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Giacinto Di Pietrantonio riunisce gli artisti per Operation Smile: «Prima di tutto, raccogliere fondi»

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Giacinto Di Pietrantonio riunisce gli artisti per Operation Smile: «Prima di tutto, raccogliere fondi»

Gli artisti si uniscono per Operation Smile: il 19 novembre a Milano un'asta (benefica) speciale

Il 19 novembre, a Palazzo Crespi a Milano, Artcurial ospita un'asta benefica a favore di Fondazione Operation Smile Italia ETS, impegnata nell'assistenza a bambini e adulti con labiopalatoschisi e malformazioni cranio-maxillo-facciali. Artisti di generazioni e linguaggi differenti donano le proprie opere per sostenere i programmi medici e chirurgici dell'organizzazione. A coordinare l'iniziativa è Giacinto Di Pietrantonio, insieme a una rete di collezionisti e professionisti del sistema dell'arte, con il sostegno di Allemandi e de «Il Giornale dell'Arte». «L'unica idea curatoriale possibile è quella della solidarietà e dell'amicizia».

Lavinia Trivulzio

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Il valore di un'opera d'arte può essere misurato attraverso un'aggiudicazione, ma anche attraverso ciò che quella vendita rende possibile. È il principio alla base dell'asta benefica che Artcurial ospiterà il 19 novembre 2026 nella propria sede milanese di Palazzo Crespi, in corso Venezia 22, a favore della Fondazione Operation Smile Italia ETS. L'iniziativa riunisce artisti di generazioni e linguaggi differenti, invitati a donare le proprie opere per sostenere programmi di assistenza medica e chirurgica destinati a bambini e adulti con labiopalatoschisi e altre malformazioni cranio-maxillo-facciali.

A coordinare la partecipazione degli artisti è Giacinto Di Pietrantonio, storico dell'arte e curatore, coinvolto in un progetto che mette in relazione professionisti, collezionisti e operatori del settore attorno a una finalità condivisa: trasformare il valore economico delle opere in risorse per garantire cure specialistiche. L'asta nasce dall'iniziativa di Laura Castelli, membro del Consiglio di amministrazione della Fondazione Operation Smile Italia ETS, che ha coinvolto Di Pietrantonio e Luca Zuccala, direttore de «Il Giornale dell'Arte», nella costruzione di una rete di artisti e sostenitori. A questa prima collaborazione si sono progressivamente aggiunti altri protagonisti del sistema dell'arte, tra cui la collezionista Giuliana Setari, contribuendo ad ampliare il numero delle adesioni e delle opere destinate alla vendita.

Il progetto ha il sostegno di Studio Isolabella e Advant Nctm, ai quali si affiancano la Società Editrice Allemandi e «Il Giornale dell'Arte». La particolarità dell'iniziativa risiede anche nella modalità con cui è stata costruita la selezione. Non un percorso espositivo organizzato attorno a un tema o a una precisa ricerca formale, ma una raccolta di opere donate liberamente dagli artisti, chiamati a contribuire secondo le proprie possibilità e sensibilità. «Abbiamo aderito con l'unica idea curatoriale possibile, quella della solidarietà e dell'amicizia», spiega Giacinto Di Pietrantonio. «Gli artisti sono stati lasciati liberi di donare quel che vogliono in base alla propria sensibilità».

Alcuni hanno realizzato opere appositamente per l'occasione, altri hanno selezionato lavori già esistenti. In diversi casi la scelta è stata condivisa con gli organizzatori, mentre altri artisti hanno preferito individuare autonomamente il proprio contributo. Una pluralità di approcci che, secondo il curatore, costituisce uno degli aspetti più significativi dell'operazione. «Lo scopo qui non è quello di mettere in mostra l'idea curatoriale, o l'artista, ma raccogliere fondi». È una dichiarazione che chiarisce la natura dell'iniziativa e, allo stesso tempo, introduce una riflessione sul ruolo della curatela quando l'arte viene chiamata a sostenere una causa sociale. In questo caso, la selezione non risponde alle gerarchie tradizionali di una mostra, né intende costruire un confronto critico predeterminato tra gli artisti partecipanti. La qualità delle opere rimane naturalmente essenziale, ma è la destinazione del loro valore economico a definire il significato complessivo del progetto.

La presenza di artisti storicizzati e contemporanei, appartenenti a generazioni e orientamenti differenti, riflette del resto un metodo che Di Pietrantonio ha sviluppato nel corso della propria attività curatoriale. Il confronto tra linguaggi e poetiche distanti è una costante del suo lavoro, fondata sulla convinzione che l'arte possa essere compresa anche attraverso le relazioni che si stabiliscono tra esperienze apparentemente lontane. Nell'asta di Artcurial questa impostazione assume però una dimensione ulteriore: la solidarietà riguarda certamente i destinatari dell'intervento di Operation Smile, ma coinvolge anche gli stessi artisti, i curatori, i critici e i collezionisti che partecipano alla raccolta.

Di Pietrantonio sottolinea come la disponibilità degli artisti a sostenere iniziative benefiche rappresenti un aspetto importante, benché non sempre sufficientemente riconosciuto, della loro attività. Dietro l'immagine pubblica dell'artista, spesso associata all'affermazione individuale e alla ricerca di visibilità, esiste infatti una dimensione di responsabilità e attenzione verso gli altri. «Tutti abbiamo, o possiamo avere, bisogno dell'aiuto dell'altro: è la condizione umana», osserva il curatore, ricordando che gli artisti rispondono frequentemente con generosità alle iniziative di solidarietà. Il ricavato dell'asta sarà destinato a sostenere Operation Smile, organizzazione internazionale attiva da oltre quarant'anni nell'assistenza alle persone nate con labiopalatoschisi e altre malformazioni cranio-maxillo-facciali. Attraverso programmi medici, chirurgici e formativi, l'organizzazione opera soprattutto nei Paesi a basso e medio reddito, dove l'accesso a interventi specialistici può essere limitato dalla disponibilità di strutture, personale qualificato e risorse economiche.

La labiopalatoschisi è una malformazione congenita che interessa il labbro superiore e, in alcuni casi, il palato. Oltre alle conseguenze estetiche, può comportare difficoltà nell'alimentazione, nella respirazione, nel linguaggio e nello sviluppo, rendendo necessari percorsi di cura multidisciplinari. L'obiettivo di Operation Smile è garantire l'accesso a interventi e assistenza specialistica, contribuendo al miglioramento delle condizioni di salute e della qualità della vita dei pazienti. L'organizzazione è presente anche in Italia attraverso il Centro di Cura e Formazione di Operation Smile a Milano, presso l'ASST Santi Paolo e Carlo, indicato come l'unico polo europeo dell'organizzazione attivo durante tutto l'anno. Il centro svolge attività di assistenza multidisciplinare e formazione specialistica, coinvolgendo professionisti sanitari provenienti anche da Paesi con minori risorse.

La raccolta fondi del 19 novembre si inserisce dunque in una rete internazionale di interventi che associa l'assistenza diretta alla formazione del personale medico. Un aspetto particolarmente importante perché permette di collegare il singolo intervento chirurgico alla costruzione di competenze e servizi sanitari destinati a operare nel tempo. Il riferimento al sorriso, che accompagna la missione di Operation Smile, assume in questo contesto un significato concreto. Riguarda la possibilità di accedere alle cure, ma anche il rapporto tra salute, identità personale e relazioni sociali. Si tratta di temi che attraversano, seppure su un piano completamente diverso, anche la storia dell'arte. La rappresentazione del volto e del corpo, le loro trasformazioni e deformazioni, la ricerca di un'identità attraverso l'immagine sono questioni centrali nella produzione artistica moderna e contemporanea.

Di Pietrantonio riconosce questa possibile relazione, ma sceglie di non trasformarla nel pretesto per un progetto curatoriale. Nel caso dell'asta benefica, la priorità resta l'intervento concreto a favore delle persone che necessitano di cure. La riflessione estetica lascia il posto alla responsabilità condivisa. La vendita milanese rappresenta così un'occasione per osservare come il sistema dell'arte possa attivare le proprie risorse oltre il circuito abituale delle mostre e delle transazioni commerciali. Artisti, galleristi, collezionisti, curatori, case d'asta, professionisti ed editori partecipano a un'iniziativa nella quale le relazioni costruite nel tempo diventano uno strumento operativo di sostegno. Per una casa d'aste, questo significa mettere a disposizione competenze, strutture e capacità di coinvolgere i compratori. Per gli artisti, rinunciare al valore economico di un'opera a favore di un progetto collettivo. Per i collezionisti, trasformare un acquisto in una forma di partecipazione a un'iniziativa di interesse sociale.

L'esito della vendita dipenderà naturalmente dalla risposta del pubblico e dalla capacità delle opere di suscitare interesse. Ma il progetto evidenzia già un aspetto del sistema dell'arte contemporanea che non coincide con le sue dimensioni economiche: la possibilità di mobilitare una comunità professionale attorno a obiettivi condivisi. Nelle parole di Di Pietrantonio, l'iniziativa si fonda su tre elementi: solidarietà, amicizia e partecipazione. E la misura del suo successo sarà soprattutto la quantità di risorse che riuscirà a destinare ai programmi di Operation Smile.

Il 19 novembre, da Artcurial, il mercato dell'arte sarà quindi chiamato a svolgere una funzione diversa da quella abituale. L'aggiudicazione rimarrà il momento decisivo dell'asta, ma il valore della vendita si misurerà anche fuori dalla sala, nelle possibilità di cura che sarà in grado di sostenere.

L'asta benefica a favore di Fondazione Operation Smile Italia ETS si terrà il 19 novembre 2026 presso Artcurial, Palazzo Crespi, corso Venezia 22, Milano. L'iniziativa è sostenuta da Studio Isolabella, Advant Nctm, Società Editrice Allemandi e «Il Giornale dell'Arte».

Lavinia Trivulzio, 20 ottobre 2026 | © Riproduzione riservata

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