Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Gaspare Melchiorri
Leggi i suoi articoliARTICOLI CORRELATI
L’8 giugno il ministro della Cultura libanese Ghassan Salamé ha lanciato un appello affinché vengano risparmiate le rovine di Tiro, dichiarate Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. «Si eviti di prendere di mira i siti archeologici del Paese (..) in particolare le rovine di Tiro che fanno parte del Patrimonio comune dell’Umanità», ha dichiarato Salamé all’Agence France Presse (Afp). Tiro, situata nel Sud del Libano a una novantina di chilometri da Beirut e a una ventina dal confine con Israele, è una delle città fenicie più antiche del mondo mediterraneo. Celebre per la sua fondazione nel III millennio a.C., fu una potenza marittima e madrepatria di Cartagine.
L’esortazione giunge il giorno dopo una serie di bombardamenti israeliani che hanno causato «i danni più gravi al sito dall'inizio della guerra», ha dichiarato Ali Badaoui, direttore dei siti archeologici nel Sud del Libano. Tiro è bersaglio di una campagna di attacchi israeliani dall’inizio della guerra con Hezbollah, il 2 marzo. L’esercito israeliano aveva emesso un nuovo ordine di evacuazione il 7 giugno sull’area, prima di sferrare gli attacchi.
I corrispondenti dell’Afp presenti hanno constatato che una parte dell’area vicino alle antiche colonne era ricoperta di detriti, frammenti di metallo contorto e rami d’albero spezzati. Su una scalinata in pietra che conduce all’interno del sito sono sparsi detriti di cemento e metallo. «L’entità dei detriti e dei danni nel sito è notevole», ha detto Ali Badaoui.
I colpi hanno raggiunto gli edifici circostanti e uno di essi ha colpito un ufficio amministrativo del sito, riferisce il responsabile. «Alcuni reperti archeologici sono stati danneggiati dalle macerie, poiché una pioggia di detriti si è abbattuta su un ampio perimetro», colpendo «colonne, capitelli, basi di colonne, mosaici».
Il ministro Salamé ha aggiunto che le autorità valuteranno i danni «non appena ci sarà un cessate il fuoco o potremo accedere alle rovine senza mettere in pericolo la vita dei nostri archeologi». Ha sottolineato che Israele «non rispetta» la Convenzione dell’Aia, che impone di preservare i beni culturali in caso di conflitto armato, né gli «Scudi blu», un emblema simbolico istituito da un comitato legato all’Unesco per proteggere il sito di Tiro.
In seguito a un precedente conflitto tra Israele e Hezbollah nel 2023-24, l’Unesco ha posto più di 70 siti del patrimonio culturale in Libano, tra cui Tiro, sotto «protezione rafforzata provvisoria». Tiro «è un sito civile, un sito iscritto nel Patrimonio Mondiale, non è assolutamente un sito militare e non vi è alcuna attività militare in loco», ha sottolineato Ali Badaoui, che ha confermato che anche l’altro sito protetto di Tiro, Al-Bass, è stato danneggiato dall’inizio della guerra.
Gaspare Melchiorri
Leggi i suoi articoliARTICOLI CORRELATI
Altri articoli dell'autore
Nei primi otto mesi del 2026 il 53,6% delle recensioni proviene da turisti internazionali. Motori e mobilità guidano l’attrattività del settore, mentre Modena e Bologna si confermano i principali poli di interesse. I musei d’impresa contribuiscono inoltre a distribuire i flussi turistici durante tutto l’anno
Nonostante la conquista di Camera e Senato da parte dei democratici alle elezioni di metà mandato, il presidente americano rilancia il progetto da 400 milioni di dollari. La demolizione dell’ala Est della dimora presidenziale e i dubbi sulla legittimità dei lavori continuano ad alimentare le polemiche
Una nuova sezione del Museo Storico-Archeologico dell’Università del Salento racconta la sepoltura paleolitica scoperta nel 1968 nella Grotta delle Veneri: due individui, un uomo e una donna, sepolti uno di fronte all’altra, distesi sui fianchi e con le gambe intrecciate. Reperti, ricostruzioni scientifiche e contenuti multimediali restituiscono uno spaccato della vita dei cacciatori-raccoglitori nel Salento preistorico
La Basilica fiorentina ricorda la tragedia e rende omaggio ai soccorritori. Celebrazioni, visite guidate e iniziative di prevenzione raccontano il legame tra memoria, tutela del patrimonio artistico e rinascita del capoluogo toscano



