, Gela entra nel palcoscenico mondiale della cultura, del turismo e dell’archeologia», sottolinea il sindaco.
Un primo passo fu fatto quattro anni fa, con un allestimento effimero della nave e dei reperti recuperati nei fondali, posti in una struttura temporanea, sempre a Bosco Littorio, in occasione della mostra «Ulisse in Sicilia». I visitatori furono oltre 45 mila. Da anni una delle difficoltà principali per i siti archeologici della zona di Gela è quella del personale ridotto all’osso. Fu il compianto archeologo Sebastiano Tusa, scomparso tragicamente nel 2019 in un incidente aereo, a insistere con forza per dare vita al recupero di quello che venne catalogato «Relitto Gela I» e per la realizzazione di un apposito museo.
Mentre la nave arcaica sta per fare il proprio esordio nel museo, sono sottoposti a trattamenti preliminari i resti di un secondo relitto, destinato a futura esposizione.
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