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La Chola Poblete, Sin título, 2026. Galleria Travesia Cuatro

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La Chola Poblete, Sin título, 2026. Galleria Travesia Cuatro

I quartieri, le gallerie e gli artisti che stanno trasformando la scena culturale di Madrid

Cosa ci ha detto la diciassettesima edizione di Apertura Madrid Gallery Weekend, che ha invitato 60 spazi a inaugurare simultaneamente una nuova mostra

Davide Landoni

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Il cielo è quello immobile e fosforescente del Mediterraneo, teso come un arco ad avvolgere i saliscendi di Madrid. Il meriggio galleggia nell'ultimo caldo settembrino quando Sabrina Amrani esce dalla sua galleria di Carabanchel, a sud-ovest del centro, subito fuori dal primo cerchio di quartieri della città. Si è trasferita nella zona da poco, ma sembra già essersi integrata piuttosto bene. Il suo stile diretto e leggero combacia con le piante di basilico sui balconi attorno, appesi a case semplici e colorate, in strade strette e residenziali, dimentiche dei fasti distribuiti vicino a Plaza Mayor, Puerta del Sol e così via. Non è un quartiere da cartolina, ma si respira autenticità. 

Amrani saluta il meccanico la cui officina si interpone tra i suoi spazi, stringe la mano a una conoscente che incrocia, fa un cenno al barista all'angolo che ha lasciato la porta aperta per far girare l'aria. È esaltante l'idea che una gallerista s'avvicini a una dimensione manuale, concreta, reale del lavoro. Non è niente di straordinario, sia chiaro. Ma non è nemmeno la prassi che una galleria dialoghi in modo così sciolto con la realtà attorno. Spesso le percepiamo fin troppo levigate, distanti, come immerse in quelle sfere di vetro dove s'agita la neve, impermeabili a tutto se non a facoltosi collezionisti. 

D'altra parte, si tratta forse di una postura costruita, non certo innata. Le gallerie nascono sul finire dell'Ottocento come infrastrutture di scoperta, sostegno e promozione degli artisti. Sono centri di produzione culturale, antenne sul territorio capaci di intercettare per prime i mutamenti dei linguaggi, delle abitudini, della cultura e di indirizzare l'evoluzione di un intero ecosistema. Osservare le traiettorie di queste realtà significa tracciare la geografia stessa di una città che cambia, misurandone la vitalità intellettuale e la capacità di dialogare con il contesto comunitario. A cambiare in modo radicale, in questo caso è soprattutto la mappa creativa di Madrid. 

Se storicamente la vita culturale della capitale si concentrava nei quartieri centrali o esclusivi di Salamanca, Salesas, Justicia e Centro, la geografia contemporanea mostra una spinta policentrica. L'attenzione si è spostata progressivamente verso aree a forte vocazione popolare o post-industriale come Lavapiés, Letras, Chamberí e, soprattutto, Carabanchel. Quest'ultimo, in particolare, caratterizzato da passati manifatturieri e spazi agricoli riadattati, si è trasformato nell'hub più dinamico della scena artistica locale, accogliendo gallerie che scelgono architetture non convenzionali per presentare progetti sperimentali. 

La mostra di Joël Andrianomearisoa da Sabrina Amrani Gallery

Simón Vega, Zoomorfo, 2025. Courtesy of Albarrán Bourdais

Queste, insieme agli spazi delle altre aree cittadine, hanno fatto parte della diciassettesima edizione di Apertura Madrid Gallery Weekend (10-13 settembre), organizzata dall'associazione Arte Madrid guidata dal presidente Pablo Flórez e dalla vicepresidente Eva Albarrán. 60 gallerie chiamate a raccolta per inaugurare simultaneamente la nuova stagione espositiva. È in questa occasione che abbiamo avuto modo di toccare con mano i cambiamenti in atto in città, oltre che di apprezzarne la proposta artistica.

Partendo proprio da Carabanchel e dagli spazi di Sabrina Amrani, essi ospitano una ricognizione trentennale sul lavoro del malgascio Joël Andrianomearisoa, la cui ricerca tessile e concettuale analizza la memoria collettiva e i linguaggi condivisi, con opere che spaziano dall'uso del nero alla lavorazione di materiali scovati durante i suoi viaggi in Asia. Poco distante, la galleria Belmonte presenta la doppia personale di Louise Glévéau Guerreiro e Joris Papin, incentrata su una pittura che esplora le sfumature della trasparenza, mentre Memoria coordina la propria sede periferica con quella del centro per proporre due personali degli artisti cileni Juan Castillo e Raúl Zurita, storici esponenti del collettivo politico C.A.D.A.

Spostandosi nel distretto di Letras, la galleria Villa Magdalena presenta i recenti lavori pittorici dello statunitense Tommy Malekoff; mentre a Lavapiés lo spazio 1 Mira Madrid propone un confronto sui toni del grigio tra Alain Urrutia e Chema López, affiancato da 2 Mira Archiv, uno studio-archivio dedicato alla conservazione documentale. Poco più in là, la galleria Maisterra rispolvera l'opera di Miguel Ángel Campano, sottolineando la centralità dell'attitudine e della ricerca concettuale rispetto alla rigidità dello stile.

Nel cuore del centro cittadino, tra Justicia e Malasaña, l'attenzione si concentra su figure e installazioni di grande impatto. Travesía Cuatro destina i propri spazi alle opere di La Chola Poblete, artista argentina attiva nella rappresentazione della cultura trans e già premiata alla Biennale di Venezia, accostando al suo lavoro le pitture immersive e legate alla natura di Vivian Suter. Da Albarrán Bourdais, le imponenti installazioni del salvadoregno Simón Vega sovrappongono simboli del capitalismo contemporaneo ad architetture precolombiane realizzate con materiali di recupero industriali, affiancate da un progetto grafico di Carlos Amorales sui tratti del volto umano.

Louise Glévéau Guerreiro con Joris Papin alla Galerìa Belmonte

Iman Issa, Animal Masks for Tribunal Scene, 2022. Galerìa carlier | gebauer

Tra i progetti di respiro internazionale, carlier | gebauer propone la personale di Iman Issa incentrata sulla decontestualizzazione di reperti storici e forme di autoritratto astratto, mentre Prats Nogueras Blanchard propone una collettiva con opere di Agnieszka Kurant, Hito Steyerl e Haegue Yang dedicata alle forme di intelligenza non umana e sui sistemi tecnologici di controllo. Il panorama si arricchisce infine con la personale di José Bedia presso El Apartamento, dedicata ai miti e ai paesaggi dell'America Latina, e con la riscoperta da The Ryder dell'artista e attivista Miguel Benlloch, le cui performance mettono in discussione le strutture sociali e di genere.

Sono queste alcune delle realtà che stanno trainando una sorta di ricambio generazionale, sorto dopo la chiusura o il ridimensionamento di colonne storiche del sistema galleristico spagnolo, da Juana de Aizpuru a Helga de Alvear fino alla sede di Marlborough. Una cornice favorevole, dopo le difficoltà dell'ultimo lustro, sembra essere rappresentata dall'afflusso costante di collezionisti e patrimoni ad alto potere d'acquisto provenienti dal Sud america, in particolare da Paesi come Venezuela e Messico. Si stanno sviluppando nuove dinamiche di vendita e rapporti, con Madrid che funge da ponte con l'Europa.  

Ruolo che potrebbe divenire ancora più consistente se il sistema dell'arte ottenesse il supporto politico che da tempo richiede. In particolare, è la questione fiscale a tenere banco, vero nodo critico per la competitività internazionale del settore. Tra le istanze maggiormente ribadite dalle associazioni di categoria spicca la pesante penalizzazione dell'IVA, ferma all'aliquota ordinaria del 21%. Introdotta nel 2012 nel pieno delle misure di austerità, questa tassazione posiziona il mercato d'arte spagnolo in una netta condizione di svantaggio rispetto ad altri Paesi europei (come la Francia, la Germania e l'Italia) che beneficiano di aliquote ridotte sulle transazioni artistiche. Senza interventi legislativi mirati e contributi a lungo termine capaci di proteggere la produzione artistica e favorire le vendite, il rischio è che la spinta creativa dei quartieri rimanga esposta alle fluttuazioni speculative. Ciononostante, il fermento di Carabanchel e di Madrid tutta dimostra una vitalità spontanea della città, entusiasta di cambiare pelle e rinnovare la sua identità culturale.

Davide Landoni, 18 settembre 2026 | © Riproduzione riservata

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