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Daria Berro
Leggi i suoi articoliM+, il museo di cultura visiva contemporanea di Hong Kong nel West Kowloon Cultural District (WestK), e il parigino Centre Pompidou, chiuso per ristrutturazione fino al 2030, hanno ufficializzato il 15 maggio una nuova partnership pluriennale con l’obiettivo di intensificare gli scambi artistici e scientifici. Basato su un protocollo d’intesa firmato nel 2024, l’accordo di collaborazione si articola in quattro aree chiave: la ricerca curatoriale congiunta, lo sviluppo e la condivisione di mostre, le co-commissioni comuni e l’esposizione di opere, il prestito di pezzi provenienti dalle rispettive collezioni.
Tra i punti forti del documento, firmato da Laurent Le Bon, presidente del Centre Pompidou, e da Suhanya Raffel, direttrice di M+, è l’organizzazione di una grande mostra congiunta, incentrata sulla diversità e la ricchezza della cultura visiva in Francia e nella Grande Cina, nonché sui nuovi dialoghi che esse creano in un mondo in rapida evoluzione, che sarà presentata in prima battuta a Parigi e quindi a Hong Kong. «Questa partnership, ha sottolineato Raffel, rafforza il dialogo culturale tra Asia ed Europa e favorisce l’emergere di nuove narrazioni sulle interdipendenze della storia dell’arte e sulle realtà contemporanee della cultura visiva mondiale».
Nel 2027, il M+ ospiterà diverse mostre. Un primo evento, previsto nella Focus Gallery, sarà seguito da una grande mostra co-organizzata con il Centre Pompidou, prima di una mostra di ricerca prevista nel 2028 nelle Cissy Pui-Lai Pao and Shinichiro Watari Galleries. La partnership prevede anche commissioni congiunte di opere video che saranno proiettate a partire dal prossimo anno sulla facciata monumentale di M+ a Hong Kong e sul belvedere del futuro Centre Pompidou Francilien a Massy.
La partnership è ulteriormente rafforzata da una borsa di studio postdottorato quadriennale finanziata dalla Huo Family Foundation. L’Huo Research Fellow presso il dipartimento curatoriale di M+ contribuirà alla ricerca e alla realizzazione di mostre incentrate in particolare sull’arte occidentale e asiatica del XX e XXI secolo.
«Con la ristrutturazione del nostro edificio parigino, ha precisato Le Bon, il Centre Pompidou ha avviato una vera e propria metamorfosi, in cui le partnership internazionali occupano un posto essenziale per raggiungere nuovi pubblici, arricchire la nostra collezione e approfondire la ricerca curatoriale».
Il 4 giugno intanto (e non più a maggio, come inizialmente annunciato), a Seul, sarà inaugurato il Centre Pompidou Hanwha, una «scatola di luce» progettata dallo studio di Jean-Michel Wilmotte a Yeouido, il quartiere finanziario della capitale sudcoreana. La mostra inaugurale, «I cubisti: l’invenzione della visione moderna», riunisce una novantina tra dipinti e sculture di oltre quaranta artisti dalla collezione del Centre Pompidou-Musée national d’art moderne: dalle figure di spicco del movimento, tra cui Pablo Picasso, Georges Braque, Juan Gris, Fernand Léger e Sonia e Robert Delaunay, ad artisti meno noti al pubblico coreano.
Laurent Le Bon, presidente del Centre Pompidou, e Suhanya Raffel, direttrice del museo M+, hanno firmato il protocollo d'intesa il 15 maggio 2026. Foto Winnie Yeung @Visual Voices. Courtesy di M+, Hong Kong
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