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Roberto Mercuzio
Leggi i suoi articoliGli Stati Uniti hanno restituito ufficialmente alla Cina un gruppo di 58 oggetti, tra reperti, opere d’arte e fossili. La cerimonia di consegna si è tenuta il 16 settembre presso l’Ambasciata cinese a Washington, circostanza comunicata dalla stessa Ambasciata tramite il suo canale ufficiale WeChat e riportata dal sito d’informazione cinese in lingua inglese «Global Times».
L’operazione è stata condotta dal programma speciale dedicato ai beni culturali, all’arte e all’antiquariato dell’agenzia governativa d’investigazione Usa Homeland Security Investigations. Tra i pezzi restituiti spiccano sculture in terracotta, statue in pietra e fossili. Tra i reperti di maggior valore figura una statua di Bodhisattva proveniente dalle grotte di Tianlongshan, nella provincia di Shanxi, che vennero saccheggiate negli anni Venti del XX secolo. La notizia è stata comunicata anche tramite i canali social, tra cui un post su Instagram dell’account «Hong Kong News Updates».
Questa restituzione rappresenta un effetto concreto del recente incontro tra i capi di Stato di Cina e Stati Uniti tenutosi a Pechino. Il rientro dei beni assume un forte valore simbolico e diplomatico nel panorama delle relazioni bilaterali.
Zhang Yiwu, docente presso il Dipartimento di Lingua e Letteratura Cinese dell’Università di Pechino, ha sottolineato l’importanza dell’evento ai microfoni del «Global Times»: «Nel contesto più ampio dell’amicizia e dei rapporti bilaterali tra Cina e Stati Uniti, questo rappresenta uno scambio culturale e umano di fondamentale importanza, oltre che un’iniziativa di grande significato». Il professore ha inoltre aggiunto che, nell’attuale fase delle relazioni tra Washington e Pechino, questo gesto dimostra come i due Paesi continuino a mantenere un dialogo profondo e attivo in molteplici settori.
Roberto Mercuzio
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