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Visita del presidente Salvador Allende il 20 agosto 1972 davanti al murale «Principio y fin»

Domingo Sierra (Unità del patrimonio comunale di Chillán)

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Visita del presidente Salvador Allende il 20 agosto 1972 davanti al murale «Principio y fin»

Domingo Sierra (Unità del patrimonio comunale di Chillán)

Il murale di Julio Escámez, censurato dalla dittatura cilena, riemerge dopo decenni sotto dodici strati di intonaco

Si pensava fosse andato perduto, ma in realtà era solo stato ricoperto e nascosto. Dichiarato Monumento storico nazionale dal Consejo de Monumentos Nacionales nel 2024, è ora oggetto di restauro

Alessia De Michelis

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L’11 settembre 1973 è ricordato in Cile come il giorno in cui le forze armate compirono un Colpo di Stato, bombardando il palazzo presidenziale de La Moneda, a Santiago del Cile, e portando al suicidio di Salvador Allende, che tre anni prima vinse le elezioni come leader della coalizione di sinistra Unidad Popular. Fu il primo presidente marxista del Paese, ma il suo governo durò solo tre anni. Al suo posto, si instaurò il generale Augusto Pinochet, che fino all’11 marzo 1990 guidò la Nazione sotto un regime autoritario e dittatoriale. Lo stesso regime che, quando entrò nel Municipio di Chillán, fece rimuovere il murale di Julio Escámez (1925-2015).

L’opera, approvata all’unanimità dal consiglio comunale che allora faceva capo al sindaco Eduardo Contreras Mella, fu inaugurata il 20 agosto 1972 dal successore Ricardo Lagos Reyes. Intitolato «Principio y fin» (Inizio e fine), il murale rappresentava un’allegoria delle tensioni sociali allora percepibili e ritraeva la vita di operai e contadini.

Per decenni si pensò che l’opera fosse andata perduta, fino a quando, nel 2021, alcuni scavi esplorativi condotti dall’architetto Carlos Inostroza sull’edificio ne confermarono la presenza sotto dodici strati di intonaco. Solo nel 2024, però, venne riconosciuto il valore di quel lavoro, dichiarato unanimemente Monumento storico nazionale dal Consejo de Monumentos Nacionales. Tale status ha permesso di fare ricorso alle tutele legali riservate a questo genere di beni culturali e di commissionare a un team specializzato il recupero e il restauro del murale.

Come riportato dal periodico locale «Elciudadano», Karin Cárdenas, direttrice dell’Unità per il Patrimonio Comunale, ha dichiarato: «Avere un team permanente rappresenta un passo avanti fondamentale per compiere progressi concreti nel restauro».

Il cantiere che renderà di nuovo leggibile e fruibile l’opera vittima di censura dovrebbe concludersi entro la fine dell’anno.

Alessia De Michelis, 20 luglio 2026 | © Riproduzione riservata

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Il murale di Julio Escámez, censurato dalla dittatura cilena, riemerge dopo decenni sotto dodici strati di intonaco | Alessia De Michelis

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