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Leggi i suoi articoliAlla fine niente nuovo bando. Il Ministro della Cultura Alessandro Giuli, che in un’intervista al «Corriere della Sera» si era detto «insoddisfatto» delle terne emerse dai colloqui per la scelta dei vertici dei musei di prima fascia, a sorpresa nella serata di ieri ha emesso un comunicato con gli esiti della selezione. I direttori dei musei di prima fascia scelti dal Ministro, nell’ambito delle proposte della Commissione di valutazione pervenute entro la data prevista del 15 luglio sono:
Galleria dell’Accademia di Firenze e Musei del Bargello: Andreina Contessa.
Museo Archeologico Nazionale di Napoli: Francesco Sirano.
Museo Nazionale Romano: Federica Rinaldi.
Musei Reali di Torino: Paola D’Agostino.
Parco Archeologico del Colosseo: Simone Quilici.
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Nel Suffolk, in Inghilterra, lo studio del sito di Red Lodge rivela un singolare paesaggio rituale: all’inizio del II secolo d.C. una comunità romana costruì un santuario accanto a un tumulo funerario dell’Età del Bronzo eretto quasi duemila anni prima. Teschi di maiale orientati verso l’edificio sacro, monete deposte sopra i crani, sacrifici animali e oggetti votivi documentano un culto rimasto attivo per secoli. E mostrano come anche per i Romani il passato più remoto potesse diventare materia religiosa.
Dalla Biennale di Venezia a Documenta, dal Guggenheim di New York all’Expo di Hannover, l'artista reggiano aveva fatto dello schermo una materia e dell’acqua un’immagine
Da Londra a Parigi, da Berlino ad Amsterdam, la nuova stagione espositiva europea riapre con grandi retrospettive, riscoperte e riletture di artisti e opere che hanno segnato la storia dell’arte. Quindici appuntamenti tra maestri del passato e protagonisti della contemporaneità, per seguire le mostre che accompagneranno l’autunno e l’inverno 2026–27
Una ricerca condotta dall’Università di Shandong individua nel sangue mescolato a calce e argilla ricca di ematite uno dei segreti della straordinaria conservazione delle pitture rupestri di Zuojiang Huashan, nella Cina meridionale. Le analisi ipotizzano anche l’impiego di sangue umano legato al parto, ma su questo punto gli archeologi invitano alla cautela. Il risultato apre una prospettiva inattesa sulle conoscenze tecniche e sul possibile significato rituale di immagini realizzate oltre duemila anni fa.



