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Il Museo di Palazzo Pretorio ricorda Rita Iacopino, storica direttrice e anima del museo

È scomparsa Rita Iacopino, storica dell'arte e direttrice del Museo di Palazzo Pretorio di Prato dal 2014 al 2024. Alla guida dell'istituzione ha accompagnato la riapertura del museo dopo il lungo restauro, promuovendone il rilancio attraverso un'intensa attività scientifica, espositiva e di valorizzazione del patrimonio cittadino.

Il mondo della cultura toscana perde una delle sue figure più autorevoli. È scomparsa Rita Iacopino, storica dell'arte e direttrice del Museo di Palazzo Pretorio di Prato dal 2014 al 2024, protagonista della rinascita dell'istituzione dopo la lunga chiusura dovuta ai lavori di restauro. Il museo ha annunciato la sua scomparsa ricordandone il contributo scientifico e umano, sottolineando come il suo lavoro abbia rappresentato una tappa decisiva nella storia recente di Palazzo Pretorio.

Laureata in Storia dell'arte con il massimo dei voti nel 1985, Iacopino aveva iniziato la propria attività professionale presso il Ministero dei Beni Culturali e nel mondo della scuola, entrando poi nel 1989 al Comune di Prato. Da allora ha legato gran parte della propria carriera alla valorizzazione del patrimonio artistico cittadino, contribuendo a consolidare il ruolo di Prato nel panorama museale toscano. Il momento più significativo del suo percorso coincide con la riapertura del Museo di Palazzo Pretorio nel 2014, dopo un complesso intervento di recupero durato circa vent'anni. Alla guida dell'istituzione, Iacopino ha accompagnato una nuova stagione del museo, lavorando affinché il recupero architettonico si traducesse anche in un rinnovamento culturale, scientifico e civile. La sua direzione ha puntato su una programmazione capace di coniugare ricerca, divulgazione e attenzione al territorio, rafforzando il dialogo tra il patrimonio storico della collezione e le grandi questioni della storia dell'arte.

Nel corso dei dieci anni trascorsi alla direzione del museo ha promosso alcune delle più importanti mostre organizzate dall'istituzione, tra cui Officina Pratese. Da Donatello a Lippi (2013), Il corpo e l'anima (2015), Synchronicity. Contemporanei da Lippi a Warhol (2015), Legati da una cintola (2018), Effetto Leonardo. Opere dalla Collezione Carlo Palli (2019) e Dopo Caravaggio. Il Seicento napoletano nelle collezioni di Palazzo Pretorio e della Fondazione De Vito. Progetti che hanno contribuito a consolidare la reputazione del museo ben oltre l'ambito regionale, intrecciando il patrimonio pratese con temi e protagonisti della storia dell'arte italiana.

Accanto all'attività espositiva, Iacopino ha sviluppato un intenso lavoro di ricerca, pubblicando studi e contributi scientifici dedicati al patrimonio artistico locale e curando il nuovo allestimento della Galleria comunale 1858-2018 nel Palazzo Comunale, realizzato in occasione del centosessantesimo anniversario della fondazione della raccolta civica. La sua direzione è stata caratterizzata anche da una costante attenzione alla dimensione pubblica del museo. Palazzo Pretorio è stato progressivamente concepito non soltanto come luogo di conservazione e studio, ma come spazio aperto alla comunità, capace di costruire nuove forme di partecipazione e di rafforzare il rapporto tra istituzione museale e cittadinanza. Nel ricordarla, i dipendenti e i collaboratori del museo hanno sottolineato la dedizione, la professionalità e il rigore con cui ha affrontato il proprio lavoro, riconoscendole un ruolo fondamentale nella crescita dell'istituzione. Un'eredità che continua oggi a vivere nella struttura scientifica del museo, nella qualità della sua programmazione e nell'idea di un museo pubblico inteso come luogo di conoscenza, ricerca e condivisione.

Redazione, 18 luglio 2026 | © Riproduzione riservata

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