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Fidia Falaschetti - Still 1492 | Never Ending Story

Courtesy of Wannenes

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Fidia Falaschetti - Still 1492 | Never Ending Story

Courtesy of Wannenes

Il totem scomodo di Fidia Falaschetti

In occasione della Art Week torinese, la casa d'aste trasforma la propria sede in un deserto critico dove la scultura dell'artista italo-statunitense interroga il colonialismo e le sue derive moderne

Lavinia Trivulzio

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Prendete il 1492, toglietegli l’oleografia delle caravelle scolastiche e metteteci davanti una parola: still, ancora. Perché cinque secoli dopo, quel processo di assimilazione culturale e sopraffazione non si è mai davvero interrotto; ha solo cambiato abito, travestendosi da consumo di massa, algoritmi e retorica occidentale. A ricordarcelo, nel cuore di una Torino che in questi giorni vive la frenesia della sua Art Week, è Fidia Falaschetti. La sede di Wannenes apre le porte a «STILL 1492 | Never Ending Story», trasformandosi dal 28 ottobre al 1° novembre in una sorta di deserto post-moderno dove la casa d’aste smette i panni di mero intermediario di mercato per farsi galleria d’avanguardia e luogo di dibattito critico.

Al centro della sala si staglia il totem dell’artista marchigiana ormai naturalizzato losangelina. Chi conosce il lavoro di Falaschetti sa bene che dietro le sue superfici sature, le finiture impeccabili e le forme apparentemente giocose si nasconde sempre un tranello. La scultura inganna con la seduzione pop per poi costringere chi guarda a interrogarsi sull'eredità del colonialismo e sul peso della memoria collettiva. È un equilibrio teso, quasi beffardo, tra monumentalità e denuncia. L’opera arriva sotto la Mole dopo il debutto al Fuorisalone milanese, davanti a Brera, e consolida la collaborazione con Angelino Artworks, realtà che fa da cerniera tra altissima perizia tecnica e visione concettuale. A valorizzare l'impatto visivo nello spazio torinese è il progetto curatoriale di Andrea Jacopo Fava, esaltato dai tagli di luce millimetrici firmati da Rimani Lighting, che isolano il totem e ne amplificano la presenza scenica. L’incursione di Falaschetti da Wannenes porta una ventata d'aria tagliente ricordando che l'arte visiva, prima ancora di essere una voce d'asta, ha il compito di disturbare le certezze.

Lavinia Trivulzio, 28 ottobre 2026 | © Riproduzione riservata

Lavinia Trivulzio

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Il totem scomodo di Fidia Falaschetti | Lavinia Trivulzio

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