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Roberto Mercuzio
Leggi i suoi articoliIn Libano, proprio nei giorni in cui si intensificano gli attacchi aerei e terrestri da parte di Israele, e il Paese si mobilita per proteggere il proprio patrimonio culturale, sono 34 i siti archeologici sotto gli Scudi blu dell’Unesco. Lo ha annunciato il 15 marzo il Ministero della Cultura libanese. Lo Scudo blu è il simbolo internazionale, istituito dalla Convenzione dell’Aia del 1954, che identifica i beni culturali da proteggere da conflitti armati e calamità naturali.
Il ministro della Cultura Ghassan Salameh ha dichiarato all’Agenzia di stampa nazionale libanese che l’iniziativa mira a rispettare la suddetta Convenzione. «Il Ministero non è rimasto a guardare», ha affermato Salameh, sottolineando di aver fatto appello direttamente al direttore generale dell’Unesco Khaled Anani il primo giorno del conflitto per garantire che tutte le parti rispettassero la convenzione.
«Sono stati collocati dei cartelli blu nei siti archeologici affinché il nemico ne sia a conoscenza e rispetti la convenzione», ha affermato.
Già nel 2014, poco dopo un attacco aereo israeliano nei pressi di Baalbek, era stata concessa una maggior protezione del patrimonio da parte dell’Unesco a un complesso di templi romani iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale. La decisione era stata presa durante una sessione d’emergenza del Comitato per la protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato, alla quale aveva partecipato il consulente libanese dell’organizzazione internazionale. Ora Salameh ha però osservato che diversi siti culturali libanesi rimangono al di fuori della protezione Unesco.
Secondo il rapporto l’attuale conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran, che si è esteso al Sud del Libano dopo un attacco aereo guidato da Hezbollah contro Israele, ha già causato danni a luoghi e siti culturali in tutto il territorio nazionale. Hanno subito danni il sito archeologico di Al-Bass a Tiro e 11 biblioteche pubbliche, delle quali tre sono state completamente distrutte e circa dieci parzialmente danneggiate.
Già all’inizio del mese un portavoce dell’Unesco aveva annunciato che l’organizzazione «sta fornendo sostegno al Libano, avendo comunicato a tutte le parti le coordinate geografiche dei siti iscritti nella Lista del Patrimonio Mondiale, nonché quelle dei siti di importanza nazionale, al fine di contribuire a prevenire eventuali danni».
Roberto Mercuzio
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