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Veduta aerea degli scavi di Monte Pruno a Roscigno

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Veduta aerea degli scavi di Monte Pruno a Roscigno

In Campania è partita una nuova campagna di scavi nel sito di Monte Pruno a Roscigno

La storia dell’attività archeologica in questo centro del Salernitano inizia a partire dagli anni Venti del XX secolo. Nel 1938 vi fu ritrovata una tomba principesca, con un ricco corredo sepolcrale, ora al Museo archeologico provinciale di Salerno

Gaspare Melchiorri

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Sono ufficialmente riprese (sono in programma dall’8 giugno al 12 luglio) le attività di ricerca archeologica presso il sito di Monte Pruno nel comune di Roscigno (Sa). Il sito, frequentato a partire dal VII secolo a.C., si trova in un punto strategico fra il Vallo di Diano e la piana che conduceva verso la città greca di Poseidonia-Paestum. Il momento di massimo splendore coincide con il periodo lucano, quando venne costruita un’imponente cinta di fortificazioni.

La storia dell’attività archeologica su questo luogo montuoso (il pianoro in cima al monte arriva fino a un’altitudine di 876 m. s.l.m.) inizia a partire dagli anni Venti del XX secolo, quando vennero rinvenuti dei frammenti di ambra databili fra il VI e il V secolo a.C. In una campagna di scavi archeologici condotta nel 1938 fu poi ritrovata una tomba principesca, con un ricco corredo sepolcrale, attualmente conservato nel Museo archeologico provinciale di Salerno, comprendente piccoli oggetti in oro e argento, vasi a figure rosse e oggetti in bronzo di influenza etrusca. A partire dagli anni 1980, infine, è stato avviato un programma di studio e di ricerca da parte dell’Università di Napoli: sono state individuate tombe datate alla metà del VI secolo a.C. e una seconda ricca tomba degli inizi del V secolo a.C.

Le attuali attività di ricerca, realizzate nella cornice istituzionale di una concessione di scavo tra il Ministero della Cultura e il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Universita degli Studi di Napoli Federico II, fanno parte del programma di indagine finalizzato ad approfondire la conoscenza dell’antico insediamento, della sua organizzazione urbanistica e delle trasformazioni che ne hanno caratterizzato lo sviluppo nel corso dei secoli.

A prendere parte alle attività sul campo sarà un’équipe composta da dottorandi, studenti e studentesse del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, a conferma del ruolo dello scavo quale luogo privilegiato di formazione e di alta qualificazione scientifica per le nuove generazioni di ricercatori. La direzione scientifica sarà affidata alla professoressa Bianca Ferrara, alla quale l’Amministrazione comunale ha rivolto un sentito ringraziamento per l’impegno scientifico, culturale e umano dedicato al sito archeologico e alla comunità di Roscigno.

Particolare rilievo assume anche la collaborazione con il Cnr di Lecce, che realizzerà una campagna di prospezioni geofisiche nell’ambito del progetto internazionale «Roscigno-Monte Pruno (Sa): Geophysical Analysis and Remote Sensing for Future Research».

Il progetto nasce grazie alla collaborazione tra istituzioni, enti territoriali e realtà locali, in particolare la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Salerno e Avellino, il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, il Comune di Roscigno, la Banca Monte Pruno, la Comunità Montana.

Gaspare Melchiorri, 11 giugno 2026 | © Riproduzione riservata

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