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Eugenio Viola

Foto: Gregorio Díaz

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Eugenio Viola

Foto: Gregorio Díaz

Eugenio Viola è il nuovo direttore del Madre di Napoli

«Aperto, accessibile, internazionale e inclusivo»: il progetto dell’ex direttore artistico del Mambo di Bogotá ruota attorno a una nuova idea di museo

«Non torno in un luogo qualsiasi, ma in un luogo che ha contribuito a definire il mio modo di pensare un museo». Con queste parole Eugenio Viola annuncia il suo ritorno al Museo Madre, di cui è stato nominato nuovo direttore. Cinquantuno anni, napoletano di Scampia, il critico e curatore raccoglie il testimone da Eva Fabbris con l’obiettivo di rilanciare il museo d’arte contemporanea della Regione Campania, riportando nella sua città un’esperienza maturata in ambito internazionale.

La nomina è stata annunciata dal presidente della Regione Campania Roberto Fico insieme all’assessore alla Cultura Ninni Cutaia, alla dirigente Rosanna Romana, presidente della commissione che ha valutato le candidature, e alla presidente della Fondazione Donnaregina Angela Tecce. «È bello che un giovane valentissimo torni nella sua città», ha commentato Tecce, sottolineando il valore del ritorno di Viola alla guida di un’istituzione centrale per il contemporaneo italiano.

Curatore di fama internazionale, Viola arriva al Madre dopo l’incarico di direttore artistico del Mambo di Bogotà e una precedente esperienza al Pica in Australia. Il museo napoletano, tuttavia, non gli è estraneo: dal 2009 al 2016 ha lavorato al suo interno, curando alcune delle prime grandi mostre istituzionali italiane dedicate a Boris Mikhailov e Francis Alÿs, un progetto di Daniel Buren e le retrospettive di Vettor Pisani e Giulia Piscitelli. Nel suo percorso figura anche la curatela del Padiglione Italia alla 59ma Biennale di Venezia.

Dottore di ricerca in Metodi e metodologie della ricerca archeologica e storico-artistica all’Università di Salerno, Viola ha dedicato gran parte della sua attività allo studio della performance e delle poetiche corporali, pubblicando saggi e curando mostre e monografie su artisti come Regina José Galindo, Marina Abramović e Orlan.

Il nuovo direttore eredita un museo con una collezione che comprende opere di protagonisti dell’arte contemporanea internazionale, da Jeff Koons ad Anish Kapoor, da Damien Hirst ad Andy Warhol, fino a Mimmo Paladino, Michelangelo Pistoletto, Richard Serra e Robert Rauschenberg.

Il progetto di Viola per il Madre ruota attorno a una nuova idea di museo: «aperto, accessibile, internazionale e inclusivo», capace di costruire un dialogo tra Napoli, il Mediterraneo e i Sud globali. «Sono felice di poter riportare la mia esperienza a Napoli e metterla a disposizione. Viva il Sud», ha dichiarato.

Redazione, 17 luglio 2026 | © Riproduzione riservata

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