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Alessia De Michelis
Leggi i suoi articoliEntro il 25 dicembre il Rike Concert Hall di Tbilisi sarà demolito. La decisione, approvata dalle autorità georgiane, mette la parola fine alla vicenda di una delle opere più controverse dello Studio Fuksas e di un edificio che, a meno di quindici anni dal completamento, non è mai entrato in funzione.
I due volumi cilindrici in acciaio e vetro progettati da Massimiliano e Doriana Fuksas, affacciati sul fiume Kura nel Rike Park, erano stati concepiti come sala da concerto e centro espositivo all’interno del programma di rinnovamento urbano promosso dall’allora presidente georgiano Mikheil Saakashvili. Costato circa 40 milioni di euro, il complesso avrebbe dovuto incarnare l’immagine di una Georgia proiettata verso l’Europa dopo la Rivoluzione delle Rose nel novembre 2003.
Completato nel 2012, il centro culturale non fu però mai inaugurato. La sconfitta elettorale di Saakashvili e l’arrivo al governo del partito Sogno Georgiano determinarono l’interruzione del progetto politico di cui l’edificio era diventato il simbolo. Rimasto incompiuto negli interni, il complesso è stato successivamente venduto, messo all’asta e destinato a diversi progetti di riuso, nessuno dei quali è mai andato in porto.
La prospettiva della demolizione, già emersa nei mesi scorsi e accelerata dopo la morte accidentale di un adolescente all’interno dell’area abbandonata nel 2025, ha riacceso il dibattito sul valore dell’opera. L’attuale proprietario intende realizzare un hotel, mentre Massimiliano Fuksas ha definito la demolizione una «follia», ricordando di aver proposto alle autorità georgiane possibili destinazioni alternative senza ricevere risposta.
Per i sostenitori del progetto, la scomparsa del Rike Concert Hall rappresenta il tentativo di cancellare uno dei simboli architettonici della stagione riformista di Saakashvili, oggi in carcere.
Alessia De Michelis
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