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Alle dichiarazioni di Bruno Corà non ha mancato di ribattere Mario Cucinella, architetto di fama internazionale che non ha certo bisogno di presentazioni. In una lettera aperta, si dichiara «sorpreso dai recenti articoli usciti sui giornali locali (la lettera è stata formulata poco prima dell’uscita del nostro articolo, Ndr) contenenti sue affermazioni sul nostro progetto a Gibellina vecchia», precisando che tale progetto «non è [...] un museo dedicato all’opera del maestro Burri, ma un luogo dove raccontare e raccogliere l’esperienza delle trasformazioni nella valle del Bèlice che ha visto nel tempo profonde trasformazioni urbanistiche e lo straordinario intervento dell’arte in molti comuni [...]. Ovviamente il luogo scelto è stato studiato anche per valorizzare una storia come l’intervento di Alberto Burri, ma credo che alle generazioni più giovani sfugga il coraggio sia del sindaco Corrao sia del grande maestro e di molti altri artisti impegnati nel collaborare per una vera arte pubblica. Quel lavoro va contestualizzato in un periodo storico dove, a seguito del terremoto, sono avvenute trasformazioni moderne che hanno solo parzialmente funzionato, ma che sono state comunque importanti in quel particolare periodo storico. Detto questo, mi sono rammaricato di leggere quegli articoli, al punto di chiedermene la necessità visto che sarebbe bastata una semplice telefonata di chiarimento».
Con un’importante precisazione: «Ad oggi, comunque, non è iniziata alcuna fase progettuale e, a maggior ragione, leggere che era già tutto deciso mi è sembrato un po’ azzardato, soprattutto nell’attaccare un progetto di cui quel territorio ha un gran bisogno. L’opera del maestro Burri non viene minimamente sfiorata e se mai si farà qualcosa sarà un piccolo edificio a fianco della chiesetta sconsacrata dove lì sì c’è una mostra particolarmente infelice sull’opera del maestro. Detto questo, l’edificio non si vede da nessuna parte e non interferisce con il cretto in nessuna vista e questa è stata la mia prima preoccupazione per il rispetto dell’opera. La invito nel futuro, se ce ne fosse bisogno, di preferire un dialogo di amicizia, nella speranza di una proficua collaborazione nel prosieguo del progetto». Ed è ciò che tutti ci auguriamo, vista la caratura dei due attuali protagonisti della vicenda e la grandezza dell’autore dell’opera.
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