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Serena Macchi
Leggi i suoi articoliRiflessi di luci riverberano sull’acqua mentre cala il sole sulla laguna veneziana. Da lontano si intravede un nugolo di barche attratte da immagini in movimento, galleggianti. Ma no, non è il Festival del Cinema di Venezia (iniziato il 27 agosto). A largo di Sacca Fisola, un ormeggio si addentra nelle acque della laguna creando un insediamento anfibio. È la 6° edizione del «Cinema Galleggiante - Acque Sconosciute» (fino al 7 settembre), un appuntamento che da cinque anni riunisce cinema e arti visive, performative e sonore, in un contesto unico, a filo d’acqua. Pensato per anticipare e (in parte) svolgersi insieme a una delle più importanti rassegne del cinema italiano, questa iniziativa offre un programma ibrido che lascia spazio ad autori e autrici internazionali e non. Per circa una quindicina di giorni (dal 22 agosto al 7 settembre), un ricco programma di proiezioni e performance prende forma su un impianto scenico flottante, visibile dalla propria imbarcazione e da una piattaforma galleggiante.
A testimonianza dell’interesse culturale che riveste, diverse istituzioni da anni ormai collaborano e supportano la sua realizzazione. Tra queste, la Pinault Collection (2020-2025), la Fondazione In Between Art Film (2021-2025) o la Peggy Guggenheim (2022-2025). Tra le più recenti, il Centre d’Art Contemporain Genève (2025) e l’Espace Louis Vuitton a Venezia (2025) che da quest'anno contribuiscono alla riuscita del progetto. Catalizzatore di sperimentazioni legate al visivo e al sonoro, in questo spazio si intrecciano in maniera multiforme tecniche appartenenti al pre-cinema (come il teatro d’ombre e la lanterna magica, difficilmente riproposti nei cinema d'essai italiani), film muti con sonorizzazione live, pellicole ma anche nuovi media. In questo modo, corti di autori emergenti, inediti del cinema indipendente e vere e proprie opere d’arte visuale si accostano nella rassegna a classici che hanno fatto storia, alternandosi a performance musicali.
Così sullo schermo possiamo trovare «Naked Blue» (2022), di Mati Diop (regista nota per «Dahomey» 2024, poetico film sulla restituzione dei bronzetti Benin da parte della Francia) che filma, con Manon Lutanie, una giovane danzatrice in un racconto della transizione verso l’adolescenza attraverso il corpo in movimento (protagonista, la figlia di Louis Garrel). Oppure il corto «La Gola» (2024) dell’artista Diego Macron, selezionato dal Centre d'Art Contemporain Genève, che presenta un intimo melodramma epistolare sull’incomunicabilità tra due persone immerse l’una nell’esperienza del piacere e l’altra del dolore (visibile nella serata di sabato 30 agosto).
Nell’anno del suo Leone d’oro alla carriera, troviamo un omaggio a Werner Herzog attraverso la proiezione di «La Soufrière» (1977): una delle sue imprese più temerarie, nata nel tentativo di documentare un'imminente eruzione vulcanica sull’isola di Guadalupa (Antille). Ma anche grandi capolavori come «Nosferatu» (1922), di Friedrich Wilhelm Murnau, presentato nella versione a colori restaurata dalla Cineteca di Bologna. Grande attesa di questa edizione, questo classico del cinema muto sarà accompagnato dalla sonorizzazione dal vivo della musicista Valeria Sturba, in una sperimentazione ibrida tra voce, violino, theremin, elettronica e giocattoli.
Oltre alla densissima rassegna, impossibile da esaurire in questo articolo, ogni serata si apre con il film «Lemon» (1969), di Hollis Frampton, un corto sperimentale in cui le variazioni di luce svelano la forma di un limone in maniera simile alle fasi lunari. Mentre come sigla di chiusura di ogni serata, viene trasmessa una raccolta di ninne nanne veneziane registrate e interpretate tra gli anni Sessanta e gli anni Ottanta da Luisa Ronchini (presentate in collaborazione con la Società di Mutuo Soccorso Ernesto de Martino). A chiudere la sesta edizione nell’ultimo sabato della rassegna, dopo «Nosferatu», sono le sonorità riflessive ed eteree del compositore e producer veneziano Gigi Masin, che omaggia la laguna attraverso un live set che guida dal tramonto alla notte.
Infine, come ogni anno, domenica 7 settembre è previsto, sulla piattaforma del pubblico, un pomeriggio di live-set, performance e concerti a cura della label Cosmogram, in cui si alternano gli interventi musicali di Simone Carraro, Matteo Nasini, Fabio Pedroli, Sofia Pozdniakova, Gabriele Tai, Valeria Sturba, Emanuele Wiltsch Barberio. In un spazio ibrido, tra acqua e aria, in cui le arti si incontrano in una commistione unica, il «Cinema Galleggiante» continua ad essere un catalizzatore di idee e nuovi talenti. Non a caso nelle sue edizioni precedenti, ha riunito più di 80 istituzioni, tra associazioni, musei e festival locali e internazionali, presentando oltre 250 proiezioni tra lungometraggi e cortometraggi, 50 performance musicali e teatrali e 300 autrici e autori.
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