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Pier Jacopo Alari Bonacolsi, l’Antico, «Ninfa seduta», 1503 ca

Foto Ministero per il Digitale, la Cultura, i Media e lo Sport britannico

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Pier Jacopo Alari Bonacolsi, l’Antico, «Ninfa seduta», 1503 ca

Foto Ministero per il Digitale, la Cultura, i Media e lo Sport britannico

Nel Regno Unito si cercano 4,77 milioni di sterline per trattenere un’opera dell’Antico, lo scultore italiano legato ai Gonzaga

È sua la «Ninfa seduta» che il Governo britannico sta tentando di acquistare, emanando un divieto temporaneo di esportazione per concedere a musei e istituzioni statali il tempo necessario (entro il 17 dicembre) per raccogliere i fondi 

Cecilia Paccagnella

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A cavallo tra Quattro e Cinquecento lavorava per la corte dei Gonzaga, a Mantova, Pier Jacopo Alari Bonacolsi (1460 ca-1528), scultore specializzato nella creazione di piccole statue in bronzo, spesso impreziosite da dorature a fuoco e dettagli cesellati. Le sue specialità erano però le repliche di classici come l’Apollo del Belvedere, il Laocoonte o le teste imperiali, motivo per cui divenne noto come l’Antico.

È sua la «Ninfa seduta» che il Governo del Regno Unito sta tentando di trattenere, emanando un divieto temporaneo di esportazione per concedere a musei e istituzioni statali il tempo necessario (entro il 17 dicembre) per raccogliere fondi e acquistarla. Il valore? 4,77 milioni di sterline (Iva inclusa, che equivale a 5,56 milioni di euro). «Spero vivamente che questo divieto di esportazione possa contribuire a mantenere questa squisita statua nel paese, affinché anche il pubblico possa ammirarne la bellezza», ha dichiarato la ministra delle Arti, Ruth Mackenzie.

Fu verosimilmente per lo studiolo di Isabella d’Este, per la quale iniziò a lavorare nel 1490, che l’Antico realizzò la «Ninfa» verso il 1503, acquistata in seguito da re Carlo I d’Inghilterra tra il 1627 e il 1628 assieme a gran parte della famosa raccolta d’arte dei Gonzaga. Entrò poi nelle collezioni dei Duchi di Bedford, Londra e Woburn Abbey prima del 1861, dove rimase fino al 2009, quando gli eredi decisero di metterla all’asta tramite Sotheby’s Londra. Entrò quindi nelle mani del mercante Alan Hobart, dell’allora Pyms Gallery, ma è un passaggio di proprietà recente, dalla commerciante Patricia Wengraf a un anonimo compratore, che ne attesta il valore che il Governo britannico sta cercando di mettere insieme. 

«Questa statuetta è piccola (19.5 cm, Ndr) ma di grande impatto, afferma ancora la Ministra. La cura dei dettagli e la raffinatezza la rendono un pezzo eccezionale». È merito del Comitato di revisione sull’esportazione di opere d’arte se la questione è stata sollevata, perché ritiene possa rispondere al secondo e terzo criterio di Waverley, ovvero i parametri secondo cui si valuta se un bene culturale sia o meno un tesoro nazionale (il secondo pone la domanda «Ha un’importanza estetica eccezionale?», mentre il terzo «Riveste forse un’importanza eccezionale per lo studio di una particolare branca dell’arte, della cultura o della storia?»). Per Stuart Lochhead, membro del Comitato, «Pier Jacopo Alari Bonacolsi, detto l’Antico, ha legato per sempre la propria fama alla sua abilità nell’imitare l’antichità classica. Ha sviluppato una tecnica estremamente sofisticata per la realizzazione di statuette in bronzo dalle finiture sontuose, diventando uno degli artisti di spicco alla corte di Mantova. La “Ninfa seduta” è una delle sue creazioni più belle, impreziosita da capelli e drappeggi dorati, oltre che da occhi intarsiati in argento. È stata riscoperta nella collezione di sculture di Woburn Abbey. L’esportazione di questa squisita scultura dal Regno Unito rappresenterebbe una grave perdita, privando il pubblico dell’opera di uno scultore eccezionalmente raro e immensamente ammirato».

Cecilia Paccagnella, 22 settembre 2026 | © Riproduzione riservata

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