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Ibrahim Mahama

Courtesy di Cimam

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Ibrahim Mahama

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Ibrahim Mahama in un video racconta l’aggressione subita in Ghana

L'artista malmenato e minacciato di morte dalla polizia ghanese, contro cui sta valutando un’azione legale, ha cancellato una serie di eventi internazionali a cui avrebbe dovuto prendere parte, compresa l’Art Week milanese. La solidarietà del mondo dell'arte e la richiesta di «un’indagine completa, trasparente e indipendente sull’incidente»

L’artista ghanese Ibrahim Mahama ha reso noti nuovi particolari dell’aggressione subita il 21 marzo a Tamale, sua città natale, ad opera di una squadra speciale della polizia, popolarmente nota come «Black Maria». La notizia del violento attacco ai danni del 39enne artista era stata comunicata dall'assessore alla Cultura del Comune di Milano, Tommaso Sacchi, durante la conferenza stampa di presentazione dell’Art Week: Mahama, atteso a Milano il 14 aprile, sette anni dopo la spettacolare installazione con sacchi di juta nei caselli daziari di Porta Venezia, ha dovuto dare forfait a causa delle ferite riportate. A lui l’assessore ha indirizzato un messaggio di solidarietà da parte di tutta la città.

Primo africano a guidare la classifica delle 100 personalità più influenti nel mondo dell’arte compilata annualmente da ArtReview, Mahama ha fondato a Tamale Red Clay, una grande struttura che comprende studi d’artista, spazi di ricerca, una residenza per artisti, una collezione permanente di opere d’arte, aule per laboratori e terreni dedicati a vari tipi di coltivazione. In un breve video pubblicato il 23 marzo e diffuso dalla televisione ghanese l’artista ha dichiarato di essere stato fermato dalla polizia mentre era in macchina con lo zio e di essere stato malmenato in seguito al suo rifiuto di consegnare il telefono agli agenti. All'aggressione, stando al suo racconto, avrebbe assistito anche il capo della «Black Maria», Bawah Abdul Jalil. Mahama, in possesso di un passaporto diplomatico rilasciatogli dal Governo, sostiene di essere stato minacciato di morte anche dopo aver declinato le proprie generalità.

 «Hanno cominciato a prendermi a pugni in faccia, racconta nel video. Dovevo ancora sbloccare il telefono per permettere loro di cancellare tutte le foto e i video che c'erano dentro. Ho detto: “Lo sblocco“, ma loro hanno continuato a picchiarmi. Cosi, a un certo punto, ho sbloccato il telefono e basta. C'era anche Jalil. Era li fin dall'inizio, accanto a noi. L’ho visto quando è sceso dalla macchina. Quando siamo arrivati alla stazione, ha persino tentato di schiaffeggiarmi e mio zio gli ha detto: “Oh, non farlo (sic)”.. Anche quando siamo arrivati li, gli agenti di polizia che erano sul posto a Sakasaka glielo hanno detto: "Ma non sai che quello è il tizio della Red Clay, il signor Ibrahim Mahama, quello a cui è stato dato un passaporto diplomatico?". Al che lui ha risposto: "Non ce ne importa un bel niente. Diplomatico un corno“». 

Le minacce di morte, sostiene l'artista, sarebbero continuate anche all'interno della stazione di polizia.  Nel video Mahama elenca anche le conseguenze fisiche dell’aggressione subita: un dente rotto, la bocca sanguinante, mal di testa persistente, dolore alle costole, difficoltà a prendere sonno.

Mahama ha poi smentito la versione data dalla polizia secondo cui la squadra speciale sarebbe intervenuta per difenderlo da un presunto assalto. Anche un video circolato poco dopo che mostra l’autista di Mahama supplicare il capo della «Black Maria» sarebbe stato fabbricato ad hoc. 

In un'intervista rilasciata alla stazione televisiva locale Channel 1 TV, Mahama ha dichiarato di stare valutando la possibilità di intentare una causa contro la polizia, affermando di volerlo fare per il «bene della società» e auspicando lo smantellamento della «Black Maria».

Un gruppo di istituzioni culturali ghanesi, tra cui il Savannah Center for Contemporary Art di Tamale, la Foundation for Contemporary Art-Ghana, guidata da artisti, e la Compound House Gallery, ha pubblicato ieri un comunicato stampa in cui condanna la presunta aggressione e invoca «un’indagine completa, trasparente e indipendente sull’incidente».

 

 

Daria Berro, 24 marzo 2026 | © Riproduzione riservata

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Ibrahim Mahama in un video racconta l’aggressione subita in Ghana | Daria Berro

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