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Il progetto di recupero del raro busto reliquiario in cuoio modellato, che sarà restaurato entro il 2028, ha vinto il Premio Friends of Florence Salone dell’Arte e del Restauro di Firenze 2026

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Il progetto di recupero del raro busto reliquiario in cuoio modellato, che sarà restaurato entro il 2028, ha vinto il Premio Friends of Florence Salone dell’Arte e del Restauro di Firenze 2026

Il Premio Friends of Florence Salone dell’Arte e del Restauro assegnato alla restauratrice Lucia Dori

Il progetto presentato riguarda il recupero di un raro busto reliquiario del 1340 ca, realizzato in cuoio modellato, di una compagna di Sant’Orsola, opera danneggiata dall’alluvione del 4 novembre del 1966

Gaspare Melchiorri

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Il Premio Friends of Florence Salone dell’Arte e del Restauro di Firenze 2026 è stato consegnato al progetto presentato dalla restauratrice Lucia Dori de L’Officina di Restauro relativo al «Busto reliquiario di una compagna di Sant’Orsola», risalente al 1340 ca e proveniente dalla Chiesa dei Santi Simone e Giuda. Il bando, promosso da Friends of Florence in collaborazione con la segreteria organizzativa del Salone dell’Arte e del Restauro di Firenze, è stato lanciato nel dicembre del 2025 e si è chiuso il 4 marzo di quest’anno.

L’iniziativa, giunta alla sua VIII edizione, è nata nel 2012 per sostenere, con un’erogazione di 20mila euro Iva compresa, interventi di restauro, tutela e conservazione di beni culturali ubicati nella città di Firenze, promossi e curati da ditte specializzate. Ciascun restauratore ha avuto la possibilità di candidare fino a due progetti di restauro.

Nel 2026 ricorre il 60mo anniversario dell’alluvione del 1966; per questo motivo quest’anno il Premio è stato dedicato alla presentazione di progetti di restauro su opere d’arte fiorentine o già presenti a Firenze da altri luoghi che fossero danneggiate da calamità naturali (come alluvioni o terremoti) o eventi tragici per mano dell’uomo (come guerre, attentati o disastri).

Alla premiazione hanno partecipato, oltre a Simonetta Brandolini d’Adda, presidentessa di Friends of Florence e Elena Amodei, direttrice del Salone dell’Arte e del Restauro di Firenze, anche i membri della giuria Cristina Acidini, Andrea Camilli, Emanuela Daffra, Claudio Paolini e Magnolia Scudieri. «Il premio conferma la proficua collaborazione con il Salone dell’Arte e del Restauro di Firenze e il nostro impegno nella salvaguardia del patrimonio storico artistico della città, ha dichiarato la presidentessa Simonetta Brandolini d’Adda. I progetti che sono arrivati confermano il grande interesse da parte dei restauratori per il nostro premio e l’attenzione che gli Enti proprietari e l’ufficio di tutela rappresentato dalla locale Soprintendenza danno all’iniziativa. Ringrazio tutti i restauratori che hanno partecipato e tutti gli enti che hanno reso possibile ciascuna delle candidature che sono arrivate. Un grazie da parte di Friends of Florence va anche a Elena Amodei e ai membri del Comitato Scientifico del Salone: Cristina Acidini, Claudio Paolini, Magnolia Scudieri Emanuela Daffra e Andrea Camilli».

Come si legge nella motivazione stilata dalla Commissione giudicatrice, l’opera, ubicata nella Chiesa dei Santi Simone e Giuda, raffigura il busto reliquiario di una compagna di Sant’Orsola. L’opera, danneggiata dall’alluvione del 4 novembre del 1966, ancor prima di quella data giaceva apparentemente dimenticata, mortificata da vari danni e da una ridipintura grigiastra che tuttavia lasciava intuire la potente e arcaica bellezza della figura. Collocata nella chiesa al tempo in cui questa era sotto il patronato dei monaci neri della Badia Fiorentina, l’opera testimonia di un culto diffuso nella Firenze del Trecento, ben attestato da alcuni reliquiari avvicinabili al nostro e, tuttavia, si distingue come di assoluta rarità per essere stata realizzata in cuoio modellato, secondo una tecnica scarsamente documentata da testimonianze materiali. Le prime indagini condotte al fine di predisporre il progetto di restauro hanno evidenziato buone possibilità di recuperare con l’intervento la doratura e la policromia oggi occultate dalla pesante ridipintura, rendendolo più che auspicabile, oltre che necessario.

Il progetto appare redatto con professionalità, al pari di quanto la commissione può dire per la maggior parte delle proposte presentate, a documentare sia la qualità della formazione dei restauratori concorrenti sia la loro approfondita conoscenza del patrimonio fiorentino. La relazione che lo accompagna è chiaramente argomentata e rispondente per quanto riguarda materiali impiegati e tecniche di intervento, offrendo ampie garanzie per un eccellente risultato sia dal punto di vista strettamente conservativo sia da quello estetico.

Con la proclamazione del vincitore, Friends of Florence darà il via ai lavori di restauro che dovranno necessariamente terminare entro il 2028, in occasione della prossima edizione del Salone dell’Arte e del Restauro di Firenze.

Il momento della consegna del premio alla restauratrice Lucia Dori, vincitrice della VIII edizione del Premio Friends of Florence Salone dell'Arte e del Restauro di Firenze. Da sinistra: Claudio Paolini, Simonetta Brandolini d'Adda, Lucia Dori, Cristina Acidini

Gaspare Melchiorri, 29 aprile 2026 | © Riproduzione riservata

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