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Alessia De Michelis
Leggi i suoi articoliDopo oltre quarant’anni, gli Artillery Sheds di Marfa si preparano a un intervento di restauro destinato a preservare uno dei progetti più significativi di Donald Judd (1928-94). La Chinati Foundation ha già raccolto 9,5 milioni di dollari (oltre 8 milioni di euro) per avviare il progetto, parte della campagna «Art as Intended», dedicata alla conservazione delle infrastrutture storiche, della collezione permanente e dell’esperienza dei visitatori.
All’interno dei due edifici militari, costruiti nel 1939 per il Fort D.A. Russell, Judd installò tra il 1982 e il 1986 cento opere senza titolo in alluminio industriale, concepite in relazione alla luce, all’architettura e al paesaggio del deserto del Chihuahua. Per realizzare il progetto, l’artista sostituì i portoni dei garage con finestre in vetro da lui disegnate e aggiunse coperture curve ispirate alle strutture Quonset, raddoppiando l’altezza esterna degli edifici.
Il restauro prevede il risanamento di tetti, grondaie e facciate, l’installazione di circa 930 metri quadrati di vetro ad alta efficienza energetica, nuovi percorsi e accessi per migliorare l’accessibilità e sistemi di raccolta dell’acqua piovana. L’intervento, progettato da Troy Schaum, mira a preservare l’equilibrio stabilito da Judd tra arte, architettura e natura. Nel 2025 gli Artillery Sheds sono stati inclusi nel National Register of Historic Places come parte del Donald Judd Historic District.
Per la prima volta dalla loro installazione, le cento opere verranno temporaneamente rimosse durante i lavori. La campagna di documentazione e analisi dei materiali, condotta con il Getty Conservation Institute e Lippincott’s, contribuirà a definire nuove strategie per la loro conservazione.
Il 39mo Chinati Weekend, dal 9 all’11 ottobre, sarà una delle ultime occasioni per visitare gli Artillery Sheds prima della chiusura pluriennale. Le altre installazioni della collezione resteranno invece accessibili al pubblico.
Una veduta degli Artillery Sheds che ospitano 100 opere in alluminio di Donald Judd. Foto Alex Marks
Alessia De Michelis
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