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Monica Trigona
Leggi i suoi articoliIn una stagione espositiva in cui Milano riserva una rinnovata attenzione alla dinastia Brueghel (come testimonia la rassegna «I Brueghel. Le origini dei generi pittorici in Europa» a Palazzo Reale), gli spazi di Brun Fine Art accolgono un progetto nato dalla sinergia con la galleria «De Jonckheere: «Brueghel. Lo spirito del collezionismo. Dipinti. Sculture. Meraviglie» (fino al 19 dicembre). L’esposizione sceglie una chiave interpretativa colta e suggestiva allontanandosi dalla «semplice» antologica per esplorare le dinamiche del collezionismo d’élite attraverso un dialogo serrato tra pittura, scultura e arti applicate. La selezione di dipinti fiamminghi proposta da De Jonckheere incontra così il patrimonio di sculture e manifatture scelto da Brun Fine Art, componendo un unico itinerario visivo intessuto di corrispondenze iconografiche, materia e simbolismi. Il nucleo pittorico offre uno spaccato di straordinaria qualità scientifica sulla dinastia fiamminga e sul suo entourage, schierando opere di Jan Brueghel il Vecchio, Jan Brueghel il Giovane, Pieter Brueghel il Giovane e Pieter Brueghel III, affiancati da maestri come David Teniers il Giovane e Jan van Kessel il Giovane. Tra le tele di maggior rilievo critico spicca la drammatica composizione «Lot e le sue figlie, con Sodoma e Gomorra in fiamme» di Jan Brueghel il Vecchio, un capolavoro che sintetizza la perizia del maestro nella resa dei dettagli minuziosi e nella gestione dei bagliori luministici. Di Pieter Brueghel il Giovane si ammirano sia il raffinato ciclo di tre tondi raffiguranti le «Stagioni», sia la celebre «Danza nuziale all’aperto», un’opera firmata e datata 1612 che ben documenta il repertorio della bottega. Attraverso paesaggi, allegorie, feste contadine, proverbi e nature morte, emerge con chiarezza la capacità dei Brueghel di trasfigurare l’ordinario in un universo codificato di senso. La continuità stilistica che attraversa più generazioni rivela, peraltro, la sorprendente e moderna organizzazione della bottega fiamminga, fondata sulla trasmissione dei modelli, sulla specializzazione interna e sulla creazione di varianti destinate a un mercato internazionale di altissimo profilo.
Giovanni della Robbia, «Mazzo di frutta e verdura con una rana», 1520 ca. Courtesy of Brun Fine Art
Frans FranckenIl Giovane, «Il trionfo di Nettuno e Anfitrite». Courtesy of Brun Fine Art
Il vero elemento qualificante del percorso risiede nel dialogo costante tra le opere su tela e il mondo tridimensionale. Senza voler ricostruire filologicamente una Wunderkammer d’epoca, la curatela ne recupera il principio fondante: riunire manufatti eterogenei per epoca, materia e destinazione d’uso per generare dialoghi estetici e imprevedibili chiavi di lettura. Così, la pittura dialoga con una straordinaria varietà di opere plastiche e decorative: una testa di satiro in marmo di epoca romana si specchia nel «Bacco» terroso di Giuseppe Maria Mazza, mentre il gusto per l’esotismo è testimoniato da una coppia di pagodi cinesi in marmo di Giovanni Bonazza. La plasticità del rilievo prosegue con la serie in terracotta dedicata alle «Stagioni» di Lorenzo Sarti, la preziosità materica di due specchi in ambra e l'eleganza delle terrecotte robbiane. La precisione del dettaglio fiammingo trova quindi un contrappunto nella virtuosa intarsiatura dei pannelli in pietra dura di Giovanni e Cosimo Castrucci, per chiudersi infine nella tensione scultorea del «Tritone» di Valentino Panciera Besarel. In questo eclettico palinsesto, le arti minori non fungono sicuramente ornamento, anzi diventano cassa di risonanza per la pittura, a riprova del fatto che nell'Europa moderna il collezionismo non significava accumulazione ma consapevole esercizio dello sguardo e desiderio di decifrare la complessità del mondo attraverso le cose. Ad accompagnare la mostra è un articolato catalogo con saggi introduttivi della Dott.ssa Carlotta Striolo per la pittura e del Dott. Enrico Colle per le arti decorative, affiancati dalle schede scientifiche delle singole opere redatte da specialisti di settore.
Valentino Panciera Besarel, «Tritone», 1884. Courtesy of Brun Fine Art
Lorenzo Sarti, «Inverno». Courtesy of Brun Fine Art
Monica Trigona
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